Dall’1 al 4 ottobre 2026 Bologna torna a ospitare i PhMuseum Days, festival internazionale di fotografia curato e organizzato da PhMuseum sotto la direzione artistica di Giuseppe Oliverio. La quinta edizione si intitola “Archipelago” ed è un invito a immaginare il mondo come un insieme di isole in relazione, uno spazio in cui le differenze non si annullano ma trovano significato attraverso il dialogo. L’idea, liberamente ispirata alle riflessioni di Massimo Cacciari sulla topologia del continente e sull’errare nella crisi della modernità, si traduce in un programma di mostre, incontri, workshop e presentazioni editoriali.
Un pensiero arcipelagico per un tempo di crisi
In un’epoca segnata da conflitti, migrazioni, crisi ambientali e profonde trasformazioni sociali, il pensiero arcipelagico propone una prospettiva alternativa alle narrazioni unitarie: ogni isola mantiene la propria identità, ma trova significato nella relazione con le altre. I progetti presentati ai PhMuseum Days 2026 esplorano proprio queste connessioni, mettendo in dialogo memoria e presente, individuo e collettività, linguaggio e politica, natura e tecnologia.
L’idea di Archipelago si riflette anche nella geografia del festival: il cuore della manifestazione è il nuovo spazio Bastardini, da cui il percorso si dirama verso il Cortile dell’Archiginnasio, il PhMuseum Lab e le bacheche di CHEAP in via dell’Abbadia. Tra le novità del 2026, il circuito OFF coinvolge Fondazione Home Movies e Spazio Labo’ in un programma parallelo di mostre, mentre Photobook Mania arriva alla sua seconda edizione dedicata all’editoria fotografica indipendente.
Le sette mostre personali al Bastardini
Il percorso espositivo prende avvio al Bastardini, che ospita sette mostre personali. Max Pinckers, con “2020-MMXX”, ritrae momenti di noia, introspezione e delicate interazioni umane catturati simultaneamente da diverse fotocamere analogiche, mettendo in discussione il mito del “momento decisivo”. Jonah Samson costruisce con “Every Exit Is An Entrance Somewhere Else” una narrazione aperta partendo da oltre cento fotografie d’archivio, ispirata a “Rosencrantz e Guildenstern sono morti” di Tom Stoppard. Daniel Martínez, con “(H)”, esplora il paradosso dell’idrogeno, elemento all’origine della vita e al tempo stesso simbolo della sua capacità distruttiva, attraverso centinaia di immagini tratte da astronomia, botanica e laboratori di fisica.
Allegra Baggio Corradi presenta “Homographs. A Pictionary”, un dizionario visivo per imparare l’inglese attraverso le immagini, nato da workshop con le comunità di migranti a Londra. Federico Clavarino, con “Italia o Italia”, propone una meditazione sul paesaggio italiano e sul peso che la storia continua a esercitare sul presente. Robin Alysha Clemens racconta in “How To Carry A Home” la ricostruzione dell’idea di casa attraverso gli archivi e la memoria di una comunità ucraina sfollata dalla regione di Bakota. Francisco Cantón, con “Axolotl”, invita lo spettatore a soffermarsi in uno spazio sospeso in cui nulla diventa mai davvero compiuto.
Sempre al Bastardini, una proiezione raccoglie venti progetti selezionati tramite l’open call del festival, ampliando lo sguardo sulle nuove ricerche della fotografia contemporanea internazionale.
Tra le bacheche, il Cortile dell’Archiginnasio e il PhMuseum Lab
Nelle bacheche comunali curate da CHEAP in via dell’Abbadia è presentato “Absolute: Tehran Cats” di Caro Mirzoyan, progetto realizzato a Teheran nel gennaio e febbraio 2025: nelle strade della città, fotografare le persone attira sospetto e scontro, e i gatti diventano gli unici soggetti che si possono ritrarre senza subire interrogatori. Le 116 immagini sono state realizzate con una fotocamera termica istantanea su carta di scarto per scontrini, raccolta nei negozi e nelle strade.
Al Cortile dell’Archiginnasio, la mostra collettiva “Archipelago” presenta quaranta artisti internazionali selezionati tramite open call, con le opere stampate su grandi teli in tessuto nautico semitrasparente e installate su strutture autonome in dialogo tra loro. Al PhMuseum Lab è visitabile “Screenshots From A Series Of Videos About A Rice Field And Its Surroundings” di Cintia Tortosa Santisteban, raccolta di immagini nata dall’osservazione quotidiana di una risaia giapponese dal balcone di casa, in dialogo con i concetti nipponici di nichijō e mono no aware.
Il circuito OFF e Photobook Mania
Il nuovo circuito OFF amplia il festival con due esposizioni. Fondazione Home Movies ospita dal 2 al 4 ottobre “Us Above The Brutes” di Benedetta Fioravanti, cortometraggio che intreccia found footage, filmati di famiglia e una ricerca condotta nell’ex riformatorio minorile di Bosco Marengo. A Spazio Labo’, fino al 18 dicembre, è visitabile “Tra noi” di Roman Manfredi, prima mostra personale dell’artista in Italia a cura di Laura De Marco, che indaga identità e appartenenza tra Regno Unito e Napoli attraverso fotografia, storia orale e Super 8.
Tra le novità del 2026, Photobook Mania entra per la prima volta nel programma dei PhMuseum Days. Ospitata il 3 e 4 ottobre negli spazi di Serra Madre, ai Giardini Margherita, la rassegna riunisce editori indipendenti, artisti, scuole e librai internazionali, tra cui Altana, Asola Press, Atelier Tatanka, Blow Up Press, CESURA Publish, Chose Commune, Editorial RM, GOST Books, L’Artiere e Witty Books. Il programma comprende anche due mostre dedicate alla dimensione materiale del libro fotografico: “Dummies & Books From FOLIO 2025/26”, con i prototipi realizzati dai partecipanti alla masterclass online di PhMuseum sotto la guida di Nicolas Polli, e “The Riso Book”, curata da Atelier Tatanka, dedicata alle pubblicazioni realizzate con la tecnica della risografia.
Il 2 ottobre, dalle 14:00 alle 18:00, è inoltre in programma “The Man of Family”, workshop gratuito condotto da Adam Broomberg in collaborazione con Fondazione MAST e Accademia di Belle Arti di Bologna: partendo dalla storica mostra “The Family of Man” curata da Edward Steichen al MoMA nel 1955, i partecipanti ne decostruiscono la narrazione attraverso collage e interventi manuali, per poi rimetterne in discussione il significato con strumenti di intelligenza artificiale.
Informazioni pratiche
La cerimonia di apertura è in programma giovedì 1 ottobre alle 18:30. Il biglietto giornaliero costa 10 euro (8 euro ridotto per under 27, disabilità motorie, soci Banca di Bologna e abbonati Card Cultura), il full pass per l’intera durata del festival 15 euro; gratuito per gli under 14. I biglietti sono acquistabili su boxerticket.it/eventi/ph-museum.
Il Bastardini (via D’Azeglio 41) è aperto giovedì 1 ottobre dalle 15:30 alle 21:00 e da venerdì 2 a domenica 4 ottobre dalle 10:00 alle 21:00. Photobook Mania, alla Serra Madre dei Giardini Margherita (via Castiglione 134), è visitabile sabato 3 e domenica 4 ottobre dalle 10:00 alle 20:00. La mostra collettiva “Archipelago” all’Archiginnasio (piazza Galvani 1) resta aperta dal 19 settembre all’8 ottobre, con ingresso libero. Tutte le informazioni sugli orari delle singole mostre sono disponibili su phmuseum.com/festival.
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