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THEA MARIS RITORNO ALL’ORIGINE – Risonanze del mare tra infinito e abisso

di PHocus Magazine

Maratea, Sedi varie – 27 giugno – 27 agosto 2025

Un progetto di Anna Caterina Masotti

Mostra Diffusa a cura di Laura Frasca

Una mostra diffusa tra mito, maternità e percezione sensoriale. A Maratea, in un contesto carico di storia e spiritualità̀, prende forma Thea Maris – Ritorno all’origine, il progetto fotografico e installativo di Anna Caterina Masotti. Un percorso artistico e personale che intreccia il mito classico di Afrodite con la biografia dell’artista, in una narrazione per immagini, ricami e suoni. La mostra, articolata in cinque luoghi simbolici della cittadina lucana, si configura come un viaggio meditativo tra fotografia, memoria intima e paesaggio.

Il nucleo poetico di Thea Maris si concentra sulla figura archetipica della Dea del mare, Afrodite, riletto nella chiave di una giovane donna moderna che attraversa il confine tra adolescenza e maturità. Non un’icona idealizzata, ma un corpo reale in trasformazione. “Riscoprendo antichi codici e riferimenti alla Grecia classica – spiega Masotti – ho reinterpretato l’idea di bellezza attraverso forme e tecniche contemporanee. Queste immagini sono state scattate quasi tutte a Maratea, dove mia madre era incinta di me al sesto mese. Oggi torno in questo mare con mia figlia, creando un legame che si rinnova e si arricchisce come ogni onda che bacia la riva”.

Il progetto si declina in una serie di immagini fotografiche in bianco e nero, ricamate a mano con fili dorati, bronzei e neri. Opere sospese tra fisicità̀ e immaterialità̀, tra luce e memoria, che si accompagnano a ceramiche artistiche, tessuti stampati, oggetti luminosi e a video installazioni temporanee. Tutto concorre a creare un dispositivo percettivo immersivo, in cui l’osservatore è invitato a esplorare la relazione tra generazioni, tra natura e corpo, tra intimità e archetipo.

La mostra si articola in cinque luoghi emblematici della città.

Palazzo De Lieto, edificio settecentesco con sezioni archeologiche e pinacoteca, le opere dialogano con le ancore romane rinvenute nei fondali locali. L’ancora “Venus”, in particolare, rievoca l’icona mitica della nascita di Venere. La leggerezza della seta e la sottigliezza del ricamo contrastano con la pesantezza degli oggetti storici, creando un cortocircuito tra passato e presente, tra tempo e visione. Le piccole fotografie installate lungo le pareti richiamano l’energia misteriosa del mare e la sua potenza generatrice.

Nella Chiesa dell’Immacolata, le opere sospese in chiffon e seta si integrano con le superfici in pietra, maiolica e legno. L’intervento, discreto e luminoso, agisce in armonia con l’architettura sacra, attivando una meditazione silenziosa sulla bellezza effimera. Ricami e trasparenze costruiscono un tessuto simbolico che lega spiritualità e materia.

Nella Chiesa di San Francesco, un’unica immagine di grande formato rappresenta una mano che offre fiori di buganvillea, impreziosita da un’ape ricamata in filo dorato. L’opera, pensata come gesto simbolico di dono e condivisione, si radica nel paesaggio fiorito attorno alla chiesa e si connette al tema della cura e della trasformazione.

La Chiesa di Porto Salvo, al porto, ospita una sequenza di piccole fotografie ricamate, raffiguranti conchiglie, meduse e coralli. Disposte lungo le pareti come una via simbolica, le immagini richiamano la processione della Madonna sul mare e instaurano un dialogo visivo tra spiritualità popolare, devozione marina e tradizioni di pesca.

Lo Spazio Altri Turismi ETS, infine, accoglie fotografie su seta, opere ceramiche e lampade d’artista. Un tempo falegnameria, oggi spazio espositivo e artigianale convertito all’arte, il luogo riflette il dialogo tra saperi antichi e linguaggi visivi contemporanei. Le opere, molte delle quali acquistabili, testimoniano la vocazione della mostra a diventare esperienza abitabile e diffusa.

Il progetto è accompagnato da testi critici di Laura Frasca e da un apparato visivo che include fotografie, video e installazioni ambientali. L’allestimento segue i principi della psicologia della Gestalt, organizzando linee, forme e relazioni in modo da stimolare una percezione profonda e stratificata. La chiarezza compositiva non elimina il mistero, ma lo evidenzia: ogni immagine diventa così una soglia, un dispositivo visivo aperto all’interpretazione individuale.

Thea Maris non è una mostra nel senso tradizionale. È un attraversamento, una navigazione dentro e fuori la coscienza, in cui il mare è grembo e confine, elemento originario e simbolico. Le immagini, con i loro ricami sottili, non sono solo opere da guardare: sono superfici da abitare, tracce da sentire. E come onde, si rinnovano ad ogni sguardo.

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