ECCEZIONALE!
Per la prima volta in Italia l’opera di un grande scrittore e fotografo a trenta anni dalla sua morte e a quaranta anni dalla prima uscita.
“Ciò che mi ha spinto a scrivere è stato il rimpianto per le foto sbagliate, le foto che non sono riuscito a scattare, che non ho potuto fare, che si sono rivelate invisibili, come fantasmi. Ho pensato di scrivere per ritrovare la stessa sensazione che volevo dare a quelle foto“.
In un’intervista del 1981, Hervé Guibert- scrittore, giornalista, fotografo, critico per il quotidiano Le Monde – parlava così del suo libro, – L’immagine fantasma-, pubblicato ora per la prima volta in italiano. Volutamente privo di fotografie, L’immagine fantasma racconta il rapporto di Guibert con il fotografico: le sue prime fotografie erotiche, un reportage sulla madre la cui immagine non verrà mai rivelata, il lento disfacimento di una foto destinata a consumarsi e a morire, e poi immagini fantastiche o intime al punto da diventare invisibili.
In occasione del trentennale dalla morte dell’autore e dei quarant’anni dalla prima edizione di questo libro, L’immagine fantasma offre dunque un’occasione per conoscere le riflessioni di Guibert, ancora oggi estremamente attuali e penetranti, sul rapporto tra fotografia, scrittura e vita personale. Il volume è accompagnato da un testo dello scrittore Emanuele Trevi che introduce l’opera e l’autore al pubblico italiano.
Il libro non è un testo teorico ma una raccolta di storie che esplorano, attraverso le avventure personali, i diversi tipi di fotografia: familiare, di viaggio, le fototessere, le Polaroid, la fotografia pornografica o giudiziaria.
Una scrittura coinvolgente, intima e profonda, nata in una stagione di nuova attenzione verso la fotografia e quasi a commento de La camera chiara (1980) di Roland Barthes, di cui sembra una sorta di continuazione letteraria.
Hervé Guibert (Saint-Cloud, 14 dicembre 1955 – Clamart, 27 dicembre 1991), giornalista, scrittore e fotografo, fu uno degli amici più stretti di Michel Foucault, Isabelle Adjani e Sophie Calle. Appassionato di fotografia, ne fu critico per il giornale Le Monde per otto anni. Il suo rapporto con la scrittura si nutriva essenzialmente di spunti autobiografici e tendeva all’autofiction. Nel 1990 Guibert rivelò la sua sieropositività nel romanzo À l’ami qui ne m’a pas sauvé la vie (All’amico che non mi ha salvato la vita) – che lo consacrerà, tra l’altro, al grande pubblico. Il romanzo è il primo di una trilogia composta da Protocole compassionnel (Le regole della pietà) e da l’Homme au chapeau rouge (Uomo dal cappello rosso). In queste ultime opere descrisse quotidianamente la progressione della sua malattia. Morì di AIDS nel 1991 dopo un accanito lavoro artistico su questa malattia che lo lasciò senza forze, come testimoniano le fotografie del suo corpo e il film realizzato con la produttrice Pascale Breugnot qualche settimana prima di morire, chiamato La pudeur ou l’impudeur (Il pudore o l’impudore). È sepolto a Rio nell’Elba, un paese dell’Isola d’Elba in Italia.
Guibert combattè contro l’AIDS vivendo il virus come uno strumento di auto-rivelazione, pubblicando cinque libri nell’anno prima di morire.
In libreria dal 15 aprile il primo libro della nuova collana di Contrasto “LAMPI”.
L’IMMAGINE FANTASMA DI Hervé Guibert
Introduzione di Emanuele Trevi
FORMATO: 15 x 21 cm
PAGINE: 200
CONFEZIONE: brossura
PREZZO: 14,90 euro
TRADUZIONE: Matteo Martelli
Altre info:
VALENTINA NOTARBERARDINO
Ufficio Stampa e Comunicazione CONTRASTO
valentina.notarberardino@contrastobooks.com
www.contrastobooks.com
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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