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NIKON VA SULLA LUNA

di PHocus Magazine

Gli astronauti della missione Artemis II hanno impiegato principalmente una fotocamera DSLR professionale Nikon D5 (sono due i corpi macchina presenti), ma a bordo di Orion ci sono anche delle GoPro HERO4 Black  e gli iPhone 17 Pro Max e tutte le immagini che stanno arrivando sono prodotte con questi mezzi fotografici a loro disposizione, da segnalare che oltre allacitata NIKON D5 è presente anche una Nikon Z9 con due ottiche, una da 80 – 400 mm e una da 14 – 24 mm.

Gli astronauti rimasti sulla Terra e quelli a bordo della ISS stanno già utilizzando da tempo delle Nikon Z 9 per prendere confidenza con il corpo macchina e per apportare le dovute modifiche perché questa fotocamera sarà la regina delle prossime missioni.

La prima fotografia nota catturata durante la missione Artemis II con la mirrorless Nikon Z 9 è stata scattata durante il terzo giorno del viaggio verso la Luna. Si può notare la Terra solo parzialmente illuminata mentre è circondata dal buio dello Spazio circostante. Come obiettivo è stato impiegato un Nikon AF 35mm f/2 D con apertura del diaframma a f/2.0, 1/26000″ di tempo di esposizione e 400 ISO di sensibilità. Non si tratta forse della fotografia più spettacolare vista finora, ma sicuramente è una prova per prendere “confidenza” ulteriormente con la fotocamera.

La corsa al ritorno sulla Luna passa anche attraverso un obiettivo fotografico. Non è solo una questione di tecnologia spaziale, ma di racconto visivo: la NASA, in collaborazione con Nikon, sta sviluppando la HULC (Handheld Universal Lunar Camera), la fotocamera che accompagnerà gli astronauti della missione Artemis III, prevista tra il 2027 e il 2028.

Il progetto nasce da uno Space Act Agreement firmato alcuni anni fa e punta a trasformare una macchina già iconica come la Nikon Z9 in uno strumento capace di operare in uno degli ambienti più ostili mai affrontati dall’uomo. La superficie lunare, infatti, impone sfide estreme: temperature che oscillano drasticamente, polvere abrasiva, radiazioni intense e assenza di atmosfera. Adattare una fotocamera commerciale a queste condizioni significa ripensarne materiali, sigillature, sistemi elettronici e interfacce, rendendola utilizzabile anche con i guanti pressurizzati delle tute spaziali.

La scelta della Z9 non è casuale. Si tratta di una mirrorless professionale robusta, priva di otturatore meccanico e con prestazioni elevate in termini di velocità e qualità d’immagine. Integrata nel sistema HULC, diventerà uno strumento fondamentale non solo per la documentazione scientifica, ma anche per la comunicazione pubblica: le immagini della missione Artemis saranno il volto del nuovo capitolo dell’esplorazione lunare.

Una curiosità.

La Nikon Z9 è stata imbarcata all’ultimo momento a bordo di Artemis II. Il test, condotto nell’ambiente radiativo del deep space, serve a verificare la resistenza del sensore e dell’elettronica a condizioni impossibili da replicare completamente sulla Terra. È un banco di prova cruciale per garantire che la HULC sia pronta per operare senza compromessi durante Artemis III.

Se tutto procederà secondo i piani, le prossime immagini della Luna non arriveranno solo da sonde automatiche, ma dagli occhi — e dalla fotocamera — degli astronauti. E questa volta, saranno immagini pensate fin dall’inizio per raccontare, oltre che per esplorare.

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