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Merde de la photographie. Trattato di resistenza e insubordinazione contro la civiltà dello spettacolo.

di PHocus Magazine

Collana: Storia della Fotografia Situazionista vol.2 Circa 500 pagine Formato: 140 x 210 mm

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Merde de la photographie. Trattato di resistenza e insubordinazione contro la civiltà dello spettacolo, è il volume X della nostra Controstoria della fotografia… chi scrive in lingua rovescia e viola i vocabolari, il suo idioletto sfugge alle classificazioni, come i malfattori d’ogni terra, i surrealisti, i situazionisti, gli anarchici non può parlare nella lingua del nemico, perché lì regna la menzogna!…
Si rivolge a illetterati, poeti, folli, fanciulli curiosi… a fratelli e sorelle del Libero Spirito che hanno letto e studiato molto, e proprio per questo non hanno nessuna certezza, se non quella di rovesciare un mondo rovesciato.
Pino Bertelli. Un fotografo di strada
Nato in una città-fabbrica della Toscana, tra Il mio corpo ti scalderà e Roma città aperta. Dottore in niente, fotografo di strada,
film-maker, critico di cinema e fotografia. I suoilavori sono affabulati su tematiche della diversità, dell’emarginazione, dell’accoglienza, della migrazione, della libertà, dell’amore dell’uomo per l’uomo come utopia possibile. È uno dei punti centrali della critica
radicale situazionista italiana.
Nel 1993, il regista tedesco Jürgen Czwienk, ha girato un documentario sulla vita politica e l’opera fotografica di Pino Bertelli: Fotografare con i piedi. Il regista Bruno Tramontano ha realizzato un cortometraggio, Adoro solo l’oscurità e le ombre, tratto dal suo
libro, Cinema della diversità 1895-1987: storie di svantaggio sul telo bianco. Mascheramento, mercificazione, autenticità. Il pittore
Fiormario Cilvini, ha illustrato lo stesso testo in una cartella di 18 disegni a colori e una scultura. I suoi scritti sono tradotti in diverse
lingue. L’International Writers Association (Stati Uniti), l’ha riconosciuto scrittore dell’anno 1995, per la “non-fiction”.
Nel 1997 i suoi ritratti pasoliniani di fotografia di strada sono esposti (unico fotografo) in una mostra (Le figure delle passioni) con
16 maestri d’arte a Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno [Pier Paolo Pasolini, maestro e amico, gli ha regalato la prima macchina
fotografica quando aveva quindici anni]. È direttore responsabile della rivista di critica radicaleTracce,Cobas (GiornaledeiComitatidiBase della Scuola) e del giornale on-line Stile libero, direttore editoriale della casa editrice Traccedizioni, collabora con Le monde
diplomatique, Fotographia, Sicilia Libertaria, AParte. Materiali irregolari di cultura libertaria e altre testate.
Nel 1999 ha ricevuto il “Premio Castiglioncello” per la fotografia sociale. Nel 2004 il “Premio Internazionale Orvieto”, per il miglior
libro di reportage, Chernobyl. Ritratti dall’infanzia contaminata.Nel 2014 l’Associazione di bioarchitettura BACO gli ha assegnato il
“Premio Internazionale Vittorio Giorgini”. Alessandro Allaria ha fatto un reportage (per la televisione tedesca), PinoBertelli. Il fotografo e le donne di Napoli, 2008.
Nel 2014 il regista Antonio Manco ha realizzato a Buenos Aires, Pino Bertelli. Ritratto di un fotografo di strada, prodotto dal Festival
del Cinema dei Diritti umani di Napoli e Buenos Aires. Nel 2017 esce il dittico libro-film, Genti di Calabria. Atlante fotografico di
geografia umana e I colori del cielo, con la regia di Francesco Mazza. I suoi fotoritratti si trovano in gallerie internazionali, musei,
accademie e collezioni private. L’Archivio Internazionale di Fotografia Sociale di Pino Bertelli è curato dalla documentalistaPaola
Grillo (che collabora sul campo e con i testi a tutti i libri fotografici di Bertelli).
Una parte del suo archivio fotografico è depositato all’Università di Parma. Il fondo Pino Bertelli (circa 5000 libri) è consultabile
nell’Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa (Biblioteca Panizzi di ReggioEmilia),un fondo fotografico (200 fotografie di ritratti
piombinesi dal 1982 al 1994), è nell’Archivio Storico del Comunedi Piombino. La mostra fotografica Ferro, Fuoco, Terra! 50 anni di
lavoro in Maremma si trova al MAGMA (Museo delle arti in ghisa nella Maremma) di Follonica. Una rassegna di fotografie su alcune
fabbriche di Hattingen è al LWL Industriemuseums Henrichshütte di Hattingen (Germania). Una selezione delle sue fotografie è
presso la Galleria degli Uffizi di Firenze. La sua opera (Contro tutte le guerre) è stata esposta alla Mostra d’Arte Biennale di Venezia
(2011) e adesso è nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Fa parte di Reporters sans frontières.

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