PET: Projected Emotional Technologies | Arvida Byström
Mucho Mas!
Corso Brescia 89 Mercoledì 3 Giugno
— ore 18,30
PET: Projected Emotional Technologies*
Arvida Byström
Mercoledì 3 Giugno ore 18,30
Fino al 30 giugno 2026: aperto su appuntamento
info@muchomas.gallery
Arvida Byström
Mercoledì 3 Giugno ore 18,30
Fino al 30 giugno 2026: aperto su appuntamento
info@muchomas.gallery
Mucho Mas! è lieto di ospitare PET: Projected Emotional Technologies*,un’installazione che esplora le forme contemporanee dell’intimità attraverso l’intelligenza artificiale. L’opera trova il proprio fulcro concettuale nel confronto tra gli animali da compagnia, originaria forma non reciproca di affetto umano, e i compagni generati dall’AI. Come un animale domestico, il partner artificiale offre cura e possibilità di proiezione emotiva senza implicare una reale reciprocità. I medesimi meccanismi affettivi che il cervello attiva nei confronti di animali o personaggi fittizi possono infatti estendersi anche alle entità artificiali, soprattutto quando queste vengono costruite attraverso strutture narrative e comportamentali capaci di simulare in modo credibile una presenza emotiva. Con un approccio narrativo e finzionale, PET trae ispirazione da thread di Reddit in cui uomini discutono delle proprie difficoltà legate alle relazioni, al dating e all’intimità.Nell’installazione, questi temi vengono affrontati insieme a un compagno AI semi-umano e semi-animale: una figura che non è né un pari né un terapeuta, ma una presenza intermedia, progettata per accogliere vulnerabilità e proiezioni emotive. L’opera riflette sul fatto che alcune delle conversazioni emotivamente più autentiche e disarmate del presente avvengano con interlocutori non umani, mettendo in evidenza come le tecnologie affettive stiano ridefinendo le modalità attraverso cui gli individui costruiscono intimità, elaborano il desiderio e trovano spazi in cui concedersi fragilità emotiva.
Arvida Byström, artista svedese nata nel 1991, esplora attraverso la propria pratica il concetto di corporeità e il progressivo riposizionamento dell’intimità nell’era digitale. In un contesto contemporaneo in cui l’identità tende ad affrancarsi dalla dimensione fisica per ridefinirsi all’interno di un immaginario sempre più virtuale e mediato, il lavoro di Byström mette in luce le profonde trasformazioni che investono il rapporto tra corpo, rappresentazione e percezione di sé. La sua ricerca indaga non solo la presenza del corpo come entità materiale, ma anche le dimensioni più intime, emotive e psicologiche che emergono da questa mutazione culturale, evidenziando le tensioni tra autenticità, esposizione e costruzione digitale dell’identità. La sua pratica si configura come testimonianza attiva di questa trasformazione: attraverso installazioni multimediali e piattaforme online, Byström analizza in maniera diretta le fragilità di un’identità collettiva in costante ridefinizione, mettendo in discussione i confini tra sfera privata, rappresentazione pubblica e presenza virtuale.
Arvida Byström, artista svedese nata nel 1991, esplora attraverso la propria pratica il concetto di corporeità e il progressivo riposizionamento dell’intimità nell’era digitale. In un contesto contemporaneo in cui l’identità tende ad affrancarsi dalla dimensione fisica per ridefinirsi all’interno di un immaginario sempre più virtuale e mediato, il lavoro di Byström mette in luce le profonde trasformazioni che investono il rapporto tra corpo, rappresentazione e percezione di sé. La sua ricerca indaga non solo la presenza del corpo come entità materiale, ma anche le dimensioni più intime, emotive e psicologiche che emergono da questa mutazione culturale, evidenziando le tensioni tra autenticità, esposizione e costruzione digitale dell’identità. La sua pratica si configura come testimonianza attiva di questa trasformazione: attraverso installazioni multimediali e piattaforme online, Byström analizza in maniera diretta le fragilità di un’identità collettiva in costante ridefinizione, mettendo in discussione i confini tra sfera privata, rappresentazione pubblica e presenza virtuale.
Talk
I limiti del corpo e l’esperienza estetica
TALK / Università di Torino, Palazzo Nuovo
Auditorium Quazza,via Sant’Ottavio 20 Mercoledì 3 Giugno
— ore 11
TALK / Università di Torino, Palazzo Nuovo
Auditorium Quazza,via Sant’Ottavio 20 Mercoledì 3 Giugno
— ore 11
TALK “I limiti del corpo e l’esperienza artistica”
Mercoledì 3 Giugno ore 11
Università degli Studi di Torino,
Auditorium Quazza
Via Sant’Ottavio 20
In occasione del convegno “I limiti del corpo” promosso dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione – CIRCe dell’Università degli Studi di Torino, Mucho Mas! presenta il lavoro sperimentale e interdisciplinare dell’artista svedese Arvida Byström. La talk si terrà il 3 giugno 2026 dalle 11 alle 13 presso l’Auditorium Quazza di via Sant’Ottavio20, all’interno del panel dedicato ai limiti del corpo nell’esperienza artistica, moderata dalla professoressa Cristina Voto.
Mercoledì 3 Giugno ore 11
Università degli Studi di Torino,
Auditorium Quazza
Via Sant’Ottavio 20
In occasione del convegno “I limiti del corpo” promosso dal Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione – CIRCe dell’Università degli Studi di Torino, Mucho Mas! presenta il lavoro sperimentale e interdisciplinare dell’artista svedese Arvida Byström. La talk si terrà il 3 giugno 2026 dalle 11 alle 13 presso l’Auditorium Quazza di via Sant’Ottavio20, all’interno del panel dedicato ai limiti del corpo nell’esperienza artistica, moderata dalla professoressa Cristina Voto.
Per più informazioni sul convegno, qui il programma dell’intera giornata: https://drive.google.com/file/d/1kWCv9XGT7oVpMaEI8CqMX8OHX0hxK_9A/view
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