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Videomaking dalla A alla Z

di Davide Vasta

Piccolo abecedario per chi comincia

Dall’ABC dell’attrezzatura ai termini più comuni nel linguaggio video, questo articolo è pensato per chi si avvicina per la prima volta al videomaking, magari venendo dal mondo della fotografia. Non è un glossario tecnico, ma una guida agile e discorsiva, per orientarsi tra strumenti, concetti e nomi spesso usati senza spiegazione.

Iniziamo:

A – Attacco rapido – Sistema per montare e smontare velocemente la fotocamera dal treppiede o dallo stabilizzatore. Comodissimo sul campo.

A – Action Cam – Piccole camere robuste e grandangolari, perfette per situazioni dinamiche, estreme o montaggi POV. Ideale per sport, viaggi e riprese in movimento estremo.

A – Audio in virgola mobile – Registrazione audio a 32 bit float, che permette di catturare suoni sia debolissimi che molto forti senza distorsioni o clipping. Elimina la necessità di regolare il guadagno in fase di registrazione, rendendola ideale per contesti dinamici o imprevedibili. Offre grande flessibilità in post-produzione, dove il segnale può essere attenuato o potenziato senza perdita di qualità.

B – B-Roll – Riprese di supporto usate per arricchire la narrazione principale. Dettagli, ambienti, mani che fanno qualcosa: tutto ciò che dà ritmo e contesto.

B – BTS (Behind the Scenes) – Contenuto che mostra il “dietro le quinte” delle riprese. Utile per promozione, didattica e per raccontare l’atmosfera del set o la complessità produttiva.

C – Cage Gabbia metallica che avvolge la fotocamera, dotata di fori filettati per montare accessori. Utile per protezione e personalizzazione della configurazione di ripresa.

C – “camera car” (o “cameracar”) è un sistema di ripresa video montato su un veicolo in movimento, solitamente un’automobile, che permette di registrare le immagini della strada, dell’ambiente circostante e dell’abitacolo. Si tratta di una tecnica utilizzata in vari contesti, come il cinema, la pubblicità, il giornalismo sportivo e la documentazione. 

C – Il campo e il controcampo sono due inquadrature fondamentali nella tecnica cinematografica, soprattutto per la realizzazione di dialoghi. Il campo è l’inquadratura di un soggetto (solitamente mentre parla o guarda), mentre il controcampo è l’inquadratura speculare del suo interlocutore. Superarla (scavalcamento di campo) può creare confusione o tensione.

C – CF (Compact Flash) – Vecchio standard, ancora usato in alcune camere professionali. Meno pratico per dimensioni e velocità, ma molto affidabile.

C – CFexpress – Supporto di nuova generazione, estremamente veloce e affidabile. Perfetto per registrazioni in 4K/8K, video RAW e raffiche foto ad alta risoluzione. Richiede fotocamere compatibili.

C – CFast – Simile alla CFexpress ma con standard diverso. Ottima per produzioni video professionali dove serve velocità nella scrittura continua.

C – Codec – Formato di compressione dei file video. Influenza dimensione, qualità e compatibilità. Scegliere il codec giusto è fondamentale per editing e distribuzione.

C – SD (Secure Digital) – La scheda più diffusa, economica e compatibile. Ideale per video in Full HD e 4K leggeri, ma attenzione alla classe di velocità per evitare problemi di scrittura.

C – XQD – Formato robusto e rapido, usato in molte videocamere professionali. Meno diffuso delle CFexpress ma ancora molto valido.

D – Drone – Camera volante comandata da remoto. Perfetta per inquadrature aeree, panoramiche e apertura di video narrativi o commerciali. Dà respiro e grandiosità.

D – Drone FPV – Una variante del drone tradizionale, pilotato in soggettiva con visori VR. Permette riprese immersive, dinamiche e spettacolari. Usato sempre più spesso in spot, eventi e video sportivi.

D – Dutch Angle – Inquadratura inclinata: trasmette tensione, disagio o dinamismo. Se usato bene, colpisce.

E – Establising Shot – Inquadratura iniziale che mostra il contesto, come un campo largo di una città o una stanza vuota prima che entrino i personaggi.

E – Esportazione (Export) – Fase finale dell’editing: trasformare il progetto in un file video pronto alla pubblicazione o alla condivisione.

F – Follow Focus – Sistema (manuale o elettronico) per controllare la messa a fuoco durante la ripresa, specie quando il soggetto si muove.

F – FPS (Frame Per Second) – Numero di fotogrammi al secondo. Più FPS = maggiore fluidità. 24fps per look cinematografico, 50/60fps per slow motion o video realistici.

G – Gimbal – Stabilizzatore elettronico che mantiene fluido il movimento della camera, anche camminando o correndo.

G – Green Screen – Tecnica che consente di sostituire lo sfondo in post-produzione. Utilissimo per effetti visivi, tutorial o ambientazioni virtuali. Va illuminato correttamente per funzionare bene.

H – H.264 – Codec molto usato per comprimere video in modo efficiente mantenendo una buona qualità. Standard per YouTube, Vimeo e video online.

H – H.265 (HEVC) – Evoluzione del codec H.264: stessa qualità, ma con file più leggeri. Richiede più potenza di calcolo per editing ed esportazione.

H – Hyperlapse – Tecnica in cui si scattano foto a intervalli mentre ci si sposta nello spazio. Montate in sequenza, diventano un video accelerato e super dinamico.

I – Inquadratura – Come si decide cosa mettere dentro l’immagine. Ha a che fare con composizione, angolazione e intenzione narrativa.

J – Jump Cut – Taglio secco che elimina continuità temporale. Usato per creare ritmo, sorpresa o per saltare passaggi superflui in stile vlog.

L – Lipdub – Video musicale realizzato in una sola ripresa, in cui le persone mimano il canto. Ottimo strumento per eventi, scuole, aziende: coinvolgente, spettacolare, virale.

L – Long Take – Ripresa continua, senza tagli, spesso complessa da realizzare ma molto immersiva.

L – Loupe – Lente di ingrandimento da applicare allo schermo della fotocamera, utile per avere una visione più precisa dell’inquadratura e della messa a fuoco, soprattutto in esterni soleggiati. Accessorio semplice ma estremamente utile.

L – LUT (Look Up Table) – Strumento di correzione colore che applica trasformazioni predefinite ai valori cromatici di una clip. Le LUT possono simulare look cinematografici, matchare camere diverse o velocizzare il grading. Fondamentali per mantenere coerenza visiva tra scene girate in contesti differenti.

M – Mannequin Challenge – Performance collettiva in cui tutti restano immobili mentre la camera si muove. Forte impatto scenico, richiede coordinazione perfetta.

M – Monopiede – Supporto a un solo piede, utile per avere un minimo di stabilità restando veloci nei movimenti.

M – Minidolly (per movimenti di precisione) Perfetto per sliderate a bassa altezza, piccoli tracking shot o movimenti circolari: compatto, creativo e super versatile.

 permette di muovere la camera lateralmente o in avanti e indietro durante la ripresa. 
M – MP3 – Formato audio compresso, leggero e universale. Ottimo per la distribuzione online ma meno adatto alla post-produzione professionale rispetto al WAV.

M – MOV – Formato sviluppato da Apple, spesso utilizzato in ambiente professionale o in sistemi Mac. Può contenere video in alta qualità con minor compressione.

O – Oggettiva – Inquadratura neutrale, in cui la camera osserva la scena senza essere coinvolta. È il punto di vista più comune nel cinema narrativo, dove lo spettatore guarda l’azione come un osservatore esterno.

O – OTS (Over The Shoulder) – Inquadratura classica dei dialoghi, in cui si riprende un personaggio da dietro la spalla dell’altro. Aiuta a stabilire le posizioni nello spazio e creare un senso di continuità tra i soggetti.

O – Soggettiva – Inquadratura che simula ciò che vede un personaggio. Lo spettatore assume il suo punto di vista, entrando letteralmente nei suoi occhi. Usata per aumentare immedesimazione e tensione.

P – Picture Style (o Picture Profile) – – Preset di impostazioni dell’immagine disponibili nella fotocamera. Scegliere il giusto profilo (flat, standard, vivid) impatta su resa cromatica e sulla flessibilità in post-produzione.

P – Piano Sequenza – Scena girata in un’unica inquadratura. Richiede precisione, coordinazione e spesso anche un po’ di magia.

ProRes (Apple ProRes) – Codec professionale utilizzato in ambiente Mac. Alta qualità con compressione leggera, ideale per montaggio professionale e broadcast.

R – Rec – Il tasto rosso che dà inizio a tutto. Ma premere REC non basta: bisogna sapere cosa si vuole raccontare.

R – Rendering – Processo con cui il software di montaggio elabora le anteprime o crea il file definitivo del video. Più effetti e correzioni = più tempo per renderizzare.

R – Resolution (Risoluzione) – La dimensione del video in pixel (es. Full HD = 1920×1080, 4K = 3840×2160). Determina qualità e peso dei file.

R – Rig – Struttura modulare su cui montare la fotocamera e vari accessori come microfoni, monitor, batterie. Offre stabilità e praticità durante le riprese più complesse.

S – Scavalcamento di campo – Errore (a volte voluto) in cui si infrange la regola dei 180°. Spostando la camera oltre la linea d’azione, i soggetti appaiono invertiti rispetto alla continuità logica del montaggio. Può creare confusione ma anche effetto straniante.

S – Slow Motion – Ripresa ad alto numero di fotogrammi al secondo, che una volta riprodotta a velocità normale mostra il movimento rallentato. Perfetta per enfatizzare dettagli o emozioni.

S – Spallaccio. – Supporto ergonomico da spalla per distribuire il peso della camera e stabilizzare le riprese a mano. Utile per documentari, eventi, riprese in movimento.

S – Slider – Binario portatile per movimenti orizzontali lenti e precisi. Aggiunge un tocco cinematografico anche a riprese semplici.

S – Steadycam
Stabilizzatore meccanico indossabile. Usato per lunghi piani sequenza o movimenti immersivi in ambienti ristretti. Richiede pratica.

S – Storyboard – Sequenza di disegni (anche semplici) che rappresentano le inquadrature di un video prima delle riprese. Aiuta a pianificare e risparmiare tempo.

T – Tempi di otturazione – Indicano per quanto tempo il sensore è esposto alla luce. Tempi lunghi = effetto mosso, tempi rapidi = immagini più nette. Da calibrare in base agli FPS.

T – Testa motorizzata – Una testa motorizzata è un dispositivo che permette di muovere una fotocamera o una videocamera attraverso movimenti motorizzati, solitamente di panoramica e inclinazione (pan-tilt). Queste teste possono essere controllate tramite telecomando o manualmente, e offrono un movimento fluido e preciso, utile per la realizzazione di riprese dinamiche o per il time-lapse. 

T – Tilt-Shift – Tecnica di ripresa (o simulazione in post-produzione) che dà all’immagine l’aspetto di un modellino in miniatura. Utilizzata per creare un effetto surreale e giocoso, soprattutto in riprese urbane o panoramiche.

T – Time Remap – Tecnica di editing che permette di modificare la velocità di una clip all’interno della stessa sequenza. Utilissimo per effetti dinamici come rallentamenti o accelerazioni improvvise.

T – Timeline – La parte del software di montaggio dove si assemblano le clip. È il cuore dell’editing, dove si costruisce la narrazione.

T – Timelapse – Sequenza video creata da foto scattate a intervalli. Mostra il passare del tempo in pochi secondi. Ideale per cieli in movimento, città, transizioni giorno-notte.

T – Tracking Shot – Movimento di camera che segue un soggetto mentre si muove nello spazio. Può essere fatto con carrello, gimbal o anche dolly. Coinvolgente e dinamico, aiuta lo spettatore a restare connesso all’azione.

T – Traccia – Elemento audio o video presente nella timeline. Le tracce vanno sincronizzate, tagliate, regolate per creare un montaggio coerente.

V – Vertigo Zoom – Effetto visivo in cui si zooma mentre si avanza o arretra, creando una deformazione prospettica straniante. Molto usato nel cinema.

V – Video RAW – Formato video non compresso, che conserva tutte le informazioni del sensore. Offre la massima libertà in post-produzione, ma richiede spazio e potenza.

V – Voice Over – Voce fuori campo che accompagna il video senza essere visibile. Utile per tutorial, documentari o narrazioni personali.

W – WAV – Formato audio non compresso, di altissima qualità. Ideale per lavorazioni professionali e post-produzione sonora.

Z – Zebra – Strumento di visualizzazione che evidenzia le zone sovraesposte dell’immagine. Utile per non bruciare le alte luci durante le riprese.

Z – Zoom digitale (da evitare) – In camera, ingrandire digitalmente peggiora la qualità. Meglio avvicinarsi fisicamente o cambiare lente.

Questo piccolo abecedario non è esaustivo, ma può essere un primo passo per orientarsi nel gergo del videomaking. Ogni termine, se usato bene, diventa uno strumento espressivo: proprio come una parola nella costruzione di una frase.

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