Nomine — Fotografia internazionale
Il Museum of Modern Art di New York ha posto fine a quattro anni in cui il ruolo è rimasto scoperto: dal prossimo settembre Makeda Best assumerà il ruolo di Joel and Anne Ehrenkranz Chief Curator of Photography, succedendo a Clément Chéroux, che aveva lasciato l’incarico nel 2022 per dirigere la Fondation Henri Cartier-Bresson a Parigi. Nel frattempo il ruolo era stato gestito ad interim da Roxana Marcoci, David Dechman Senior Curator of Photography del museo.
La nomina, annunciata il 2 giugno dopo quella che il direttore Christophe Cherix ha definito un’estesa ricerca internazionale, porta a New York una curatrice con una traiettoria solida tra accademia e museo. Dal 2023 Best ha diretto la programmazione espositiva dell’Oakland Museum of California, curando in parallelo mostre esterne, tra cui la apprezzata “American Job” all’International Center of Photography di New York nel 2025. In precedenza era stata curatrice di fotografia agli Harvard Art Museums dal 2017 al 2023, ricoprendo anche, tra il 2022 e il 2023, il ruolo di responsabile ad interim della divisione di arte moderna e contemporanea dell’istituzione.
Il suo percorso formativo affonda le radici nella pratica fotografica stessa: un MFA in fotografia al CalArts, dove ha studiato con Allan Sekula e Billy Woodberry, seguito da un dottorato in storia dell’arte e architettura ad Harvard, dove le sue ricerche si sono concentrate sul fotografo della Guerra Civile Alexander Gardner. Ha insegnato ad Harvard, Tufts, University of Vermont e California College of the Arts.
Cherix ha sottolineato come la carriera di Best come curatrice, studiosa e leader istituzionale, tra le collezioni di Harvard e Oakland, porti una visione nuova al settore, capace di attraversare i confini tra sociologia, ambientalismo, performance art, lavoro e vita civica. Non è una descrizione casuale: tra i progetti più riconosciuti di Best c’è infatti “Devour the Land: War and American Landscape Photography Since 1970”, il catalogo che nel 2022 si è aggiudicato l’Aperture/Paris Photo Photography Catalogue of the Year Award, e che indagava l’impatto del militarismo statunitense sul paesaggio.
Al MoMA, Best erediterà una delle collezioni fotografiche più importanti al mondo, che secondo le fonti oscilla tra i 30.000 e i 35.000 pezzi tra stampe e oggetti, frutto di una storia che parte dalla fondazione del museo nel 1929 e che si è strutturata formalmente con la creazione di un dipartimento dedicato nel 1940. Il suo mandato comprenderà ogni aspetto della gestione del reparto: allestimenti, acquisizioni, mostre, pubblicazioni e programmi di prestito.
Significativo anche il contesto istituzionale in cui arriva: dalla ristrutturazione del museo avvenuta alla fine degli anni 2010, la fotografia al MoMA non viene più presentata come sezione separata, ma integrata nei percorsi insieme a pittura, scultura e disegno — una scelta curatoriale che ridefinisce il modo in cui il pubblico incontra il medium, e che Best si troverà a interpretare e forse a ripensare.
Nelle sue prime dichiarazioni, la curatrice ha mostrato consapevolezza del peso simbolico del ruolo: “MoMA è una delle poche istituzioni al mondo ad avere la piattaforma e l’impegno verso la fotografia che questi tempi richiedono”, ha dichiarato, aggiungendo di voler aiutare il pubblico a sviluppare gli strumenti visivi e critici necessari per orientarsi in un mondo complesso.
Con oltre vent’anni di esperienza nel settore, Best ha già annunciato l’intenzione di riportare alla luce alcuni capitoli meno noti della storia del dipartimento, incluso il lavoro del leggendario curatore Edward Steichen. Resta da vedere quale direzione imprimerà a un’istituzione che, dopo quattro anni senza un titolare fisso, attende ora una nuova visione di lungo periodo sulla fotografia contemporanea.
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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