Ho realizzato queste fotografie nel Dicembre del 2024 durante un viaggio in Giappone che mi ha portato da Tokyo a Kyoto per poi terminare nell’isola di Hokkaido.
La prima cosa che mi ha colpito quando ho iniziato a fotografare per strada e sui mezzi di trasporto, seppur con grande cautela e discrezione, è stato il fatto di notare che la maggior parte delle persone vive la città in una bolla di solitudine dove le interazioni con le altre persone sono ridotte ai minimi termini.
La massima espressione di ciò si ha nel momento del pasto; per noi da sempre momento di convivialità, in Giappone invece l’interazione è ridotta al minimo, in molti posti si mangia direttamente al bancone e l’ordinazione avviene spesso attraverso una macchinetta automatica posta vicino all’ingresso.
I mezzi di trasporto diventano luoghi silenziosissimi dove ogni viaggiatore non incrocia lo sguardo del proprio vicino o della persona seduta davanti ad esso quasi a rispettare un codice di condotta non scritto secondo il quale ogni interazione tra sconosciuti è vietata, e tra amici, parenti, le effusioni in pubblico in ogni caso non sono ammesse per rispetto.
Il silenzio sui mezzi viene interrotto solo da dei brevi jingle musicali che contraddistinguono ogni fermata che la metro raggiunge.
Per strada, agli incroci pedonali, centinaia di persone attraversano la strada in perfetta sincronia, senza urtarsi, senza parlarsi.
In Hokkaido invece, la terra della “powder snow”, la neve è regina quindi l’isolamento e la solitudine sono naturalmente “ forzate” da temperature rigide e conformazione geografica. Tuttavia due realtà apparentemente cosi distanti hanno un filo conduttore che le unisce: la solitudine. Quest’ultima è forse la caratteristica peculiare del Giappone perchè ha garantito nel corso dei secoli che il fascino del Giappone rimanesse immutato.
Con questa serie di immagini ho cercato di raccontare una società che, pur immersa nella collettività, vive profondamente la solitudine. Ogni scatto vuole catturare l’individualismo celato dietro la cortesia e l’ordine. L’obiettivo di questa selezione di foto è quello di rappresentare la solitudine della società giapponese: da Tokyo, metropoli frenetica e iperconnessa, fino all’Hokkaido, isola all’
estremo nord del Giappone, terra remota e silenziosa.
Avendo viaggiato in inverno sono rimasto molto colpito dalla luce fredda e tagliente che ho trovato sia a Tokyo che in Hokkaido. In città mi sono spesso divertito a seguire il sole che rimbalzava su vetri ed architetture finendo poi per illuminare in maniera particolare le persone che camminavano in strada o aspettavano i mezzi.
Ho realizzato tutte le foto con due ottiche fisse – 35 e 50 millimetri Sigma – montate su una Nikon z6.
Giacomo Maestri, fotografo professionista di Bologna. Svolgo servizi fotografici prevalentemente commerciali per aziende. Sono molto appassionato di fotografia di ritratto e industriale. Della fotografia industriale apprezzo molto il fatto di poter accedere a luoghi che a molte persone sono vietati e impossibili da visitare. Mi piace poter vedere la genesi di prodotti microscopici o giganteschi che senza saperlo fanno parte della nostra quotidianità.
Nella mia fotografia non posso fare a meno di ricercare una luce che mi soddisfi. Utilizzo spesso luci flash che mi accompagnano ogni volta che scatto su commissione.
Mail: info@giacomomaestri.com
IG: giacomomaestri_photo
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