Su Federico Pacini (Siena, 1977) avevo avuto modo di scrivere su queste pagine in un precedente articolo che vi riporto qui con il link: https://www.phocusmagazine.it/lintenso-minimalismo-di-federico-pacini/ che prendeva spunto da due sue pubblicazioni. Torno a segnalare il suo lavoro per un nuovo prodotto editoriale che conferma e rafforza la sua ricerca sul territorio approfondendone sempre più l’analisi visiva e le conseguenti riflessioni. “Mostra” è il titolo del nuovo volume, un titolo che l’autore definisce un dispositivo conoscitivo: «Mostrare implica un gesto minimo: sospendere il giudizio, rinunciare alla spiegazione, affidarsi all’emergere di forme che non si lasciano pienamente nominare» scrive l’autore nella presentazione del volume.
Pacini ha lavorato sul paesaggio antropizzato della sua regione, cogliendone alcuni aspetti minimi, marginali, inserendosi in una consolidata tradizione di fotografia italiana di paesaggio che a questi aspetti apparentemente secondari del territorio ha dato un contributo fondamentale, come già scrivevo nel mio citato, precedente articolo cui rimando.
«Il termine “mostra”, dalla radice “monstrare”» scrive ancora l’autore «condivide la sua origine con “mostro” (monstrum), ciò che interrompe l’ordine e chiama l’attenzione.» È significativo, tra l’altro, che la stessa parola, titolo del libro, la ritroviamo in una grande insegna che campeggia su un edificio in una delle fotografie del volume e che Pacini ha scelto come copertina. In questo caso la realtà delle cose diventa estremamente simbolica, quasi a chiudere un cerchio in cui il realismo descrittivo sconfina nell’allegoria, nel sottotesto, nel non detto, nel suggerito.
Al proposito ricorro ancora alle parole dell’autore quando afferma che «Nessuna volontà assertiva guida queste immagini. Esse non ordinano, non sintetizzano. Si dispongono nel tempo con la medesima discrezione delle cose minori, che non cercano la centralità ma la durata. Il loro dire si affida all’intervallo, all’incompiuto.»
Nelle numerosissime immagini che costituiscono il volume – tutte a colori per accentuare l’approccio realistico − molto raramente appare la figura umana: si tratta di ritratti di persone comuni, in perfetta sintonia con i paesaggi scarni se non desolati, testimoni di una realtà che non è quella più conosciuta dei suggestivi panorami toscani ma quella più semplice del “banale” quotidiano, una “realtà adiacente” come la definisce Pacini.
Federico Pacini
Titolo del volume: Mostra
204 pagine, formato cm 28×21, fotografie a colori
Edizioni 89 Books, 2025, € 55,00

Nato nel 1950 nel Salento, Pio Tarantini ha compiuto studi classici a Lecce e poi Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, dove vive dal 1973. Esponente della fotografia italiana contemporanea in quanto autore e studioso ha realizzato in quasi cinquanta anni un corpus molto ricco di lavori fotografici esposti in molte sedi italiane pubbliche e private.
La sua ricerca di fotografo eclettico si è estesa in diversi ambiti, superando i vecchi schemi dei generi fotografici a partire dal reportage, al paesaggio, al concettuale… Leggi tutto
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