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Leica Q3 Monochrom

di PHocus Magazine

Torna il fascino della fotografia in bianco e nero con la nuova compatta firmata dalla casa tedesca.

Il bianco e nero non è una scelta migliore o peggiore del colore. È, più semplicemente, il linguaggio originario della fotografia. Già a partire dal 2012, Leica ci si è dedicata mettendo sul mercato la prima M Monochrom, corpo macchina progettato per generare esclusivamente immagini BW native e con sensore in grado di acquisire solo i dati relativi alla luce. Per la casa tedesca, per tutti gli appassionati sinonimo di eleganza e affidabilità, non fu e non è solo per una questione estetica o nostalgica, ma si è puntato ad amplificare quell’attitudine reportagistica che fin da inizio Novecento trasformò lo scatto in poesia. Senza il colore a distrarre lo sguardo, sono la luce e le ombre a essere protagoniste, e i puristi di questo genere lo sanno molto bene, anche se la diatriba sull’ennesimo argomento divisivo (come tutte le guerre di opinione che da decenni si innescano nel mondo dell’immagine), sarà dura a terminare. A ogni modo, così è pensata anche la nuova Leica Q3 Monochrom: ridotta all’essenziale, la mirrorless full frame di casa Leica è ennesima espressione di quella visione del brand tedesco che non accetta compromessi e punta a una fotografia in bianco e nero nella sua forma più pura.

Come tutte le fotocamere Q, anche questa ha uno stile particolarmente compatto e maneggevole. Unisce la tecnologia più moderna all’intramontabile design sottolineato da un’estetica pulita e minimalista. Lo speciale sensore full-frame in bianco e nero promette 60 Mega Pixel con tecnologia Triple Resolution ed è pronto a catturare ogni momento con una qualità eccezionale. Equipaggiata con obiettivo Summilux 1:1,7/28 ASPH., suo enorme vanto, dispone di un grandangolare a focale fissa estremamente luminoso, con modalità Macro integrata e autofocus preciso. Chi preferisce regolare il fuoco manualmente, potrà affidarsi ai comodi assistenti di messa a fuoco. La verniciatura in nero opaco e le delicate incisioni in nero e grigio contribuiscono ad aumentarne l’appeal senza tempo, così come il rivestimento in similpelle. Il funzionamento è altrettanto semplice e intuitivo.

L’interfaccia utente consente un passaggio fluido tra le modalità foto e video, ciascuna con una propria combinazione di colori e una sofisticata navigazione nel menu. Compagna ideale in viaggio e per la fotografia di strada e di lifestyle, proprio per la sua forma ridotta e leggera, consente di catturare le emozioni in foto e video suggestivi, perfino in condizioni di scarsa illuminazione. Grazie alla pratica connettività con la Leica FOTOS App tramite Bluetooth, Wi-Fi e USB-C, le riprese possono essere elaborate e condivise direttamente sullo smartphone e, di conseguenza, condivise online. La scelta di un sensore monocromatico non è per tutti, questo è chiaro.
Costringe chi la acquista a rinunciare a una delle grandi libertà offerte dalla tecnologia digitale, quella di poter scegliere in origine ogni scatto. Proprio per questo, il prodotto è per veri appassionati e veri collezionisti che non inseguono le regole del mercato ma vogliono distinguersi. Più intuitiva che mai: la struttura semplice della nuova interfaccia, con la suddivisione chiara delle funzioni foto e video e la pratica navigazione con icone e menu, permette di concentrarsi sul soggetto e non sul funzionamento della fotocamera. Il mirino OLED ad alta risoluzione e il display touchscreen inclinabile assicurano un’anteprima affidabile in tempo reale. La Q3 Monochrom è anche la prima fotocamera Q dotata dell’innovativa tecnologia Content Credentials, che può apporre sulle immagini una firma digitale per impedirne la contraffazione certificandone l’origine e tutte le successive modifiche. Un’arma sicura soprattutto contro le immagini generate dall’AI. Realizzata a mano in Germania, si tratta di una fotocamera bella e funzionale, che offre la possibilità di scegliere tra funzionamento automatico o manuale, per realizzare foto e video in bianco e nero con la massima libertà.
Barbara Silbe – IL GIORNALE

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