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Global Revolution

di Biagio Tassone

Questo progetto fotografico è stato selezionato dai giurati della lettura Portfolio al MONFEST 2025, il festival della Fotografia di Casale Monferrato con la direzione artistica di Maria Teresa Cerretelli.

Madrid 23 Luglio 2011

Il progetto fotografico nasce come reportage a corredo della tesi di laurea sperimentale in Comunicazione Pubblica e Sociale all’università di Bologna. Dopo qualche settimana dall’inizio delle proteste, durante un’assemblea in piazza, sono stato derubato dello  zaino con all’interno una macchina fotografica. Da lì in avanti ho scattato con macchine fotografiche analogiche e con una compatta. Ho scoperto il fascino della pellicola per necessità, scegliere il momento adatto, avere una economicità nella produzione di foto, soffermarmi sugli aspetti e sugli attimi necessari. Fotografare è stato, ed è,  il sussulto del presente. La fotografia è in questo reportage la mia strada e la mia casa. Una dimensione che attraversa con me il mio essere testimone e partecipe degli eventi. Ho imparato ad avvicinarmi ai cordoni della polizia, a mettermi in mezzo a manifestanti e poliziotti, a vivere tra i contrasti e le contraddizioni che le manifestazioni svelano. Il movimento degli indignati era per principio un movimento pacifista, considerava la resistenza pacifica come uno strumento di lotta. L’occupazione dello spazio pubblico era un atto politico da difendere, agli sgomberi si contrastavano dei cordoni di persone che rimanevano sedute. Le armi erano le mani nude, utilizzate per creare onde di protesta. la fotografia è per me uno strumento di conoscenza di me stesso attraverso l’altro, punto di incontro e di creazione di senso, movimento verso se stesso attraverso l’altro. Questa dimensione antropologica di ricerca, che ancora mi affascina, accompagna questo reportage e la scelta delle foto.

Indignatevi! Stephan Hassel esortava a riscoprire i valori dei diritti umani per far fronte alle ingiustizie che dilagano nella società. L’ondata di rivendicazioni e proteste hanno messo in  discussione dei rapporti di potere, in primis quelli legittimati dal sistema democratico. 

La delegittimazione della rappresentanza politica da parte delle piazze ha spinto le persone a pensare le possibilità di un altro modo di vivere insieme. La dimensione politica dell’uomo si realizzava nello spazio pubblico che si modellava secondo i bisogni della comunità che lo occupava. 

Sono nate le acampadas e le occupazioni permanenti dello spazio pubblico. Sono continuati i lavori di destrutturazione e riappropriazione della sfera pubblica. Migliaia di persone in tutte le città spagnole ed europee cominciarono ad organizzarsi in commissioni di lavoro secondo le proprie attitudini e volontà. Nelle assemblee si discuteva in una nuova forma democratica, senza prevaricazioni nelle esposizioni del discorso pubblico e con diritto di parola a tutti i partecipanti. Le decisioni si prendevano all’unanimità. Dopo un mese dalle occupazioni di piazza il movimento ha deciso di riunirsi a Madrid.  8 marce popolari sono partite dai punti periferici della Spagna per convogliare assemblea dopo assemblea, acampada dopo acampada con un cahier de doleance e delle proposte adeguate a Madrid dove si sarebbe svolto il Forum Sociale a fine luglio. Da Madrid il movimento continuò, a piedi, sulle strade di Spagna, Francia e Belgio per arrivare fino a Bruxelles. Il 15 ottobre 2011 in tutto il mondo si sono svolte manifestazioni contro l’austerità e le politiche economiche mondiali. 

In pochi mesi la protesta era diventata mondiale, con rivendicazioni di natura locale e interventi necessari per un cambio di paradigma nella rappresentanza politica e una responsabilità condivisa verso  l’amore.

In questo contesto storico sono stato testimone e partecipe del mutamento nei rapporti di potere nelle relazioni interpersonali, confrontandomi con una nuova idea di società e con le sue espressioni. Le fotografie che qui presento fanno parte di un più ampio progetto che anticipa il movimento degli indignati e lo continua riconoscendo a questo una parte fondamentale della ricerca politica e sociale della mia fotografia. 

Biografia Biagio Tassone

Nato a Vibo Valentia nel 1984,  inizia a fotografare all’età di 17 anni sperimentando il linguaggio visivo come strumento di comunicazione. Nel corso degli anni, la sua attività fotografica si evolve in una ricerca antropologica e sociale. Frequenta i circoli culturali di Serra San Bruno e dell’università di Cosenza. 

Nel 2011, svolge il suo lavoro di tesi di laurea in Comunicazione Sociale  sui movimenti sociali in Europa realizzando un ampio reportage e sperimentando la fotografia analogica. 

Realizza esposizioni e presentazioni in associazioni culturali a Varsavia, Parigi, Madris, Gioia Tauro (RC), Mongiana e Serra San Bruno(VV).

Nel 2013, vince il premio “Scatti nel Parco”, promosso dal Parco Regionale delle Serre, con la fotografia “Mai Più!”, riconosciuta per il suo forte valore di denuncia. 

Viaggia e vive per formazione e per lavoro in Europa e in Asia occupandosi di scambi culturali e fotografia. 

Nel 2014, alcune delle sue fotografie vengono esposte a Palazzo Ducale a Genova e successivamente nei castelli della Liguria, per la  mostra “Paesaggi e Culture del Mediterraneo” curata da Spazio 23. 

Tra il 2016 e il 2018, pubblica tre fanzine fotografiche in forma di calendario lunare: Pace e Bene, promosso dal Ministero della Cultura per il suo valore di unità sociale,  Pianeti Urbani e Terra Terra che esplorano il dialogo tra poesia, fotografia e musica.

Per Rubbettino Editore realizza il racconto fotografico emozionale di due volumi dedicati all’archeologia: Locri (2021) e Enotri (2024). Dell’ultimo lavoro è stata allestita una mostra di 40 fotografie all’interno del Museo Dei Brettii e degli Enotri di Cosenza.

L’estate 2024 realizza una personale presso il Palazzo Bertucci di Spadola (VV) dedicata agli errori fotografici dal titolo “i miei sbagli”. 

Attualmente è docente del laboratorio di fotografia al Liceo della Comunicazione di Casale Monferrato, gestisce la rubrica “TAT” per l’Istituto Balbo e per il collettivo artistico culturale Rosa Forte. 

https://www.facebook.com/biagio.tassone

https://www.instagram.com/biagiotassone

tassone.biagio@gmail.com

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