CINESUD E PHOCUS MAGAZINE danno il via ad UN NUOVO PROGETTO DI COMUNICAZIONE:
PARTI, FOTOGRAFA, RACCONTATI
In occasione dei cinquant’anni dalla sua fondazione, CINeSUD sceglie di festeggiare guardando avanti e favorire la creatività, incentivando la formazione e puntando sul talento nascosto di chi frequenta, vive e opera con la fotografia.
Nasce così un progetto speciale dedicato agli appassionati e ai fotografi professionisti che amano viaggiare e raccontare il mondo attraverso la fotografia, trasformando ogni esperienza in una storia autentica, personale.
“VIAGGIARE, FOTOGRAFARE, PER RACCONTARSI” non è un semplice evento, ma un percorso completo che accompagna i fotografi prima, durante e dopo il viaggio, con l’obiettivo di aiutarli a costruire un racconto fotografico originale, lontano dai cliché e dalle immagini già viste. Un progetto che mette al centro lo sguardo autoriale e la ricerca stilistica imprimendo la propria personalità nel racconto per immagini.
Attraverso incontri dedicati e video call, CineSud e il suo staff offriranno strumenti concreti per affrontare la fotografia di viaggio in modo consapevole: come scegliere un tema, come costruire una narrazione visiva coerente, come lavorare sulla sequenza e sul ritmo delle immagini, come trasformare luoghi e incontri in un racconto personale e riconoscibile. L’obiettivo è aiutare ogni partecipante a sviluppare un linguaggio fotografico maturo e distintivo.
Il progetto prevede anche un importante supporto pratico. CineSud fornirà, se richiesti, suggerimenti su destinazioni e luoghi di interesse fotografico, indicazioni di viaggio, consigli sull’attrezzatura più adatta e proposte di noleggio professionale. Saranno inoltre segnalate agenzie di viaggio e assicurazioni, per permettere ai fotografi di affrontare l’esperienza con serenità e concentrazione creativa.
Elemento centrale dell’iniziativa è la vicinanza di CineSud ai fotografi anche durante il viaggio: un affiancamento costante, pensato per sostenere le scelte narrative e creative, aiutando i partecipanti a mantenere coerenza, profondità e qualità nel loro lavoro.
Al ritorno, il progetto si completa con una fase di editing e valorizzazione: un professionista specialista nell’editing selezionerà, in collaborazione con l’autore, le immagini migliori e costruirà un portfolio finale. I lavori più significativi verranno pubblicati in un libro fotografico edito da CineSud e raccontati in un articolo su PHOCUS MAGAZINE, offrendo ai partecipanti una concreta opportunità editoriale e visibilità nazionale.
Con questo progetto, CineSud celebra i suoi cinquant’anni restando fedele alla propria missione: sostenere la fotografia come linguaggio culturale, accompagnare gli autori e trasformare ogni viaggio in un personale racconto fotografico straordinario.
Di seguito alcune immagini fotografiche di straordinari Autori di cui abbiamo pubblicato i loro racconti di viaggio.
CINESUD
50 anni di sguardi, storie, responsabilità
Da cinquant’anni CineSud lavora su un’idea semplice e radicale:
le immagini non servono a stupire, ma a capire.
In mezzo secolo il mondo è cambiato, i linguaggi visivi si sono moltiplicati, la tecnologia ha accelerato processi e diffusione. Una cosa, però, è rimasta costante: per CineSud raccontare è sempre stato un atto di responsabilità culturale.
In decenni di attività, workshop, incontri e progetti di divulgazione delle arti visive, il principio guida è rimasto invariato:
lo sguardo viene prima della tecnica.
Lo sguardo prima di tutto
Prima delle macchine, prima dei formati, prima delle mode, c’è sempre uno sguardo.
Uno sguardo che osserva, seleziona, rinuncia.
CineSud ha sempre sostenuto che la tecnica non è un fine, ma uno strumento al servizio di una visione. Saper usare una camera non significa saper raccontare. Raccontare richiede tempo, attenzione, rispetto dei luoghi, delle persone e delle storie.
Questo approccio ha formato generazioni di fotografi, videomaker e narratori visivi.
Ogni immagine è una scelta
Non esistono immagini neutrali.
Ogni inquadratura include ed esclude.
Ogni montaggio costruisce senso.
Per questo CineSud ha sempre insegnato che produrre immagini significa prendere posizione, anche quando si racconta un viaggio, una famiglia, un ricordo o un evento quotidiano.
La memoria non è un archivio statico:
è una costruzione viva.
Il viaggio come racconto
Per CineSud il viaggio non è accumulo di luoghi, ma attraversamento consapevole.
Le immagini più forti non nascono dalla distanza, ma dall’ascolto.
Un viaggio diventa racconto solo quando chi guarda si mette in discussione. Tutto il resto è consumo rapido di immagini.
Questo principio guida oggi nuovi progetti formativi e narrativi dedicati alla fotografia e al racconto di viaggio.
Trasmettere è una responsabilità
Cinquant’anni non sono un traguardo, ma un impegno.
CineSud non celebra il passato per nostalgia, ma per consegnarlo al futuro.
Ciò che conta non è solo ciò che è stato fatto, ma ciò che ancorapuò essere trasmesso:
• come guardare
• come scegliere
• come dare forma all’esperienza
Il sapere non trasmesso si perde.
La tecnologia cambia, il metodo resta
Pellicola, videotape, digitale, streaming: CineSud ha attraversato tutte le trasformazioni del linguaggio visivo. Ogni volta qualcuno ha annunciato “la fine”.
Non era la fine, ma un nuovo linguaggio da comprendere.
Il metodo resta:
• osservare prima di riprendere
• pensare prima di montare
• raccontare prima di pubblicare
CineSud oggi
Oggi CineSud è un patrimonio di esperienza condivisa.
Un laboratorio aperto in cui viaggio, fotografia, cinema e parola dialogano.
Con PHocus Magazine, Libreria Coriolano e Teatro di Calabria A. Tieri, CineSud ha contribuito a creare uno spazio fisico/virtuale e culturale dove non si acquistano solo strumenti, ma si impara a dare senso alle proprie visioni.
Il futuro che scegliamo
Il futuro non appartiene a chi produce più immagini, ma a chi sa ancora farle parlare.
Dopo cinquant’anni, CineSud continua a fare ciò che ha sempre fatto:
aiutare le persone a raccontare il mondo con onestà, rigore e passione.
Perché le immagini passano.
Le storie restano.
CineSud
50 anni di esperienza al servizio del racconto
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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