Questa volta sono partita per una nuova, incredibile avventura: girare un documentario in Perù.
Fare la documentarista è il sogno che coltivo fin da bambina e, in questo viaggio, ho avuto per la prima volta la possibilità di viverlo davvero. Sono tornata con più di 700 GB di girato, realizzato con la mia Nikon Z5 II e il Tamron 35‑150 mm f/2‑2,8, insieme a un team di persone straordinarie e indimenticabili.
Il fascino del Perù risiede non solo nella sua storia, ma anche nel profondo e ancora vivo senso della magia: sciamani, guaritrici, streghe, amuleti ed erbe curative. L’eterna lotta fra magia bianca e nera e la magia rossa che purifica l’anima.
Ho scoperto un’altra realtà: siamo sullo stesso pianeta, ma viviamo in mondi diversi. Ho viaggiato lungo la costa settentrionale, una zona poco turistica, alla ricerca dei protagonisti del documentario, persone che hanno avuto a che fare con la magia bianca o nera, e vere streghe e sciamani. Abbiamo registrato molte interviste e assistito a riti di purificazione e persino a cerimonie sataniche. Questa volta ho scattato pochissime foto: ero concentrata a filmare ogni dettaglio: altari, teschi, gesti, volti e le testimonianze incredibili di queste persone.
Molte di queste energie affondano le radici in culture pre‑inca, strettamente legate alla natura. Per immergerci nella storia e comprenderla meglio, abbiamo visitato i principali siti archeologici del nord del Paese.
Alla Huaca de la Luna si conservano importanti testimonianze della cultura Mochica; presso Trujillo, invece, sorge Chan Chan, la seconda città di fango più grande al mondo, eredità della cultura Chimú. In entrambi i casi parliamo di complessi edificati in adobe e di sacrifici umani compiuti per placare i fenomeni naturali o invocare la pioggia negli anni di siccità.
Da queste culture nascono guaritrici, sciamani e, infine, streghe. Con l’arrivo dei colonizzatori, tali tradizioni si sono fuse con il cristianesimo. Ed è proprio questo il fulcro del nostro documentario: capire le differenze e i punti di contatto tra i due mondi e, soprattutto, come si mescolino nella vita quotidiana. È sorprendente pensare che da un Paese ancora così legato a superstizioni e magia sia stato un territorio dove ha operato per moltissimi anni l’attuale Papa Leone XIV, affettuosamente chiamato Robert dai cardinali che abbiamo intervistato e dagli amici che ha in Perù. Abbiamo scoperto molto su quest’uomo: si è sempre prodigato per gli altri e ha trovato nella fede cristiana la risposta che molti peruviani cercano ancora nella magia.
Il Perù è una terra di contrasti: nel sud il turismo è fiorente basti pensare a Machu Picchu, una delle Sette Meraviglie del mondo moderno, mentre nel nord e nelle periferie di Lima persistono povertà e isolamento. Ho incontrato bambini di dodici anni che non sapevano dove fosse l’Italia e non conoscevano nulla oltre il loro villaggio, senza grandi prospettive per guardare più lontano.
Non vedo l’ora che il documentario sia finalmente pronto per essere condiviso con il mondo: girarlo è stata un’esperienza entusiasmante, ricca di scoperte e di divertimento. Un grazie di cuore a Ripartiamo APS per aver creduto in questo progetto e per l’opportunità straordinaria che mi ha offerto. Grazie anche al mio insostituibile collega, come sempre, ci siamo supportati a vicenda dietro la macchina da presa, rendendo ogni ripresa un momento di collaborazione e crescita reciproca.
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