Sapreste fotografare “L’INCLUSIONE”?
E’ la sfida, a mio parere interessantissima, che viene lanciata in questo Concorso Fotografico, ad iscrizione gratuita, che ho il piacere e l’onore di coordinare e per cui PHOCUS MAGAZINE è sponsor di alcuni dei premi in palio.
( Deadline 31 marzo 2023 )
Partiamo dal presupposto che tutti conoscano questa parola: INCLUSIONE.
Ultimamente se ne sente parlare parecchio, è vero, però ho la convinzione che solo in pochi si siano soffermati ad approfondirne il significato, è una parole che porta con sé molte sfumature su cui vale la pena indagare con attenzione e rispetto.
Ho pensato di iniziare dal dizionario:
inclusione
/in·clu·ṣió·ne/
sostantivo femminile
-Inserimento stabile o funzionale.”l’i. di illustrazioni in un testo”
-Nella terminologia retorica latina, epanadiplosi.
-In matematica, relazione fra due insiemi quando ogni elemento di un insieme fa parte dell’altro.
-In chimica: composto di inclusione, tipo di composto non stechiometrico derivante dall’imprigionamento di molecole di una sostanza ( molecola ospite ) all’interno di molecole più grandi ( molecola ospitante ), con strutture particolari ‘a gabbia’.
-In chimica fisica, dispersione in cui il sistema disperso è un gas e il disperdente un solido.
La parola “inclusione” indica, letteralmente, l’atto di includere un elemento all’interno di un gruppo o di un insieme. Quando si passa all’ambito sociale, la parola “inclusione” assume un significato del tutto particolare. Inclusione significa appartenere a qualcosa, sia esso un gruppo di persone o un’istituzione, e sentirsi accolti.
È quindi facile capire da cosa derivi la necessità dell’inclusione sociale: tra gli individui possono esserci delle differenze a causa delle quali una persona o un gruppo sono “esclusi” dalla società. I motivi che possono portare all’esclusione sociale sono diversi:
- razza;
- sesso;
- cultura;
- religione;
- disabilità.
La discriminazione per uno di questi motivi può avere luogo in ambito lavorativo, politico (s’impedisce a un gruppo di persone si essere adeguatamente rappresentate nelle sedi istituzionali), sociale (i diritti fondamentali e i servizi necessari non sono riconosciuti a tutti per ragioni discriminatorie). In sostanza, l’inclusione sociale ha l’obiettivo di eliminare qualunque forma di discriminazione all’interno di una società, ma sempre nel rispetto della diversità.
Dobbiamo comprendere velocemente che è un problema che riguarda tutti.
Non dobbiamo fare lo sbaglio di pensare che visto che ci sentiamo “normali” in un contesto “normale” il problema può riguardare solo altri. Non siamo tutti uguali, anzi, siamo tutti diversi ed è questa la bellezza dell’essere umano, ma sembra che i cittadini del mondo facciano fatica ad assorbire questo semplice concetto.
L’esclusione sociale non è un problema lontano. Secondo i dati della Banca mondiale, la povertà non risparmia nemmeno l’Europa. Dove il 24 per cento della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale. Le categorie maggiormente e rischio sono i bambini, gli over 65 e il nove per cento delle persone che hanno un lavoro. Nei Paesi del sud del mondo, la situazione è ancora più grave. Ad esempio, In molti paesi africani e orientali le donne non hanno diritto a niente. Sono estromesse dai luoghi dove si prendono le decisioni. Non possono lavorare né possedere la terra. Spesso, troppo spesso, subiscono violenza psicologica e/o fisica. Per loro, la realtà di tutti i giorni è fatta di discriminazione.
Rimbocchiamo le maniche amici, pronti ad impegnarsi, c’è davvero tanto da fare.
Impegnarsi per favorire l’inclusione sociale significa fare qualcosa di concreto per combattere la fame e la povertà. L’Onu lo sa bene. Non a caso, l’undicesimo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile stabilisce la necessità di rendere le città più vivibili, sicure e soprattutto inclusive. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile sono da raggiungere entro il 2030. E tutti noi possiamo dare il nostro contributo, piccolo o grande che sia.
Un concorso fotografico può cambiare le cose? Certo che si! Anche solo una persona che prenda atto di questo approfondimento e da domani diventi ancora più sensibile al gesto di non discriminare niente e nessuno ha un valore inestimabile perché rientra nell’effetto domino, domani sarà quella persona che racconterà la sua esperienza e magari contaminerà i pensieri di altre due. Funziona così. Contaminazione reciproca.
Meravigliosi Virus positivi che anziché danneggiare il corpo fanno bene alla mente.
E noi ci vogliamo provare con la FOTOGRAFIA.
Dieci, cento, mille fotografie per raccontare a noi, a loro, a voi, il valore del riconoscerci tutti in una persona sola, tutti fratelli e sorelle, tutti provenienti dallo stesso seme.
Prendi la fotocamera, accendi lo smartphone, imbraccia la polaroid e prova a pensare come poter raccontare in un rettangolo di luce il valore dell’amicizia, dell’amore, del rispetto tra tutti gli esseri umani scevri da discriminazioni di ogni genere.
Questo è il tema del concorso fotografico, questa è la sfida da affrontare, non è semplice, è vero, ma e proprio per questo che è entusiasmante!
E ci sono dei bei premi
Scarica il BANDO DEL CONCORSO “Una Foto X l’Inclusione”.
Il Servizio IESA ASL TO3 – Centro Esperto Regione Piemonte e la rivista scientifica europea sullo IESA “Dymphna’s Family” indicono il concorso fotografico “Una Foto X l’Inclusione”.
Il concorso, la cui partecipazione è aperta a tutte le cittadine e i cittadini italiani e stranieri, è finalizzato a far conoscere un servizio pubblico inclusivo che promuove il valore terapeutico dell’accoglienza nei confronti di persone emarginate per motivi di sesso, razza, disagio psichico e/o disabilità.
Possono partecipare tutti i cittadini e le cittadine, italiani e stranieri.
Il Concorso è composto da tre sezioni. Scegli quella che vuoi raccontarci.
Verranno accettate tutte le fotografie, anche quelle prodotte con gli smartphone.
Il concorso è a titolo gratuito e senza scopo di lucro, al solo fine di contribuire a diffondere la cultura dell’accoglienza nei processi di cura.
per altre info scriveteci a fotoxinclusione@gmail.com
Aspettiamo le vostre opere entro il 31 marzo 2023!
L’iscrizione è GRATUITA ed è aperta a tutti gli appassionati di fotografia ed è possibile inviare foto anche dal cellulare.
Per approfondire l’argomento IESA potete consultare la rivista scientifica sullo IESA “Dymphna’s Family” su issue.com (https://issuu.com/dymphnasfamily), visionare il canale Youtube “Servizio IESA ASL TO3” (https://m.youtube.com/watch?v=9ErKAeY-J0c&t=22s).
E consultare i seguenti testi:
- Aluffi, Famiglie che accolgono. Oltre la psichiatria., EGA-Edizioni , 2014;
- Aluffi, Dal manicomio alla famiglia. F.Angeli, 2001.
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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