Torino torna a essere epicentro della fotografia contemporanea con la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, in programma dal 9 aprile al 2 giugno 2026. Un festival ormai strutturato e riconoscibile, capace di intrecciare ricerca artistica, istituzioni e spazio urbano in un unico grande dispositivo espositivo diffuso.
Il tema scelto per quest’anno, “Mettersi a nudo”, non è solo una dichiarazione poetica ma un vero dispositivo curatoriale: un invito a interrogare il rapporto tra identità e rappresentazione, tra corpo e immagine, tra visibile e invisibile.
EXPOSED Torino Photo Festival è il festival internazionale di fotografia di Torino che celebra la fotografia in tutte le sue forme e in ogni angolo della città, unendo qualità curatoriale e partecipazione diffusa.
Il programma è composto da mostre indoor e outdoor. Il percorso costruisce una trama espositiva capace di mettere in relazione autori affermati e pratiche contemporanee, sguardi storicizzati e ricerche emergenti. Un insieme eterogeneo ma coerente, in cui ogni progetto contribuisce a declinare il tema Mettersi a nudo attraverso linguaggi, contesti e prospettive differenti, muovendosi tra dimensione intima e rappresentazione pubblica, tra memoria e costruzione dell’identità.
Attraverso un programma dinamico di mostre, incontri pubblici ed eventi — sviluppati in collaborazione con le principali istituzioni culturali torinesi — EXPOSED si configura come una piattaforma espositiva capace di intrecciare autori affermati e pratiche contemporanee, sguardi storicizzati e ricerche emergenti, in un dialogo aperto sulla scena nazionale e internazionale.
Definito dalla sua natura multidisciplinare e diffusa, EXPOSED permea il tessuto urbano torinese, attivando spazi espositivi eterogenei e molteplici modalità di partecipazione. Dai musei pubblici alle fondazioni private, dagli spazi indipendenti ai portici cittadini, il festival trasforma la città in una piattaforma in cui è possibile scoprire prospettive e sguardi diversi, sulla fotografia e sul mondo.
La direzione artistica del festival propone una visione della fotografia il più ampia possibile, capace di documentare e inventare, di riflettere e sperimentare, di raccontare l’oggi e i di immaginare il domani, senza dimenticare il passato.
Fotografia a 360 gradi, dunque: favorendo uno scambio fluido e orizzontale tra artisti e pubblico,
Un festival diffuso: il “miglio della fotografia”
Il cuore di EXPOSED è la sua natura diffusa e urbana: 18 mostre distribuite tra musei, archivi, chiese e spazi indipendenti, spesso connesse dal cosiddetto miglio della fotografia, un itinerario che attraversa alcune delle principali istituzioni cittadine.
Tra le sedi coinvolte:
- CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
- Gallerie d’Italia
- Museo Nazionale del Risorgimento
- Archivio di Stato
- Circolo del Design
- Museo Regionale di Scienze Naturali
Questa geografia espansa trasforma Torino in un laboratorio visivo, dove il pubblico è chiamato non solo a guardare, ma a muoversi, attraversare, connettere.
Il programma si distingue per una forte eterogeneità generazionale e linguistica, capace di mettere in dialogo fotografia storica e pratiche contemporanee.
Protagonisti internazionali e progetti chiave
- Diana Markosian – Replaced (Gallerie d’Italia): uno dei lavori più attesi, tra autobiografia e costruzione dell’identità.
- Karla Hiraldo Voleau – You Can Have it All: riflessione sul desiderio e sulle costruzioni sociali del successo.
- Mark Leckey – Catabasis: opera ibrida tra video e immagine, che espande il linguaggio fotografico.
- Walter Pfeiffer e il progetto collettivo I Tuffatori: uno sguardo intimo e corporeo sulla rappresentazione.
Autori italiani e nuove produzioni
- Paolo Ventura – Acrobati 2020–2025: teatro fotografico sospeso tra finzione e memoria.
- Fabio Bucciarelli, Deka Mohamed Osman, Enrico Gili, Marco Rubiola – Torino 4×4: uno sguardo sulla città contemporanea e sulle sue trasformazioni.
Tra archivio e fotografia storica
- La Contessa di Castiglione. L’invenzione di sé: un progetto emblematico che mostra come la fotografia sia stata, fin dalle origini, uno strumento di costruzione identitaria.
- Mostre come 5.000 lire per un sorriso e La città in fotografia ricostruiscono il rapporto tra immagine, società e memoria collettiva.
Il public program: incontri, notti e attraversamenti
Accanto alle mostre, EXPOSED costruisce un ricco programma pubblico che amplia l’esperienza oltre lo spazio espositivo:
- Opening days (9–12 aprile) con talk, screening, letture portfolio e incontri con artisti e curatori
- Eventi serali come Esterno Notte e la festa inaugurale
- Passeggiate fotografiche e itinerari guidati
- Audioguide accessibili e contenuti inclusivi (anche in LIS)
EXPOSED crea uno spazio di riflessione e immaginazione collettiva, invitando a nuove letture e prospettive sul ruolo delle immagini oggi.
Promossa da una cabina di regia della quale fanno parte Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT in sinergia con Fondazione Arte CRT e Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione di EXPOSED, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, intende evidenziare e rafforzare la vocazione di Torino come città della fotografia.
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 Torino
exposed@camera.to
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Paolo Ranzani, fotografo professionista del ritratto, dalla pubblicità al corporate.
Docente e divulgatore di “educazione al linguaggio fotografico”. Il ritratto rivolto al sociale è il suo mondo preferito, per Amnesty International ha ritratto personaggi celebri della cultura, della musica e dello spettacolo pubblicati nel libro “99xAmnesty”, per il regista Koji Miyazaki ha seguito per mesi un laboratorio teatrale tenutosi in carcere e ne ha pubblicato il lavoro “La Soglia”, reportage di grande effetto e significato che è stato ospite di Matera Capitale della Cultura. Scrive di fotografia per vari magazine con rubriche fisse. Dopo essere stato coordinatore del dipartimento di fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino è stato docente di Educazione al linguaggio fotografico per la Raffles Moda e Design di Milano e ad oggi è docente di ritratto presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.
Come Fotografo di scena per il cinema ha seguito le riprese di “Se devo essere sincera” con Luciana Littizzetto.
In veste di regista e direttore della fotografia ha lavorato a vari videoclip, uno dei suoi lavori più premiati è “Alfonso” della cantautrice Levante (oltre 10 milioni di visualizzazioni).
www.paoloranzani.com | Instagram: @paolo_ranzani_portfolio/
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