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LA PRESENZA SILENZIOSA DI CIO’ CHE E’ ETERNO di Stefano Vitali

di PHocus Magazine

La statuaria greca non e’ oggetto di mera contemplazione, ma diventa soggetto di un’indagine visiva profonda:

corpo, frammento, luce e ombra si combinano per evocare non solo l’armonia classica , ma una dimensione sospesa tra visibile e invisibile.

I busti fotografati in studio, privati del loro contesto archeologico, si presentano come presenze autonome, quasi icone di un tempo sospeso tra esperienza sensibile e riflessione metafisica.

La nitidezza delle superfici, la tensione delle forme, l’equilibrio tra pieno e vuoto diventano strumenti per interrogare lo sguardo contemporaneo sull’antico: non solo come perfezione estetica, ma come simbolo di interrogazioni  ontologiche sull’essere e sull’apparire.

Questo percorso non offre risposte definitive, ma invita chi osserva a percepire il “classico” non come un oggetto del passato,ma come un ponte verso dimensioni profonde del pensiero e della percezione contemporanea.

Ogni immagine e’ un invito a guardare oltre la forma: a sentire, a pensare, a ritrovare la propria presenza nello spazio della visione.

Stefano Vitali nasce a Firenze nel 1954. E’ all’eta’ di quindici anni  che scopro la pittura metafisica di Giorgio De Chirico, e’ amore a prima vista.

Inizio da copista dei i suoi quadri, questo per approfondire e studiare la simbologia dei suoi dipinti, ma soprattutto le origini e la vita di questo artista.

Passano alcuni anni e scopro,  Mimmo Jodice, vedo nei suoi lavori  una poetica particolare con richiami metafisici. 

Arriviamo cosi’ a meta’ degli anni 70 dove inizio a fotografare, allestendo in casa le prime composizioni con mezzi di fortuna che trovavo dai rigattieri e in casa.

Ero sicuramente un autore atipico, fotografavo in una stanza con  luci naturali della finestra,  la fotografia a quel tempo (come lo e’ anche oggi)  prevalentemente  era street e  reportage.

Altri  sono gli autori  fondamentali  che mi hanno ispirato nel  il mio percorso creativo, Bruno Giacomelli, Ugo Mulas, ma soprattutto Josef Sudek (detto il poeta di Praga) da lui ho imparato che si possono fare grandi cose senza uscire dalla propria stanza, o dal giardino di casa.

Profilo artistico: Lavoro in studio con luci naturali  (le trovo piu’ trasparenti) ho anche tre fondali e due tavoli , da qui parte la mia base creativa.  La luce nei miei lavori e’ molto importante, luce della mattina, del pomeriggio tardi, tempo nuvoloso o soleggiato questo implica nel dare alla foto

 una collocazione ben precisa, in genere prediligo luci basse dal sapore “il tempo che passa”  Poi mi avvalgo di busti in gesso che rappresentano personaggi  Greco Romani,  poi completo il tutto con altri elementi vari  adatti alla scena. 

La cosa sorprendente  che ho imparato  negli anni, e’ come si possa rinnovare nel tempo la propria componente creativa partendo da poche cose,  un tavolo e poco altro.

per me e’ come mettermi alla prova, rappresenta una crescita.

D’altronde anche Giorgio Morandi con i suoi dipinti  ci ha fatto conoscere che la grandezza di un autore e’ dentro di noi, anche senza girare il mondo.

Poi frequento  vari Musei e Gipsoteche in italia che visito spesso, qui le cose cambiano perche’ il rischio e’ di portare a casa un lavoro che vada bene per un catalogo.

Quindi il soggetto deve essere interpretato in base ha dei fattori che trovi sul momento, spesso occorre  un po’ di fortuna, si parla di controluce a di luce naturale.

Fotografo soprattutto per me e la mia famiglia, ma anche per gettare un granello a tutte quelle persone che amano l’arte.

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