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Capire il formato Micro 4/3 – Parte II: il flash

di Ugo Baldassarre

Continuiamo questa serie di approfondimenti sul sistema fotografico Micro4/3 andando ad approfondire un altro grosso vantaggio intrinseco nella tecnologia del formato.

Il principio da cui partire è sempre lo stesso, come abbiamo visto nel primo articolo di questa serie, ossia il vantaggio in termini di “luce” che il fattore crop 2x permette nell’uso del diaframma.
Quest’ultimo infatti svolge una primaria funzione anche nelle esposizioni con il flash, rendendo particolarmente agevole e vantaggioso l’uso di questo accessorio in tutte le situazioni.

Quanto deve essere potente un flash? È una domanda semplice, eppure può avere molte risposte.

Non è un caso se esistono flash da 600W e superiori: la luce necessaria a creare una fotografia in luce artificiale cambia a secondo del formato fotografico che si sta utilizzando e del diaframma che si intende utilizzare.
Chi utilizza un formato fotografico molto grande, come ad esempio un MedioFormato, sa che la luce non è mai abbastanza: si necessita di chiusure di diaframma molto elevate per ottenere la profondità di campo (PDC) necessaria e si utilizzano quindi valori di f generalmente più elevati che su altri formati.
Anche con fotocamere in formato 35mm (il Full Frame), scattando in studio con il flash, è necessario utilizzare una adeguata PDC: se si potesse ottenere la stessa immagine utilizzando un diaframma più aperto si avrebbe quindi meno necessità di potenza del flash. E questo è proprio quello che accade utilizzando un sensore M4/3.

Quando asserisco che mi trovo molto bene a scattare i miei ritratti in studio con le mie Olympus non sto affatto dicendo una sciocchezza. Poter utilizzare tranquillamente aperture di diaframma pari f/4 o f/5,6, ove altrimenti servirebbe f/8 i f/11 implica innanzi tutto minor necessità di potenza-flash per ottenere un risultato analogo.
Minor necessità di potenza si traduce in flash più compatti, dinamici e set molto più gestibili. Anche le relazioni distanza flash-soggetto vengono influenzate da questo ragionamento, permettendo di allontanare le luci, utilizzare modificatori più piccoli etc.
A parità di modello di flash si hanno quindi 2 stop di luce utile in più, ossia 4 volte la potenza che normalmente si avrebbe a disposizione per creare la stessa immagine utilizzando un altro formato fotografico, e non è poco!

Il calcolo da fare è sempre lo stesso: con il Micro4/3, a parità di profondità di campo (PDC) si utilizza un diaframma 2 stop più aperto di un formato classico full frame e la differenza sale ulteriormente se prendiamo in esame formati superiori.

Questo si traduce in un grosso vantaggio sia di tipo economico sia di tipo logistico. Il concetto “break free from heavy gear” non è quindi solo relativo solo ai corpi macchine e le lenti: tutto quello che ruota attorno al sistema Micro4/3 gode di vantaggi in questi termini: perfino quindi la luce artificiale, ottenuta mediante l’uso di flash universali e quindi non progettati in maniera esclusiva per il sistema. Il vantaggio che si ottiene si traduce sempre in una maggior riserva di potenza e in una possibilità di utilizzi molto più ampia: nel caso di flash a batteria si ha anche una maggior autonomia di lampi a disposizione.
Inoltre flash più leggeri significano anche stativi e supporti più leggeri e quindi facilmente trasportabili.

Io sono riuscito a ridurre al minimo il mio sistema di flash puntando su due Godox AD200Pro e uno speedlight Godox V860II che riescono a darmi tutta la luce necessaria in tutte le situazioni (considerando che in casi estremi posso comunque sommare i due AD200pro) permettendomi di allestire uno studio fotografico in qualsiasi posto.

Nell’utilizzo del flash il vantaggio è subito evidente ma anche quando si utilizzano luci continue come faretti o pannelli LED (esposizione in luce ambiente, quindi), molto comodi ma molto meno potenti dei lampeggiatori elettronici, la possibilità di poter spaziare tra i diaframmi a nostra disposizione (e utilizzando lenti PRO f/1,2 la scelta è davvero ampia) si fa decisamente vantaggiosa.
Gli illuminatori LED sono ben distanti dalla potenza erogata anche dal più semplice dei flash a slitta – differenza che aumenta ulteriormente se si utilizzano modificatori di luce –  ma potendo contare su una adeguata PDC anche a valori F normalmente non utilizzabili,  con il sistema Micro4/3 è possibile risparmiare scegliendo modelli meno potenti ed economici  (io ad mi trovo benissimo con due fari LED Godox SL60W).

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