Dedicato agli amanti della fotografia, il National Geographic Photo Club è uno spazio unico per condividere immagini, apprendere dai grandi maestri e vivere esperienze esclusive.
Nasce il National Geographic Photo Club. E no, non è un nuovo social network. È una comunità attorno alla quale raccogliere gli appassionati di quell’arte sublime che è la fotografia. Un rifugio dove esporre le vostre immagini, dove apprezzare gli scatti degli altri, dove entrare in contatto con i fotografi di National Geographic Italia e con gli esperti di fotografia che ci accompagnano. E ancora dove leggere novità sugli appuntamenti della fotografia in Italia, dalle mostre ai festival, ai premi, dove accedere alle masterclass di grandi fotografi, e altro ancora che vi sveleremo strada facendo. E, infine, leggere ogni numero di National Geographic in abbonamento digitale.
D’altra parte, la fotografia è la firma distintiva di National Geographic dalla sua nascita. O quasi. Perché in verità sui primi numeri del magazine, a cominciare da quel lontano ottobre del 1888, le fotografie non c’erano proprio. Poi, piano piano, iniziarono a illustrare i racconti di memorabili esplorazioni, come quelle che spinsero Robert Peary, all’inizio del Novecento, a due passi dal Polo Nord. O arricchire le storie di luoghi lontani come il Giappone attraverso le immagini dipinte a mano di Eliza Scidmore. Fu in quegli anni che National Geographic portò nelle case dei lettori un pezzo di mondo che, a quel tempo, non era proprio accessibile a tutti.
Frattanto, la direzione della rivista aveva capito che la fotografia era il più potente strumento narrativo disponibile per raccontare il mondo che ci circonda, e la Society investiva nei mezzi più avanzati dell’epoca. Così, National Geographic pubblicò le prime fotografie scattate con il flash in natura e le prime fotografie subacquee, fino all’arrivo delle prime macchine reflex e delle pellicole da 35 mm. Fu Luis Marden – grande fotografo di origini italiane il cui vero nome era Annibale Luigi Paragallo – il pioniere della fotografia a colori negli anni Trenta del Novecento. E della fotografia subacquea, che affinò a bordo della Calypso di Jacques-Yves Cousteau.
Ma è stato dopo la Seconda guerra mondiale che National Geographic è diventato davvero un mensile popolare, distribuito in milioni di copie nelle case di chi, attraverso i suoi servizi, scopriva un mondo dove viaggiare in paesi lontani era ancora un lusso per pochi. Facendo conoscere a tutti lo straordinario lavoro dei giganti che hanno fatto la storia della fotografia: da William Albert Allard a Winfield Parks, da Thomas J. Abercrombie a Emory Kristof, da Steve McCurry a Lynn Johnson, Jodi Cobb, Lynsay Addario, Frans Lanting e decine di altri eccezionali maestri.
Oggi i viaggi e la fotografia sono alla portata di tutti, e ciascuno di noi ha sempre con sé uno smartphone che ci permette di fissare momenti memorabili, di scattare immagini curiose, divertenti, drammatiche. O anche solo i nostri ricordi più cari.
National Geographic Photo Club è il posto giusto per chi ama la fotografia e vuole condividere i suoi migliori scatti con i lettori del magazine, del sito e i membri di una comunità che potranno scambiarsi consigli e condividere esperienze uniche.
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