Ho organizzato questo viaggio in Uzbekistan per un progetto fotografico per esplorare la via della seta con 3 viaggi, 2025 questo in Uzbekistan appena concluso, nel 2026 il Kirghizistan e nel 2027 Mongolia. Sono terre dell’ Asia centrale enormi e con spazi immensi, località diverse tra loro e con influenze etniche e religiose variegate con tantissime sfumature differenti tra loro.
Confina a nord e a ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan e il Tagikistan, a sud con l’Afghanistan e il Turkmenistan; insieme al Liechtenstein, è uno degli unici due Stati al mondo doppiamente senza sbocco al mare, ovvero, oltre a non avere sbocchi sul mare, confina con Stati anch’essi privi di sbocco sul mare.[15] Le lingue ufficiali sono l’uzbeco[16] e, nella repubblica autonoma del Karakalpakstan, il caracalpaco.
Lo stato dell’Uzbekistan l confine tra il Kirghizistan e l’Uzbekistan descrive la linea di demarcazione tra questi due stati. Ha una lunghezza di 1.314 km e si estende dalla triplice frontiera con il Kazakistan a quella con il Tagikistan.[1]
Un viaggio fotografico davvero affascinante, ho avuto il piacere di accompagnare un gruppo di persone ed organizzare anche un workshop di fotografia nei 10 giorni di viaggio. Un gruppo splendido e molto collaborativo che ha creato sin da subito una perfetta sintonia. L’Uzbekistan è un luogo che ti catalizza e che riserva molte sorprese e ti permette di vivere tantissime esperienze ed emozioni. Sulle terre della via della seta dove si respira storia e fascino del passato, luoghi non sempre conosciuti e ricchi di tradizioni e culture, popolo con molte influenze etniche e costumi.
l’Uzbekistan è conosciuto per le grandi città come Bukhara, Taskent, Khiva e Samarcanda dove il tempo sembra essersi fermato con le grandi moschee, le piazze, i mercati e le madrase con i colori accesi come l’azzurro ed il turchese.
Samarcanda una delle città più celebri con Il Registan che era una piazza pubblica, dove persone si riunivano per ascoltare i proclami reali, annunciati da squilli di tubi in rame enormi chiamati dzharchis – e un luogo di esecuzioni pubbliche. È incorniciato da tre madrase (scuole islamiche) di distintiva architettura islamica. Quando ti trovi davanti a queste imponenti moschee non puoi che restare a bocca aperta.
In realtà c’è anche un lato molto “wild” più selvaggio con paesaggi infiniti a perdita d’occhio, zone desertiche ed aride, la zona del lago d’Aral che in pochi anni è stato prosciugato per lo sfruttamento della coltivazione di cotone creando un vero e proprio deserto con relitti di navi e città fantasma.
Abbiamo anche visitato in 3 giorni la parte più desertica verso il lago di Aral , o meglio ciò che resta di questo lago in realtà grande come un mare. Dal 1986 il processo di ritiro delle acque causato dallo sfruttamento delle risorse idriche dei due immissari principali Amu Darya e Syr Darya per la produzione intensiva di cotone (a partire dagli anni cinquanta), ne ha causato prima la separazione in un bacino più piccolo a nord e uno di maggiore estensione a sud e infine il suo quasi totale esaurimento. Sembra un set di un film post apocalittico con i relitti delle nave adagiate sul terreno e diventato un cimitero a cielo aperto. Suggestive le foto scattate di queste navi ormai ammasso di lamiere e ferro arrugginito in mezzo al nulla.
Il viaggio si è svolto in modo itinerante con spostamenti attraverso le varie destinazioni con le Jeep 4×4 per la parte del deserto e lago d’Aral, con volo interno e con i treni locali.
Un viaggio fotografico che mi ha permesso di realizzare un reportage fotografico ricco di contenuti. Ho apprezzato molto anche la cordialità e l’ospitalità della gente sempre pronta a regalarti un sorriso. Ottima e variegata anche la cucina tipica Uzbeka con portate ricche di carne e verdure ma anche i dolci non sono da meno.
Un viaggio che riproporrò certamente e che consiglierò a tutti proprio per il suo fascino e per la varietà di spunti fotografici che offre visitandolo.
Luigi Rota:
Fotografo con 35 anni di esperienza, lavora in molti settore della fotografia, docente di fotografia e viaggiatore. Luigi Rota nasce nel 1973 e all’età di 14 intraprende da subito la sua formazione e avventura nel mondo della fotografia. Oggi titolare di FOTOROTASTUDIO e coordina un team di fotografi professionisti e videomaker. Tra i primi fotografi pionieri in Italia nel portare il reportage nella fotografia di eventi, cambiando stile e tecniche e realizzando immagini dinamiche, fuori dagli standard e ricche di emozione e creatività. Riceve importanti riconoscimenti e qualifiche internazionali ed entra a far parte tra le più importati associazioni al mondo di fotografi professionisti. Numerose delle sue immagini vengono utilizzate per riviste di settore, mostre, libri, pubblicazioni e vincono importanti concorsi fotografici in tutto il mondo. Docente di fotografia tiene corsi di fotografia e workshop a più livelli in tutta Italia. Viaggiatore prima per passione un po’ in tutto il mondo, poi per lavoro, dal 2017 organizza viaggi fotografici per fotografi. Collabora con Gattinoni Travel e Nikon Italia come docente “Nikon School” e fotografo NPS. Collabora con molte agenzie e aziende del settore. In continua evoluzione la sua tecnica, dedica molto tempo alla ricerca e alla sperimentazione.
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