Skip to content

Paolo Roversi “La mia vita è piena di foto che non ho scattato”

di Paolo Ranzani

La storia di oggi riguarda uno tra i più grandi fotografi che ancora abbiamo la fortuna di avere tra noi, l’ho conosciuto negli anni 90 e ho scoperto che è una persona tanto bella quanto le sue immagini.

Paolo Roversi, un italiano a Parigi, un po’ per caso.

Nato a Ravenna nel 1947, l’interesse per la fotografia nasce da adolescente durante una vacanza in famiglia in Spagna. Tornato a casa, allestisce una camera oscura in una cantina con un altro appassionato dilettante, pensate un po’ … era il postino locale, tal Battista Minguzzi, e con lui al fianco inizia a sviluppare e stampare le sue prime ricerche bianco e nero. L’incontro fondamentale che spinge ancora più forte il suo desiderio di creare con la fotocamera avviene con il fotografo Nevio Natali. Tra i due nasce una collaborazione lavorativa e una lunga amicizia ed è da questa esperienza che decide di aprire il suo primo studio di ritratti; lo apre proprio a Ravenna e inizia a trovare committenze per fotografare personaggi in vista e famiglie benestanti. Nel 1971 incontra Peter Knapp, il leggendario direttore artistico della rivista Elle e su suo invito decide di andare a Parigi per capire come “funziona” la fotografia nella capitale della moda. La storia ci racconta che non se n’è più andato, o meglio, lì ha fatto oltre 45 anni di carriera.

Una cosa curiosa è che in quel momento i fotografi che lo interessavano davvero allora erano i giornalisti, quelli che facevano la cronaca, Roversi era completamente a digiuno di moda o fotografia di moda. Però la voglia di capire e approfondire è enorme e così scopre il lavoro di Avedon, Penn, Newton, Bourdin e molti altri. Un altro momento saliente avviene quando il fotografo inglese Lawrence Sackmann assume Paolo come suo assistente nel 1974. “Sackmann era molto difficile. La maggior parte degli assistenti è durata solo una settimana prima di scappare. Ma mi ha insegnato tutto quello che dovevo sapere per diventare un fotografo professionista. Sackmann mi ha insegnato la creatività. Provava sempre cose nuove anche se usava sempre la stessa fotocamera e la stessa configurazione del flash. Era quasi militare nel suo approccio alla preparazione per le riprese. Ma da sempre dicevano “il tuo treppiede e la tua macchina fotografica devono essere ben fissati ma i tuoi occhi e la tua mente dovrebbero essere liberi”.

Lavora al fianco di Sackmann per nove mesi prima di mettersi in proprio con piccoli lavoretti, all’inizio sembrava più interessato allo still life, fino a quando Marie Claire gli commissiona la sua prima grande storia di moda.

La sensibilità e la creatività straordinarie di Paolo Roversi non tardano a farsi notare e una dopo l’altra stupisce tutti con altre campagne moda fino ad una celebre campagna di bellezza affidatagli per Christian Dior, quel servizio gli ha portato un riconoscimento più ampio, era il 1980, anno in cui ha iniziato a utilizzare il formato Polaroid 8 x 10 pollici che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica.

Su questo banco ottico è interessante ascoltarne la storia:

“Sicuramente vedo il mondo in 8×10, il formato delle mie polaroid. Se devo pensare a un’apertura, sarebbe “full open”. Ma il numero in questo caso dipende dagli obiettivi. Il mio preferito è 2.8: è un obiettivo Schneider della Deardorff che chiamo “The flower”, perché ha un difetto di fabbricazione, che sembra un piccolo fiore, in mezzo alle lenti. Penso sia un prototipo, perché a quel tempo gli obiettivi li facevano a mano e nemmeno al museo della Schneider ne hanno un esemplare. L’ho trovato per caso a New York in un negozio che si chiamava Lens and Repro, quello dove andavano anche Diane Arbus, Irving Penn, e dove ho comprato la mia Deardorff e tutti i suoi obiettivi.”

E’ necessario ricordare che a metà degli anni ’80 l’industria della moda era molto interessata a produrre cataloghi che permettessero ai fotografi di esprimere un lavoro molto creativo e personale: Comme des Garcons, Yohji Yamamoto, Romeo Gigli… diedero a Paolo questa opportunità. Durante i suoi viaggi in India, Yemen… Paolo inizia a produrre immagini suggestive non commissionate, in questo modo aumenta ancora di più il gesto creativo libero dando vita a libri che ancora oggi meravigliano per l’estrema ricerca di sensualità e bellezza;

Nota di redazione: il suo libro ANGELI è rarissimo, se ne trovate una copia in giro acquistatela subito!

Paolo Roversi è da poco tornato a Ravenna, una incredibile mostra antologica lo ha riportato nella città natia e la voglia di riabbracciare i luoghi dell’infanzia hanno avuto la meglio, ora Paolo vive in Italia, ogni tanto fa la spola ma ha riacquistato le sue radici italiane.

 

La mia vita è piena di foto che non ho scattato, o che ho solo scattato con la mente perché non ero abbastanza veloce con la macchina fotografica.

Il mio studio è un luogo per il caso, il sogno, l’immaginario per prevalere e io do a queste forze più spazio possibile.“

Qui un video su Paolo Roversi e il suo Deardorff 8/10 pollici :

 

Condividi

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X