La solarigrafia è una tecnica fotografica a lunghissima esposizione che permette di registrare il percorso, apparente, del Sole nel cielo nell’arco di giorni, mesi o anni.
La parola corretta da usare è Analemma Solare che indica appunto il movimento del sole.
Si basa sull’uso di camere stenopeiche (pinhole camera) e di carta fotografica fotosensibile esposta senza sviluppo chimico tradizionale. Il risultato è un’immagine negativa che mostra archi luminosi corrispondenti alle traiettorie solari.
Quando il cielo è sereno si genera una linea continua; quando il cielo è nuvoloso si generano linee tratteggiate o interrotte.
Il cambiamento stagionale dell’altezza del Sole crea archi più alti in estate e archi più bassi in inverno.
Attrezzatura e materiali
Componente | Specifiche tecniche | Note |
Corpo macchina | Lattina di alluminio, tubo in PVC o scatola opaca | Deve essere impermeabile alla luce e resistente alle intemperie |
Foro stenopeico | Diametro tipico: 0,2–0,5 mm | Realizzato con ago su lamina sottile di alluminio o ottone |
Materiale fotosensibile | Carta fotografica politenata tipo Ilford | Sensibilità molto bassa (ISO < 1) |
Sistema di chiusura | Nastro adesivo nero o tappo | Funziona da otturatore |
Supporti di fissaggio | Fascette, viti, staffe | Per ancorare la camera in posizione stabile per mesi |
Come si costruisce una Pinhole Camera?
Preparazione
Annerire la pinhole camera,all’interno, con spray nero opaco per evitare riflessi.
Creare un foro utilizzando un’ago o uno spillo verso il centro.
Coprire con un po’ di nastro nero il foro che è stato fatto.
Inserire la carta in camera oscura, con l’emulsione rivolta verso il foro.
Sigillare il contenitore per evitare infiltrazioni di luce.
Installazione
Orientare la fotocamera verso il percorso del Sole (generalmente verso sud nell’emisfero boreale).
Fissare saldamente per resistere a vento e pioggia.
Annotare data e ora di inizio esposizione.
Staccare il pezzo di nastro nero utilizzato per coprire il foro della Pinhole camera.
Esposizione
Durata tipica: da 1 settimana a 12 mesi.
Per catturare un ciclo stagionale completo: da solstizio a solstizio.
Evitare spostamenti: anche pochi millimetri alterano la geometria degli archi.
Recupero e digitalizzazione
Rimuovere la carta in camera oscura.
Non sviluppare chimicamente: l’immagine è già visibile come negativo.
Digitalizzare con scanner piano o fotocamera digitale.
Invertire i toni e regolare contrasto in post-produzione.
Aspetti tecnici e considerazioni
Risoluzione: determinata dal diametro del foro e dalla distanza foro-carta (lunghezza focale).
Aberrazioni: inesistenti in senso ottico, ma possibili distorsioni geometriche dovute alla curvatura della carta.
Colorazione: anche con carta B/N, l’esposizione prolungata può produrre viraggi cromatici dovuti all’ossidazione dell’emulsione.
Resistenza ambientale: umidità e infiltrazioni possono danneggiare l’immagine; è consigliato l’uso di guarnizioni e sigillanti.
Sicurezza: in contesti urbani, etichettare chiaramente la fotocamera per evitare allarmi.
La solarigrafia è una tecnica che richiede pazienza, precisione e una buona comprensione della luce naturale. Il fascino sta nella capacità di condensare mesi di tempo in un’unica immagine, rivelando pattern invisibili all’occhio umano in tempo reale.
Mi chiamo Peter Cozzolino e sono un operaio di giorno, cacciatore di bolidi di notte. Appassionato di astrofotografia e astrofilo instancabile, mi dedico a tecniche poco comuni come la solarigrafia e nella costruzione di una AllSky camera, che cattura bolidi li segnalo al Progetto Prisma (Inaf) per il monitoraggio mondiale dei bolidi che bruciano nella nostra atmosfera. Socio attivo degli Astrofili Mantovani, partecipo a serate divulgative in osservatorio e nelle piazze portando il mio strumento, per condividere la meraviglia dell’universo con il pubblico e avvicinare le persone alla bellezza della fotografia astronomica.
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