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Quando la fotografia diventa cura, voce, visione: il nuovo numero di “Women4Women” firmato FUJIFILM

di PHocus Magazine

Con il decimo numero del magazine Women4Women, FUJIFILM celebra la fotografia interpretata e vissuta da più di 20 donne, e un uomo. Persone, prima che professioniste, che usano la macchina fotografica per descrivere il mondo, con le sue luci e ombre, fatto di aspirazioni, disuguaglianze ed emozioni dalla marcata potenza narrativa.

Intitolato The Women in Photography Issue, questo numero speciale è un vero e proprio trattato sulla fotografia contemporanea, un viaggio di immagini e parole che offre una prospettiva empatica e multidimensionale sulla realtà, come quella femminile, delicata ma sempre puntuale.

Una fotografia che cura chi la esercita e chi ne è protagonista e che è in grado di farlo solo scandagliando l’umano, nelle sue sofferenze, ma anche nei suoi momenti di serenità, spontaneità ed entusiasmo.

Women4Women è un format ampio e in continua evoluzione, nato per valorizzare il punto di vista femminile. Oltre al magazine, il programma si articola in eventi, incontri e iniziative pensate per sensibilizzare il pubblico su tematiche legate all’universo femminile, dando spazio alle storie, ai talenti e alle sfide delle donne, dentro e fuori dall’obiettivo.

«Quando abbiamo iniziato questo progetto nel 2020, cercavamo un nuovo modo di comunicare, mettendo le persone al centro – il loro mondo, le loro aspirazioni, il loro scopo. Questo decimo numero è dedicato alle donne (+1 uomo) impegnate nel mondo della fotografia. Ma sarebbe riduttivo parlare solo di fotografia: ciò che leggerete è un viaggio nel “sentire femminile” e in come questo si traduce in immagini», racconta Luana Porfido, European Head of Corporate Communication and ESG Management di FUJIFILM Europe GmbH.

Tra le voci più intense c’è quella di Gabriela Teplická, fotografa documentarista slovacca, che da anni lavora sul confine più sottile e spesso rimosso della nostra esperienza: la morte. Nel suo progetto Moment – The Touch of Death, Teplická accompagna medici, pazienti e famiglie nel percorso della cura palliativa, con uno sguardo rispettoso, intimo e potente. Le sue fotografie non mostrano solo la fine della vita, ma la forza della volontà, la dignità del commiato, la gratitudine di ogni gesto condiviso. Le sue immagini sono un atto di consapevolezza e di amore, capaci di restituire umanità a ciò che spesso preferiamo ignorare.

Coraggiosa è anche l’esperienza di Emily Reiner, oggi ambasciatrice di Fujfilm e fotografa professionista inglese di matrimoni. A chi le domanda di quale lavoro vada più fiera non ha dubbi nel rispondere: la propria salute mentale. Da un passato di insegnante e vicepreside nel quale il ritmo frenetico del quotidiano l’ha portata a soffrire di un severo esaurimento nervoso, a un hobby, la fotografia, che ha rappresentato la sua àncora di salvezza. Ridefinire le priorità, preferendo la qualità dei momenti rispetto alla quantificazione dei risultati: così si potrebbe riassumere la check-list dei criteri di successo di Emily che oggi mette al centro la propria salute prima di ogni altra esigenza.

Si eleva libera, acuta e indipendente anche la voce di Samaneh Khosravi, fotografa e ricercatrice visiva in Germania e iraniana di origine. Al centro del suo lavoro accademico proprio l’Iran e in particolare la percezione, sia personale sia esteriore, delle donne in quella terra. Nel sottolineare quanto troppo spesso le rappresentazioni del mondo femminile iraniano da parte dell’Occidente siano unilaterali, Samaneh ne evidenzia invece la caparbietà nel contribuire a plasmare il futuro del loro Paese e una strenua, e purtroppo sovente soffocata, resistenza contro una società tradizionalmente patriarcale.

Altre testimonianze si intrecciano con lo stesso spirito narrativo, come quella di Maite de Lorenzo, fotografa e oggi responsabile marketing di MyFUJIFILM nei Paesi Bassi, che racconta il lungo percorso dalla prima macchina fotografica ricevuta a dodici anni, fino al progetto Land of Thousand Dances, un racconto visivo intimo e poetico della vita quotidiana di una famiglia cilena. Suggestivi sono poi gli scatti di Eliška Oškrdalová Fischerová, fotografa ceca, intenta a esplorare la femminilizzazione della fotografia di matrimonio, restituendo autenticità ed emozione a un genere spesso stereotipato. Volto ad abbattere le barriere del mainstream è invece il lavoro di Kristina Varaksina, fotografa inglese che ha impiegato 5 lunghi anni per diventare mamma e che da quel momento ha voluto concentrare la sua attenzione sui percorsi, le vite, le aspirazioni e i sogni talvolta disillusi delle persone che ricorrono a trattamenti di fertilità.

Le storie sono raccolte in una struttura fluida, con titoli evocativi come “Taking Care of Photography”, “Perspective and Femininity”, “Through the Lens”, “The Feminization of Wedding Photography”, che restituiscono la varietà di sguardi, approcci e sensibilità presenti nel numero.

fujikina milan 2025: quando lo sguardo incontra il pubblico

A sottolineare l’impegno di FUJIFILM nel promuovere il talento e la narrazione femminile, durante FUJIKINA Milan 2025 – evento immersivo tenutosi il 10 e 11 maggio presso la Torneria Tortona – il talk “Women4Women: lo sguardo femminile sul mondo”, con la partecipazione delle fotografe di fama internazionale Valentina Tamborra e Monica Silva. Con due approcci molto diversi, ma complementari, le due autrici hanno saputo illuminare ciò che spesso resta ai margini: comunità dimenticate, identità da ricostruire, emozioni profonde. La sala gremita e il clima di attenzione e partecipazione hanno confermato il valore di questi momenti di confronto.

I prossimi appuntamenti di women4women

Women4Women continuerà il suo percorso di sensibilizzazione attraverso nuove collaborazioni e appuntamenti internazionali, con l’obiettivo di promuovere una cultura della fotografia partecipativa e accessibile, capace di raccontare la realtà con sguardi diversi:

  • la partecipazione all’evento del 25 giugno a Düsseldorf presso l’Imaging Hub, dedicato al tema “donna e fotografia”, dove saranno presenti copie stampate del magazine e una selezione di volumi fotografici;
  • la presenza a FUJIKINA Colonia, in programma il 26 e 27 settembre, con un talk dedicato all’esperienza e allo sguardo delle fotografe, sul modello dell’appuntamento milanese;
  • l’avvio di nuove collaborazioni con la divisione Imaging di Fujifilm, con l’obiettivo di sviluppare progetti e percorsi di valorizzazione della fotografia al femminile.

Clicca qui per sfogliare il nuovo numero di Women4Women 👉  https://mecommunication.it/flipbook/

A proposito di FUJIFILM Europe GmbH

Fujifilm opera attraverso una rete di oltre 50 società e filiali del gruppo, con una forza lavoro competente e appassionata di oltre 7.000 persone che contribuiscono alla ricerca e sviluppo, alla produzione, alle vendite e all’assistenza, e occupa una posizione centrale in Europa. Al centro delle attività strategiche, FUJIFILM Europe GmbH a Ratingen, in Germania, opera da sede centrale e controlla le attività nell’intera regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa).

In linea con il nuovo Group Purpose “Giving Our World More Smiles”, l’azienda guida con passione l’innovazione e rivoluziona le sue attività in vari settori in Europa. Questi includono tecnologia medica, biofarmaceutica, materiali elettronici, prodotti industriali, prodotti chimici, sistemi grafici, dispositivi ottici, sistemi di archiviazione dati e tutti i settori della fotografia.

Seguendo il Group Purpose, Fujifilm si impegna a creare prodotti e servizi che non solo portino gioia e soddisfazione ai suoi clienti, ma che migliorino anche il benessere del pianeta e della società in generale.

Per saperne di più sulle iniziative dell’azienda sull’impatto e sui cambiamenti positivi che stanno apportando visita il sito fujifilm.com/it

Per informazioni:

Luana Porfido, European Head of Corporate Communication and ESG Management FUJIFILM Europe GmbH luana.porfido@fujifilm.com

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Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
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Massimo Mastrorillo

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