Venezia
Dal 21 febbraio al 5 luglio 2026
La mostra Horst P. Horst. La Geometria della Grazia, a cura di Anne Morin in collaborazione con Denis Curti, a Le Stanze della Fotografia di Venezia, accende un faro sulla produzione di colui che ha rivoluzionato il concetto di fotografia, facendone qualcosa che non si esaurisce con la moda, ma che abbraccia una forma di pensiero.
Le immagini di moda sono il racconto del nostro presente, sono la sequenza aperta delle ossessioni, dei desideri e dei sogni di intere generazioni.
Sono il decoro delle nostre città e occupano con forza e determinazione l’immaginario di ciascuno di noi. Ci appartengono, ma allo stesso tempo sono globali e universali. Omologano gusti e tendenze. La fotografia di moda nasce per essere consumata velocemente. I suoi supporti sono i giornali e le riviste, gli spazi pubblicitari nelle città e nei luoghi di transito. Può durare un giorno, una settimana, al massimo una stagione, poi scade, viene dichiarata vecchia, sorpassata e deve lasciare spazio a una nuova immagine, a un nuovo sogno che per suo statuto deve seguire i ritmi della moda.
Nella storia della moda e della fotografia di ritratto del XX secolo, il contributo di Horst resta come uno dei più artisticamente significativi e duraturi.
Nel periodo a cavallo tra 1931 e il 1991 il suo nome è diventato sempre più leggendario e le sue fotografie sono diventate sinonimo di creazione di immagini di eleganza, stile e glamour rarefatto.
Contandoli sono sessant’anni di fotografie che contemplano la moda, ritratti di celebrità, studi di nudo e nature morte.
Suo padre era un mercante di successo e nella casa di famiglia ebbe modo di conoscere persone importanti e influenti come ad esempio la danzatrice Eva Weidemann che accese il suo interesse per l’arte e portandolo a diventare uno straordinario eclettico visionario che studia architettura e progettazione di mobili alla Kunstgewerbeschule di Amburgo, nel 1930 si trasferisce a Parigi come apprendista di Le Corbusier nel Bauhaus, dove incontra il capo fotografo di Vogue Francia, quel Barone George Hoyningen-Huene del quale diventa presto assistente, modello occasionale, protetto, convivente e compagno intimo, prima di sostituirlo come capo fotografo di Vogue Francia.
Con il Barone, Horst, inizia a lavorare come fotografo di moda, entrando in contatto con il bel mondo parigino, molti amici diventano anche soggetti delle sue fotografie, come la Coco Chanel seduta su una poltrona di raso, la Bette Davis arroccata su una sedia a dondolo gigante, insieme a Salvador Dalí, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Katharine Hepburn, Gertrude Stein o la Duchessa di Windsor.
Le prime fotografie firmate Horst apparvero nel numero di dicembre 1931 di Vogue Francia, ma la vera svolta come fotografo di moda e ritrattista avvenne sulle pagine di British Vogue. Poi arrivò la maledetta guerra ed è proprio alla vigilia della seconda guerra mondiale che Horst Paul Albert Bohrmann realizzò, negli studi parigini di Vogue, la sua famosa Mainbocher Corset, l’ultima opera realizzata a Parigi e contemporaneamente la sua opera più citata. Poi si rifugiò in America e prese definitivamente il nome con cui lo conosciamo, Horst P. Horst, diventando ufficialmente cittadino americano.
Anche in America Horst P. Horst lavora per Vogue, negli ultimi tre mesi del 1939, prima di venir licenziato e far ritorno a Parigi. Negli anni ‘60 e ‘70 quando il suo stile è meno richiesto nel settore della moda ma la sua formazione e sensibilità gli consentono di dedicarsi alla fotografia di interni per House & Garden. Del suo lavoro amava dire che era solito inserire “a little mess” …un po’ di disordine ben dosato.
Molte sue immagini sono diventate icone da cui molti hanno preso ispirazione, una citazione tra tante… Madonna in Vogue lo “omaggia” con quella posa di schiena e il corsetto slacciato.
L’esposizione, anche grazie all’apporto di un corpus di immagini mai viste prima, cerca di restituire una visione di Horst più complessa, ricontestualizzandola in quelle che sono state le sue influenze culturali e visive.
La perfezione della forma, l’equilibrio dei pieni e dei vuoti, la luce scultorea, sono i temi alla base di un fare fotografico che coinvolge anche un pensiero profondo, filosofico, come afferma anche la curatrice della mostra Anne Morin, che abbiamo intervistato.
Una parte significativa della mostra riunisce opere mai esposte prima e che supportano attivamente questa ricontestualizzazione dell’opera di Horst. Queste immagini, finora inedite, permettono di ripensare la sua pratica in molteplici campi: storia dell’arte, storia intellettuale, scienza e architettura. Sono fondamentali per riequilibrare una struttura che a volte può essere apparsa disomogenea e per ricalibrare la nostra comprensione di Horst attraverso l’introduzione di queste nuove prospettive rivelate.
Horst P. Horst. La Geometria della Grazia
- A cura di Anne Morin, in collaborazione con Denis Curti
Le Stanze della Fotografia, Isola di San Giorgio Maggiore, 30124 – Venezia
dal 21 febbraio al 5 luglio 2026
lun-dom 11-19. Mercoledì chiuso
intero 14 euro; ridotto 12 euro
www.lestanzedellafotografia.it
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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