Marisa Veerman è stata una vera scoperta per me, girovagando sui social in cerca di curiosità fotografiche mi sono imbattuto in questa sensazione floreale, questi mossi precisi e imprecisi, un misto tra pittura e fotografia, leggerezza e piacevolezza dello sguardo.
E’ difficile trovare notizie su di lei, si trovano molte immagine ma non molte info, quindi vi racconto quello che so.
E’ australiana, nata a Brisbane e ha lavorato molti anni come visual merchandiser tessile in una celebre catena di boutique di tessuti dove era diventata un punto di riferimento per la sua abilità creativa scolpendo sensazioni teatrali sui manichini utilizzando solo spilli e stoffe colorate.
Ha iniziato ad appassionarsi alla fotografia ed è stato fisiologico unire i due gesti artistici, nel giro di poco tempo è stata notata da alcuni galleristi diventando così una emergente nel mondo dell’arte. Emergente ma che in breve tempo ha prodotto centinaia di opere, inaugurato decine di mostre in Australia e recentemente negli Stati Uniti. Veerman ha vinto il Rotary Art Award 2019 per la tecnica mista.
Questa artista australiana ha trovato uno spazio unico, la creazione di opere fotografiche a tecnica mista impreziosite da ricami e perline. Utilizza modelli accuratamente messi in scena e in costume, sfrutta la luce morbida e i lunghi tempi di esposizione per ottenere una bellezza malinconica ed eterea, trascendente il tempo e il luogo.
Impregnate di una sensibilità delicata, le opere di Marisa esplorano una visione creativa che esiste tra fragilità e forza, tra innocenza infantile e vulnerabilità.
L’onestà cruda è profondamente presente nel lavoro di Marisa. La pacifica malinconia si sposa con una bellezza che trascende il tempo e il luogo.
C’è qualcosa che ci ricorda l’innocenza infantile attirando lo spettatore verso questa vulnerabilità contrapposta a una forza inspettata.
La lavorazione del filo aggiunge uno strato di dettagli intricati alle immagini fugaci con una qualità umana sensibile. Una vernice a cera spazzolata conferisce una qualità pittorica che lega gli strati del processo e sfida le idee sulle differenze tra fotografia e pittura, creando un’atmosfera teatrale. Il lavoro di Marisa offre una tregua dal mondo che ci circonda e ci incoraggia a fermarci, a respirare e a prendere tempo per riflettere.
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Copyright © Marisa Veerman
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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