Ogni libro è un po’ come un viaggio, questo, ve lo assicuro, molto di più. Cinque conversazioni, 280 pagine e più di 70 fotografie.
Ma iniziamo con il conoscere colei che ha raccolto con dovizia e pazienza questa mole di esperienze, Tiziana Bonomo. Per prima cosa mi fa piacere poter dire che è una straordinaria organizzatrice di eventi di fotografia nonché una vivace appassionata di tutto ciò che riguarda il linguaggio fotografico, ma ho anche la fortuna di essere un suo buon amico e così ho ricevuto in lettura questo testo che mi ha incuriosito e ho deciso di farmi raccontare qualcosa di più.
In una chiacchierata Tiziana ci rivela che il suo è un fatto di consapevolezza.
“La fotografia è la mia finestra”, ama raccontare, “Si, una finestra che cerco di tenere sempre aperta sul mondo – così vasto, così aperto e scoperto allo stesso tempo – con la speranza di vedere ciò che mi consente di diventare migliore, di intuire l’atteggiamento credibile da sostenere nella società in cui vivo, di comprendere come si muove l’umanità, di trovare me stessa, la mia vera identità in questo mondo complesso, in questa vita ferrosa. Ho a lungo nascosto a me stessa questa ricerca interiore pensando illusoriamente che le tante tappe superate della vita e i tanti ruoli di laureanda, dirigente, moglie, madre mi avessero modellato, disegnato come in un quadro di Renoir. Ma le conquiste, raggiunte sempre con fatica, che portavano con sé l’incanto e il disincanto di un benessere conquistato con rabbia, venivano spesso trattenute nel mio animo bisognoso di conferme e quasi mai volutamente condivise con altri per timore di mostrare la fragilità di una sensibilità nascosta, sepolta da ambizioni, convenzioni, luoghi comuni, conflittualità più o meno manifeste. Così è iniziata lentamente una ricerca nell’arte, nel reportage, nella letteratura. Un giorno, per caso, ho letto Esodo di Domenico Quirico: tutto il dolore sepolto si è rifatto vivo, quella voglia di sapere che credevo spenta ha mostrato di non essersi mai estinta. Mi sono commossa.”
Un viaggio in un uomo che ha molto viaggiato.
Cinque conversazioni, un unico intenso dialogo, con il giornalista Domenico Quirico a partire dai temi che caratterizzano la sua odissea nel mondo contemporaneo: scrittura, guerra, migrazione, storia, prigionia, dolore, paesaggio, fede. Attraverso i documenti, le fotografie e soprattutto le parole vive raccolte dall’autrice “Il fascino dell’imperfezione” cerca di svelare la percezione originale di un narratore del nostro tempo restituendo la sua testimonianza vissuta in drammatica presa diretta sugli avvenimenti storici più rilevanti degli ultimi trent’anni. Il tentativo di rimanere con l’uomo Quirico in quella affascinante zona di imperfezione, erranza, incompiutezza che sembra innervare il nostro mondo. In un impegno durato tre anni, Tiziana Bonomo ha costruito una sintesi del ruolo di Domenico Quirico nel mondo dell’informazione come giornalista, scrittore, divulgatore, e del suo dramma umano di sequestrato in Siria nell’aprile del 2013 e prigioniero-ostaggio per 152 giorni, sottoposto a maltrattamenti psichici e fisici.
Tiziana Bonomo ha lavorato a lungo nel marketing e nella comunicazione di grandi aziende internazionali. Negli ultimi anni ha fondato ”ArtPhotò” con cui promuove e sperimenta progetti legati alla fotografia di documentazione e impegno sociale.
Domenico Quirico è giornalista del quotidiano “La Stampa” dai primi anni ’80. Inviato di guerra, corrispondente da Parigi. Ha narrato guerre, rivoluzioni, migrazioni degli ultimi trent’anni. Autore di numerosi libri in cui racconta le sue esperienze di viaggiatore in luoghi complicati della Storia. Ha ricevuto prestigiosi premi giornalisti come il “Montanelli” e il “Terzani”.
“Il fascino dell’imperfezione”. Dialoghi con Domenico Quirico | Interviste, racconti, documenti
Edito da Jaca Book
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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