A Camorino-Bellinzona
“Anicca. Danza creaturale dell’impermanenza”, con opere di Daria Caverzasio Hug, Paola Mongelli e Loredana Müller
Fino al 27 aprile al centro culturale areapangeart di Bellinzona (Canton Ticino) una mostra che ci sollecita alla meditazione sulla transitorietà delle “cose” e del Mondo
È stata inaugurata il 9 febbraio presso il centro culturale areapangeart di Camorino–Bellinzona la mostra “Anicca. Danza creaturale dell’impermanenza”, con opere di Daria Caverzasio Hug, Paola Mongelli e Loredana Müller. L’esposizione, curata da Loredana Müller, offre un’ampia apertura espressiva che ingloba fotografia, incisione, parola poetica e musica. Il tema affrontato è profondamente contemporaneo con il suo riferimento all’impermanenza, spesso “madre” dell’insicurezza. La soggettività della percezione della vita, la manifestazione più concreta della realtà socio-politica attualmente presente nel mondo e le articolazioni dell’arte che tutto ciò affrontano, vengono qui “filtrate” e sviluppate, attraverso un elaborato concettuale buddhista: Anicca (impermanenza), Dukka (sofferenza) e Anatta (non-sé). La mostra, volutamente strutturata in un contesto “positivo”, ci sollecita alla meditazione sulla transitorietà delle “cose”, del mondo intero, non cedendo a una perdita di senso della vita ma, al contrario, cercando di raggiungere, attraverso una maggiore consapevolezza di sé, una accettazione della fluidità della vita stessa e dell’essere effimero del tempo e della materia, qui, ora, donando all’immanente Vuoto una potenzialità creativa contro una meno faticosa, spesso pericolosa, attitudine nichilista. Un riferimento ampio alle varie religioni è insito in una osservazione apertamente analitica, pur se emotiva, di una singola religione, così che l’evento espositivo si propone di rendere universale l’unione intellettuale di menti e di “anime” in una progettualità volta a interagire con le “singolarità” umane (e non solo) che ci circondano probabilmente all’infinito, conducendoci per mano verso un, forse irraggiungibile, orizzonte di pace. Il progetto espositivo è stato immaginato in dialogo con la poesia, tre poesie aleggianti in sala sul tema del “Passo”, e il suono: voce e musica. Durante l’inaugurazione, la poesia dal sapore surrealista “Impassire” di Andrea Balzola, drammaturgo, scrittore e docente di Arti e Media all’Accademia di Belle Arti di Torino, è stata letta dal soprano Luisa Castellani, che ha curato anche la musica d’accompagnamento attivo, eseguendo “CKCKC” di Giacinto Scelsi e “Sequenza III” di Luciano Berio. Altri due testi poetici accompagnano il percorso espositivo: uno di Gilberto Isella, poeta e critico letterario, da tempo legato ad areapangeart, e uno di Marino Cattaneo, architetto, insegnante e “geopoeta”, appassionato di toponimia, geologia e free jazz. I tre testi confluiranno in un futuro libro d’artista intitolato “SIA PASSO”, che li unirà ad alcune opere delle tre artiste. L’esposizione, dunque, è “Una danza creaturale” come è stata definita dai protagonisti, “un gesto poetico ed etico” per arginare il nichilismo che vuole avvolgerci o che desideriamo ci avvolga sentendoci impotenti di fronte agli eventi e alla morte, estremamente feroci nella contemporaneità della globalizzazione commerciale e di appropriazione violenta di territori, sempre esistita, oggi più “reale” nella crudezza, anche se spesso falsa, della comunicazione mediatica. Una interessante mostra che offre un possibile “sentiero luminoso”.
Daria Caverzasio Hug (Mendrisio, 1957) sviluppa una ricerca fotografica di forte impronta lirica e poetica. Formata in Storia dell’arte all’Università di Firenze, ha collaborato a mostre e cataloghi in Ticino e si è dedicata alla valorizzazione di archivi e carte calcografiche, lavorando tra musei e istituzioni oltre le Alpi. Paola Mongelli (Torino, 1972) è artista visiva e fotografa. Laureata in Scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, insegna oggi in ambito universitario e conduce laboratori di fotografia sperimentale, anche in contesti legati alla disabilità. La sua ricerca è ampliata dall’esperienza teatrale. Loredana Müller (Mendrisio, 1964), formatasi all’Accademia di Belle Arti di Roma e attiva anche come docente nelle arti applicate e nelle tecniche pittoriche, espone una serie incisoria volutamente spiazzante. Le sue opere dialogano con l’inafferrabilità dell’animale in chiave quasi surreale.
Visitabile fino al 27 aprile negli spazi di areapangeart, Ai Casgnò 11a, Camorino–Bellinzona, la mostra propone tre serate di approfondimento, con inizio alle ore 19.00: il 2 marzo, proiezione del film I colori della mia terra di Werner Weick, ritratto RSI (2021) dedicato a Loredana Müller, alla presenza del regista; il 6 aprile, incontro con Daria Caverzasio Hug e Paola Mongelli, in dialogo con Gilberto Isella e Andrea Balzola; il 27 aprile, intervento musicale a cura di Luisa Castellani, con l’esecuzione dal vivo di CKCKC di Scelsi interpretato da Beatrice Pellegrino, seguito da una lettura poetica di Marino Cattaneo.
Per informazioni: www.areapangeart.ch – 091 857 39 79 – 076 338 09 67 – loredanamuller@bluewin.ch
Qui propongo l’incipit della poesia IMPASSIRE di Andrea Balzola letta durante l’inaugurazione:
Che si passi / Attraverso / Oltre / con passi di danza / Dalla distanza del passato / all’invisibilità dell’avvenire
Articolo pubblicato su OLIMPIA IN SCENA – Lo spettacolo è di tutti: https://olimpiainscena.it/
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