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R Photo Contest 2026 — “Scatti Sostenibili”: la fotografia come atto politico e ambientale

di PHocus Magazine

Quando un’azienda che vive di riciclo decide di finanziare un concorso fotografico sul riciclo, il gesto potrebbe sembrare puramente promozionale. Ma dopo quattro edizioni consecutive, con centinaia di fotografi da tutta Italia e dall’estero, mostre allestite nei palazzi storici e patrocini che arrivano fino al Parlamento europeo, l’R Photo Contest ha dimostrato di essere qualcosa di più: un progetto culturale vero, che usa l’immagine per fare quello che i dati statistici non riescono a fare, cioè rendere visibile la transizione ecologica.

La quarta edizione — sottotitolata “Scatti Sostenibili” — è aperta, gratuita e in cerca di fotografie capaci di raccontare le cinque R dell’economia circolare. La scadenza è il 2 agosto 2026.

Chi c’è dietro: Media Steel e Slow Photo

L’R Photo Contest nasce dall’incontro improbabile tra un’azienda industriale e un gruppo fotografico no profit. Da un lato Media Steel s.r.l., con sede a Massa (MS), leader italiana nel recupero e riciclo di materiali ferrosi. Non una startup green nata sulla scia della moda della sostenibilità: un’azienda industriale pesante, che lavora con il ferro, che conosce il ciclo della materia dalla raccolta allo smaltimento, e che ha scelto di comunicare i propri valori attraverso la cultura visiva piuttosto che attraverso la pubblicità tradizionale.

Dall’altro Slow Photo, associazione no profit massese che promuove la cultura fotografica intrecciandola esplicitamente alla difesa dell’ambiente. Il nome dice già tutto: in un mondo saturo di immagini consumate in frazioni di secondo, Slow Photo rivendica il diritto alla fotografia meditata, allo sguardo che si ferma, all’immagine che dura.

L’unione tra i due soggetti ha prodotto un format che funziona: ogni anno un tema dentro il grande ombrello dell’economia circolare, ogni anno un sottotitolo filosofico che orienta l’interpretazione, ogni anno una mostra e un calendario che danno concretezza materiale al lavoro dei partecipanti.

La storia: quattro anni di crescita

Prima edizione (2023) — L’esordio. Il concorso parte quasi in sordina, con il patrocinio del Comune di Massa e della Provincia di Massa-Carrara. La mostra inaugurale alla Scuola Don Lorenzo Milani di Marina di Massa apre un dialogo con il territorio. Il calendario Media Steel 2024 porta le dodici foto vincitrici nelle case e negli uffici.

Seconda edizione (2024 — “Panta Rei”) — Il salto di scala. Il sottotitolo è l’aforisma di Eraclito: “tutto scorre, tutto cambia”. Il concorso ottiene l’alto patrocinio del Parlamento europeo e il patrocinio della Regione Toscana, oltre che di Provincia e Comune. Le opere pervenute superano le 230, firmate da 70 fotografi provenienti da tutta Italia, dall’Europa e da paesi extra-europei. La premiazione si tiene nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale a Massa — una cornice istituzionale di peso. La giuria tecnica è presieduta da Riccardo Dalle Luche, regista cinematografico e fotografo. Vince Gabriele Carnio con “Non so cosa mettere”, un’immagine che affronta i paradossi del consumismo.

Terza edizione (2025 — “Mandala”) — Il sottotitolo evoca la ciclicità della vita nelle tradizioni orientali: il Mandala come metafora della circolarità che non è solo economica ma cosmica. La scadenza si sposta ad agosto, ampliando la finestra di partecipazione estiva. Il calendario diventa Media Steel 2026.

Quarta edizione (2026 — “Scatti Sostenibili”) — L’edizione in corso, la più esplicita nel titolo: sostenibilità e fotografia diventano un binomio dichiarato. La scadenza è il 2 agosto 2026.

Il tema: le Cinque R dell’economia circolare

Il cuore concettuale del concorso è sempre stato lo stesso fin dalla prima edizione: le Cinque R, cinque azioni che definiscono il modello dell’economia circolare secondo il Piano d’Azione della Commissione Europea del marzo 2020. Non è una scelta casuale: Media Steel lavora ogni giorno dentro questo schema e ha scelto di renderlo il linguaggio del suo impegno culturale.

Riciclare — Il riciclo è il riutilizzo dei materiali raccolti in modo differenziato, contenuti negli scarti urbani e industriali. Con il riciclo si riduce il volume dei rifiuti che finiscono in discarica o vengono inceneriti, si risparmiano energia e materie prime, si riduce l’inquinamento causa del cambiamento climatico. Anche nel campo alimentare: comprare solo il necessario, riutilizzare gli avanzi, compostare i rifiuti organici.

Riusare — Un oggetto che ha terminato la sua funzione primaria può diventarne un’altra. I materiali vengono reintrodotti nel ciclo economico, riutilizzati nel ciclo produttivo generando ulteriore valore. Questo principio si oppone al modello lineare “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”.

Ridurre — La riduzione alla fonte: meno imballaggi, meno sprechi, meno consumo di risorse. È la R più radicale, perché non si limita a gestire ciò che è già diventato rifiuto ma interviene prima, nella fase di produzione e acquisto.

Recuperare — Il recupero di materiali ed energia da ciò che non può essere riciclato né riusato nella sua forma originale. Dai rifiuti si estrae ancora valore: energia, compost, materiali secondari.

Raccogliere — La raccolta differenziata come atto civico fondamentale, premessa di tutto il resto. Senza una raccolta efficiente e capillare, le altre quattro R restano aspirazioni teoriche.

Il bando invita i fotografi a “illustrare con uno scatto artistico uno degli infiniti modi per promuovere e sostenere un’economia che non spreca producendo dannosi rifiuti ma che, in modo circolare, passa dal recupero al riuso per divenire nuovamente fonte di lavoro e di benessere ambientale e quindi sociale.”

L’interpretazione è volutamente libera: l’organizzazione mette a disposizione anche una Guida all’economia circolare scaricabile dal sito, per chi vuole approfondire i concetti prima di puntare l’obiettivo.

Come partecipare: regole e modalità

La partecipazione è completamente gratuita e aperta a tutti: fotografi professionisti, amatori, principianti. Non ci sono limiti di età, anche se i minorenni devono presentare apposita autorizzazione del genitore o tutore legale.

Cosa inviare: Ogni partecipante può inviare un massimo di 5 fotografie, attinenti al tema delle Cinque R. Non ci sono vincoli tecnici sul tipo di macchina fotografica o sul formato originale dello scatto.

Come inviare: Le opere vanno inviate per email a slowcontest@mediasteel.it, allegando il modulo di iscrizione scaricabile dal sito ufficiale. Nel modulo vanno indicati dati anagrafici, titoli delle fotografie e liberatoria per l’utilizzo delle immagini.

Scadenza: 2 agosto 2026, ore 23:59.

Dove trovare tutto: Il regolamento completo, il modulo di iscrizione e la Guida all’Economia Circolare sono scaricabili dal sito ufficiale www.mediasteel.it/contest

I premi: denaro, visibilità e permanenza

I 12 fotografi selezionati come vincitori ricevono premi in buoni acquisto, con questa struttura storica confermata nelle edizioni precedenti:

  • 1° classificato — €500 + targa personalizzata
  • 2° classificato — €200 + targa personalizzata
  • 3° classificato — €100 + targa personalizzata
  • Dal 4° al 12° classificato — €50 ciascuno

Ma il valore del premio va ben oltre il denaro. Le dodici fotografie vincitrici diventano le pagine del Calendario Media Steel 2027, distribuito a clienti, partner e istituzioni in tutta Italia — una forma di pubblicazione a larghissima diffusione nel mondo industriale e istituzionale.

In parallelo, una selezione allargata di 50 fotografie (le migliori tra tutte le pervenute, giudicate dalla Giuria Tecnica) viene esposta in una mostra fotografica allestita nelle sedi istituzionali partner — nelle edizioni precedenti, il Palazzo Ducale di Massa. La mostra rimane visibile per alcune settimane dopo la cerimonia di premiazione, e il corpus delle opere selezionate viene raccolto in un catalogo fotografico distribuito ai partecipanti.

Nelle passate edizioni è stata assegnata anche una Menzione Speciale Slow Photo, attribuita direttamente dai fotografi del gruppo Slow Photo come riconoscimento qualitativo indipendente.

La giuria

La giuria tecnica ha caratterizzato ogni edizione con un profilo da curatore-critico piuttosto che da fotografo di concorso. Il precedente presidio di Riccardo Dalle Luche — regista, documentarista e fotografo — ha impresso al concorso un taglio che privilegia la forza narrativa dell’immagine e la sua capacità di comunicare un’idea oltre il puro valore estetico. I criteri di valutazione premiano la coerenza con il tema, l’originalità dell’interpretazione e la qualità tecnica.

Perché partecipare: tre ragioni concrete

Gratuità reale. In un panorama di concorsi fotografici dove le quote di iscrizione sono la norma — spesso superiori ai 20-30 euro per singola immagine — l’R Photo Contest è genuinamente gratuito. Nessun paywall, nessun “early bird” che nasconde un costo base. Chiunque può partecipare, indipendentemente dalla disponibilità economica.

Tema con sostanza. Il concorso non chiede fotografie “belle” in senso generico, né immagini di paesaggi esotici o ritratti d’autore. Chiede uno sguardo specifico su un problema reale. Questo restringe il campo ma lo rende più interessante: le fotografie che funzionano in questo contesto devono avere qualcosa da dire, non solo qualcosa da mostrare. Per un fotografo che lavora su temi ambientali, sociali o documentaristici, è un territorio naturale.

Concretezza del risultato. Finire nel calendario di un’azienda industriale distribuito in tutta Italia non è la stessa cosa che vincere un contest online che esiste solo come notifica su un’app. È un oggetto fisico, stampato, che resta. E la mostra a Palazzo Ducale è una mostra vera, in una sede di rilievo istituzionale. Per un fotografo emergente, entrambi questi risultati valgono più di molti premi puramente digitali.

Un progetto che guarda oltre il concorso

C’è un elemento del format che vale la pena sottolineare: il concorso non è pensato come evento isolato ma come parte di un progetto di comunicazione culturale più ampio. Ogni edizione costruisce su quella precedente — il sottotitolo cambia, il tema si aggiorna, la riflessione si approfondisce. “Panta Rei” nel 2024, “Mandala” nel 2025, “Scatti Sostenibili” nel 2026: tre modi diversi di guardare allo stesso principio della circolarità, tre inviti a trovare angolazioni sempre nuove su un fenomeno che è insieme economico, ecologico e culturale.

Marco Corbelli, direttore generale di Media Steel, ha spiegato nelle passate edizioni l’intenzione originaria del progetto: “Con il concorso volevamo capire come viene interpretato questo mondo da chi non ne fa parte”. È una dichiarazione rilevante. Non si tratta di fare comunicazione istituzionale sulle attività dell’azienda, ma di aprire uno sguardo esterno su temi che l’azienda conosce dall’interno. Il risultato è spesso sorprendente: nelle edizioni precedenti sono arrivate fotografie da tutto il mondo, con interpretazioni che gli organizzatori stessi non avevano previsto.

Francesco Nobile, presidente di Slow Photo, ha aggiunto: “Siamo sollecitati a cambiare il nostro modo di pensare, a trovare nuove soluzioni e ad avere una mente aperta alle novità, perché come diceva Eraclito ‘panta rei’, tutto scorre, tutto cambia. Anche l’economia e di conseguenza i nostri comportamenti.” Una filosofia che il concorso traduce in pratica: non fotografie di protesta o di denuncia, ma immagini che mostrano già il cambiamento in atto, le soluzioni virtuose, i comportamenti che funzionano.

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