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Lavorare con la fotografia, cinque consigli che avrei voluto ricevere.

di Erik Colombo

Bentornati a tutti, sono Erik Colombo, e oggi voglio regalarvi cinque consigli, cinque suggerimenti, che io avrei voluto tanto ricevere quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della fotografia:

  1. Non avere fretta
    Spesso il nostro più grande errore è ignorare che esiste un tempo per ogni cosa, come diceva Ivano Fossati. Esiste una primavera che potrebbe essere paragonata all’inizio della nostra carriera lavorativa o alla nostra passione, dove è necessario piantare solite radici, studiare e interrogarsi sul dove si vuole arrivare. Esiste l’estate, una stagione dove con il tempo si iniziano a raccogliere i primi frutti del nostro operato, dove iniziano le prime soddisfazioni lavorative e ci togliamo qualche soddisfazione professionale, ma poi arrivano le due stagioni che davvero ci insegnano a crescere, l’autunno e l’inverno. Queste due stagioni sono paragonabili alle delusioni, le sconfitte, ai nostri fallimenti. Per rinascere bisogna morire, per crescere bisogna sbagliare. Non scordatevi mai che un vero artista non smetterà mai di essere bambino e, come tale, continuerà sempre a commettere errori, la differenza sta tutto nel come affrontate i vostri fallimenti. Ma fidatevi, dopo ogni inverno torna la primavera.
  1. Accetta le critiche
    Premessa, esistono due tipologie di critiche sentenziate da due tipologie di persone, le critiche costruttive e quelle atte a demolire, quelle gratuite. Ignorando completamente la seconda categoria perché nociva come diserbante sul giardino della vostra anima, concentriamoci invece sulla prima. L’aspetto più importante di ogni artista è l’autocritica così come l’aspetto più importante della via è l’autoironia. Saper ascoltare ed interiorizzare una critica è la chiave del nostro miglioramento e della nostra crescita personale, in ogni ambito, non solo fotografico. Molte volte sono proprio le persone che non sono fotografi ad aiutarci maggiormente, perché vedono errori o comportamenti sbagliati che noi non riusciamo a percepire più, perché magari troppo immersi in questo mondo.
  1. Studia e interrogati
    Un’artista muore nell’esatto momento in cui smette di porsi domande. Questo non significa colpevolizzarsi o trovare necessariamente un errore, ma semplicemente ammettere a se stessi di non essere infallibi, di essere umani, e questo spavente. Viviamo in un’epoca dove l’informazione è alla portata di tutti, ovunque vogliamo possiamo trovare tutto quello che ci serve. Ogni istante, anche adesso, qualcuno sta sviluppando un nuovo software, una nuova tecnica, un nuovo punto di vista su argomenti stantii o su tematiche fino a ieri impensabili, qualcuno si sta mettendo in prima linea per risolvere quel fantomatico problema di calcolo su quel programma, qualcuno sta lavorando per raccontare cosa sta succedendo dall’altra parte del mondo, qualcuno ancora si sta chiedendo “bene, e ora?”. Quel qualcuno dovete essere voi, dovete avere il coraggio e la forza di superare quella siepe.
  1. Lasciati ispirare
    Come Michelangelo venne mandato dal padre alla bottega del Ghirlandaio per impare il mestiere, così voi dovrete trovare qualcuno da seguire, una persona che vi insegni a osservare il mondo. Questo qualcuno può essere un docente privato, una scuola o perché no, un artista defunto. Io stesso trovai la mia ispirazione nei quadri paesaggistici di William Turner degli inizi del 1800, un pittore che dipinse la bellezza della natura con una particolare attenzione a come la luce giocasse con ogni singolo elemento del paesaggio, creando un’atmosfera drammatica ma allo stesso tempo rassicurante.
  1. Guarda i tuoi risultati e non quelli degli altri
    Questo è forse il consiglio più importante che posso darvi perché io stesso avrei voluto riceverlo quando iniziai. C’è una grandissima differenza tra “ispirarsi a qualcuno” e “voler diventare quel qualcuno” ed è bene capire subito che voi siete completamente diversi dai vostri mentori e dai vostri idoli, e fidatevi, è un bene. L’arte è un mondo a se, un’oasi nel deserto per chiunque non riesce ad esprimersi a parole. Fabrizio De Andrè disse in una sua canzone:

    “tu prova ad avere, un mondo nel cuore, e non riesci ad esprimerlo con le parole..
    .. e neppure la notte ti lascia da solo, gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro”

    Secondo me questo è un passo importantissimo perché non bisogna mai guardare ai successi degli altri ma ai traguardi che voi stessi state raggiungendo, perché ricordatevi, tutti siamo partiti da zero. Certo, qualcuno ha ricevuto un aiuto in più degli altri, ma l’arte trova sempre la propria strada.

Spero che questi cinque consigli vi possano essere d’aiuto, specialmente nei momenti bui che noi artisti ciclicamente affrontiamo. Nel prossimo articolo invece vorrei scendere ad un livello sempre più profondo della fotografia e parlare della ricerca del proprio stile fotografico.

È stato un vero piacere fare la vostra conoscenza, a presto,

Il vostro Erik

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