“Questa volta la mia Nikon ed io siamo fuggite in Messico.
Un viaggio di lavoro come fotografa e videomaker con l’obiettivo di documentare questa straordinaria destinazione: i suoi animali, i colori sgargianti e l’atmosfera incredibile. Ho esplorato lo Yucatán tra affascinanti rovine Maya immerse nella giungla e spiagge bianche con acque cristalline. Il gruppo, le persone felici in viaggi per me c’è sempre una magia dietro tutto questo.
In questo viaggio ho fotografato una cultura unica, ricca di sfaccettature, e animali che ho sempre sognato di vedere. Ho portato con me la mia attrezzatura preferita: la Nikon Z6III con l’ottica 24-70 f/2.8 di cui mi sono innamorata, il 70-200 con moltiplicatore 2x per non perdere nessuna occasione di super zoom, e come sempre, il mio Samyang 14mm. Per l’attrezzatura di supporto ho portato anche la GoPro Hero 13.
Devo ammettere che gestire tutta questa attrezzatura non è stato semplice: tra il PC, il corpo macchina, tre ottiche e il drone, lo zaino non era affatto leggero. Con le temperature calde del Messico, la sfida è stata stare molte ore sotto il sole e partecipare a varie attività con uno zaino di 15–16 kg, che per una giovane donna di 50 kg rappresenta circa un terzo del suo peso. Inoltre, in molti luoghi l’uso del drone non era consentito, in particolare sulle rovine Maya o nei parchi naturali, dove servivano permessi specifici. Tuttavia, nei posti dove era possibile farlo volare, ne valeva assolutamente la pena.
Mi ha stupito il contrasto tra tradizione e innovazione, tra un tasso di criminalità innegabilmente alto e un popolo così accogliente, gentile e orgoglioso della propria nazionalità. Devo dire che non mi sono mai sentita in pericolo; eravamo in un gruppo di cinque persone a esplorare lo Yucatán, e ho trovato un popolo più sorridente e ospitale di quanto mi aspettassi.
Quello che mi ha affascinato di più è stato sicuramente vedere gli alligatori da vicino e fotografarne la texture: dettagli incredibili! Per questi scatti ho usato il 70-200 f/2.8 con moltiplicatore 2x, che oltre a raddoppiare la lunghezza focale aumenta anche il diaframma e la distanza minima di messa a fuoco. È stato ottimo per soggetti lontani, ma un po’ scomodo per un alligatore a cui potevo avvicinarmi in barca. Ho perso molti scatti, ma ne ho ottenuti altri che senza il 2x non sarebbero stati possibili.“
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