Jennifer ha tre anni quando, nel 1943, esce col padre per fare una passeggiata nei pressi di un resort in Messico, poco fuori Santa Fe. Lui porta con sé la propria fotocamera, una Rolleiflex. Ad un certo punto, la bambina, con un’innocenza infantile, gli chiede :”Perché non posso vedere subito le foto?”
Il padre, Edwin H. Land, è un uomo curioso con una volontà ferrea e, poche ore dopo il rientro, ispirato dalla figlia, comincia subito ad abbozzare il nuovo progetto, che chiama SX-70 (SX sta per Special Experiment). Quattro anni più tardi presenta alla Optical Society of America il primo sistema di fotografia istantanea, la sua più famosa dimostrazione di prodotto che cambia per sempre il mondo della fotografia. Land è il fondatore della Polaroid Corporation, la multinazionale statunitense che dà il via alla produzione delle macchine fotografiche istantanee. La sua carriera comincia nel 1926, quando abbandona lo studio della chimica ad Harvard per trasferirsi a New York. È qui che nasce il marchio Polaroid, che caratterizza tutte le invenzioni elaborate e messe in vendita da quest’uomo.
La Polaroid Corporation viene istituita ufficialmente nel 1937, all’inizio vendendo principalmente prodotti come occhiali polarizzati, pellicole, ecc…
Solo nel 1948 viene lanciata la prima istantanea, ma il modello che per la qualità del risultato e per la sua praticità segna la storia è proprio la SX-70, introdotta nel 1972.
Tra gli anni Settanta e Ottanta le Polaroid sono un fenomeno culturale, per la comodità e l’elemento di sorpresa che queste fotocamere portano con sé, il loro successo nel mercato è notevole, diventano infatti simbolo di innovazione e creatività. Per la Polaroid questi anni sono caratterizzati dalla produzione di nuovi modelli, ma allo stesso tempo anche dalla presenza di un mercato molto competitivo, spinto soprattutto da aziende come Kodak e Fuji.
Verso il 2008, con l’avvento del digitale si innesca una nuova crisi per le fotografie istantanee, che porta alla cessazione del marchio. I motivi per cui la Polaroid non riesce a stare al passo coi tempi sono alcuni errori commerciali; essa infatti sottovaluta la velocità con la quale cambia la società, una società che vuole raccontare, condividere, modificare, tutte cose che contrastano con la fisicità della Polaroid. Gli investimenti che l’azienda fa sul digitale sono poveri e senza una visione proiettata sul futuro, continua a lavorare solo sul hardware.
Successivamente, nel 2010, nasce l’azienda the “impossible project”, che adesso viene chiamata semplicemente “Polaroid”, incentrata a rimettere in funzione gli stabilimenti della Polaroid.
A differenza delle fotografie tradizionali (con pellicola) e poi digitali, quelle istantanee hanno una caratteristica particolare, sono uniche: infatti mentre da un negativo o da un file digitale si possono ottenere una quantità infinita di copie, da una Polaroid, se si vuole avere la stessa immagine bisogna per forza scattarne una nuova, che però a causa degli “sporchi di lavorazione” (dei difetti dovuti alle condizioni di ripresa e di sviluppo difficilmente standardizzabili) sarà comunque diversa. Ad esempio, basta che la temperatura vari di 0,4° che cambia anche il colore della fotografia.
Per sfruttare al meglio questa particolarità vengono introdotti vari metodi per modificare un’immagine, chiamati manipolazioni. I metodi di manipolazione si dividono principalmente in tre categorie: la manipolazione tramite la pressione, tramite acqua e tramite luce.
Ė proprio questa unicità che determina la preziosità della Polaroid e che la rende ancora ricercata dagli artisti.
Tra la persone che hanno segnato la storia della Polaroid e della fotografia possiamo ricordare:
Andy Warhol Primo fra tutti, figura predominante della Pop Art, utilizza la Polaroid realizzando dei ritratti unici, tra le sue macchine anche la famosa SX70 e la Big Shot; La camera a fuoco fisso per i ritratti.
David Hockney La sua ricerca dello spazio ha trovato nella Polaroid un suo mezzo di espressione per la realizzazione di collage composti da più immagini che ritraggono lo spazio come lo sguardo del nostro occhio
Maurizio Galimberti Nelle sue composizioni crea ritratti con una visione cubista girando intorno al soggetto scattando numerose Polaroid con uno strumento di close-up (un accessorio che serve per fare delle fotografie ravvicinate) che vengono poi unite in un’unica immagine.
Giovanni Gastel Le sue fotografie di moda con la Polaroid 20×25 riprodotte con sopra oggetti e accessori in voga
Franco Fontana Il maestro del colore, realizza delle immagini Polaroid uniche dei suoi colorati paesaggi
Robert Mapplethorpe Il trasgressivo fotografo ritrae con la sua Polaroid personaggi celebri e sconosciuti dove esalta la bellezza classica delle forme della natura.
In qualche modo, per la popolarità e l’importanza che hanno avuto le fotografie istantanee nella nostra storia, o anche solo per l’attrazione per il vintage, queste fotografie sono ancora rimaste ben presenti nella nostra quotidianità. Basti pensare alle immagini quadrate, gli sporchi di lavorazione e i colori imperfetti: sono questi i particolari che hanno decretato il successo di Instagram, elementi caratteristici che nascono proprio dalle ispirazioni delle Polaroid e che, attraverso i social, fanno rivivere il loro stile.
Pubblicazione da DiaLogos del Liceo Massimo D’Azeglio di Torino – Dicembre 2025
email autrice: dialogos@liceodazeglio.edu.it
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