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TRAME DI MEMORIA

di Vanda Guazzora

In questo portfolio fotografico, ho unito due mondi che mi appartengono profondamente: la storia delle mia famiglia e la natura dei luoghi in cui affondano le mie radici.

Ho sovrapposto fotografie di ritratti di donne della mia famiglia, vissute nel secolo scorso, a immagini di erbe selvatiche raccolte nei luoghi in cui hanno vissuto.

Le piante, stampate con la tecnica antica della cianotipia, non sono semplici elementi decorativi: rappresentano la vita semplice, forte e silenziosa, la memoria vegetale di un paesaggio che ha accompagnato i loro passi.

Attraverso questa unione di volti e natura, ho cercato di creare un legame tra il passato e il presente, tra la delicatezza e la resistenza. Le pieghe, le sfumature e le imperfezioni delle immagini diventano parte della storia, come se la natura aiutasse a custodire e trasformare il ricordo.

Questo lavoro è un modo per dire grazie a chi mi ha preceduto e alla terra che le ha accolte. È un modo per mostrare che la memoria non si ferma mai: cresce, cambia, si intreccia con il tempo e si mescola anche con la luce, con l’acqua e con il blu profondo della cianotipia.

Testo di Claudia IOAN

 

Uno scrigno segreto si schiude ai nostri occhi, riportando a luce nuova volti e ricordi. La memoria famigliare rivive in una dimensione di atemporalità, esaltata dall’impronta squisitamente artistica dell’opera. Molteplici, i fili che si intessono in questa narrazione visiva: lo stesso titolo – Trame di memoria – innesca la riflessione sulle singole storie personali delle protagoniste, indelebilmente intrecciate ai motivi vegetali che trasfigurano poeticamente la loro immagine. L’operazione di attingere all’album di famiglia implica la rivitalizzazione dell’archivio: le fotografie, scattate da mano ignota e tramandate dal passato, tracciano una geografia famigliare tutta al femminile. L’autrice la ripercorre e la ricrea visivamente, animata dal desiderio di offrire un tributo alle donne a cui è legata affettivamente e alla cui genealogia riafferma garbatamente l’appartenenza. Si tratta di un tributo carico di più livelli di significato: in questo dialogo delicato tra il passato di chi non c’è più e il presente dell’autrice, si inserisce la cianotipia delle piante della loro terra. Il simbolismo che traspare è lirico: vi leggiamo, per queste donne, una forma di ritorno a una terra che le ha accolte, terra resa lieve dalle piante del loro territorio, visibili all’intervento artistico che ingentilisce i volti e li rende persistenti oltre il tempo inesorabile del loro transito terreno. Le origini sono dichiarate dalle stesse specie vegetali selezionate per le cianotipie, che sono state eseguite dall’autrice e fuse successivamente con le fotografie originali, creando un’immagine terza in cui si inserisce creativamente anche l’autrice. Il Blu di Prussia delle cianotipie si combina elegantemente e semanticamente con le tonalità calde che rimandano alla terra e al seppia delle foto antiche, imprimendo note nuove ed emotivamente intense alle immagini.

Il filo dei tributi al femminile non si ferma peraltro alla sfera famigliare: la cianotipia, inventata nel 1842 da Sir John Herschel, uno degli intelletti più brillanti in assoluto della sua epoca, fu la tecnica utilizzata per la realizzazione del primo libro fotografico della Storia, che data al 1843: Photographs of British Algae: Cyanotype Impressions. E fu una donna, Anna Atkins, grande botanica tra le primissime donne al mondo ad abbracciare il nuovo medium della fotografia, a crearlo totalmente a mano, poco dopo aver appreso la tecnica della cianotipia dallo stesso Herschel. Anna Atkins era figlia di un grande scienziato da cui fu educata all’amore per la scienza; vi si dedicò totalmente, al punto di essere eletta membro della London Botanical Society nel 1839. Anna Atkins ha prodotto cianotipie di immenso valore artistico, avendo affinato le sue doti di artista illustrando con incisioni raffinatissime i libri del padre. Le pubblicazioni editoriali di Atkins trasfigurano alghe e felci, corredate di rigorosa classificazione scientifica, in ipnotiche meraviglie visive dalla composizione affascinante che ancora oggi ispirano legioni di appassionati.

E cosi, le Trame di memoria di Vanda Guazzora tessono un filo che dall’oggi ripercorre a

ritroso le generazioni che l’hanno preceduta, tornando indietro nel tempo fino alle origini stesse di una Fotografia tutta al femminile, amplificando l’omaggio, attualizzando una tecnica antica e donando nuova vita a tutte le protagoniste di ieri e di oggi grazie a una narrazione sentita delle proprie radici.

Contatti autrice

https://vandaguazzora.myportfolio.com/

vandaguazzora@libero.it

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