FORMATO: 16,5×23 cm PAGINE: 208 FOTOGRAFIE: 35 in b/n CONFEZIONE: brossura con alette PREZZO: 29,90 euro |
In libreria dal 7 marzo
PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO DI UN MAESTRO INDISCUSSO DELLA FOTOGRAFIA |
Il mondo che cercavo di far vedere era un mondo dove stavo bene,
dove la gente era gentile e dove trovavo la tenerezza di cui avevo bisogno.
Le mie fotografie volevano dimostrare che un mondo del genere poteva esistere.
Robert Doisneau
All’imperfetto dell’obiettivo (Contrasto) è l’imperdibile autobiografia di Robert Doisneau, scritta con la stessa poetica allegria con cui realizzava le sue immagini.
Pubblicato in francese nel 1989, il libro arriva finalmente in Italia in un’edizione arricchita da alcune tra le più note immagini del fotografo e da una brillante introduzione di Michele Smargiassi. Il testo ripercorre ricordi, aneddoti e ritratti che si susseguono tra le immagini di Doisneau, dove accanto alla vita delle persone comuni, incontriamo personaggi come Georges Braque, Constantin Brâncuși, Sabine Azéma, Pablo Picasso, Jacques Prévert e Raymond Queneau, tra gli altri.
“Quando ci saltai sopra a piè pari, la fotografia era di legno. Ora è quasi elettronica. Ma ho ancora il naso incollato al vetro, con la stessa curiosità del primo giorno”.
Autore di immagini immortali, Robert Doisneau è stato un grande fotografo della vita quotidiana, fatta di piccoli gesti, di gente comune, di scolari diligenti, di coppie che si amano, di amici che si ritrovano al bar per un bicchiere in compagnia, di momenti caratterizzati da tenerezza e umorismo.
Soprattutto, questo “pescatore d’immagini”, come amava definirsi, fece di Parigi il centro del suo mondo, del suo lavoro, e seppe restituire attraverso le sue fotografe l’immagine della “pariginità”, quella che i turisti ancora cercano per le sue strade.
Soprattutto, questo “pescatore d’immagini”, come amava definirsi, fece di Parigi il centro del suo mondo, del suo lavoro, e seppe restituire attraverso le sue fotografe l’immagine della “pariginità”, quella che i turisti ancora cercano per le sue strade.
Robert Doisneau di fronte al suo obiettivo ha visto sfilare il Ventesimo secolo senza mai prendersi sul serio, senza mai rinunciare al suo humour sottile, alla sua tenerezza, la stessa che ritroviamo in questi testi, divagazioni di un flâneur di razza e frutto di uno scambio epistolare durato cinque anni con Jean-Luc Mercié, l’editore della prima edizione del volume.
La vita di Robert Doisneau si può riassumere in un solo verbo, coniugato nel più dolce dei tempi. Gli scrisse un giorno il suo amico poeta Jacques Prévert: “È sempre all’imperfetto dell’obiettivo / che coniughi il verbo fotografare”. L’imperfetto è il tempo del gioco dei bambini, della nostalgia dei vecchi; un tempo non perfetto, cioè sempre un po’ inferiore a quel che promette. E che proprio per questo, ti lascia il desiderio di vedere di più.
Robert Doisneau (1914 1994), nato a Parigi (anzi, a Gentilly, in quella parte chiamata “zone”, non più città e non ancora dalla piena periferia), ai boulevard parigini, ai grandi monumenti come alle piccole stradine e alle piazze nascoste, rimane sempre legato, come alle tante storie che come nessun altro lui riesce a cogliere e a trasformare in scene perfette. Nel tempo realizza reportage giornalistici, foto d’industria, servizi corporate, fotografie di moda, semplici ma geniali pubblicità. Ogni incarico è una piccola sfida da cogliere con serio impegno, e ogni immagine è una composizione perfetta e giusta: dice quel che deve dire. Anzi, lo dice meglio e di più. Lo sguardo attento, la macchina fotografica in mano, Doisneau si muove rapido e curioso incarnando, nella realtà ma soprattutto nella fantasia di generazioni di osservatori e ammiratori, l’emblema del fotografo pronto a cogliere il quotidiano “bonheur”, la solidarietà minuta, riempiendo di scene memorabili il nostro immaginario.
“Quello che io cercavo di mostrare – diceva – era il mondo in cui io avrei voluto vivere; quello dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere”.
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