Negli ultimi anni le action cam sono diventate strumenti sempre più utilizzati anche nel mondo della videografia professionale e automotive. Non solo per sport estremi o vlog, ma anche per creare riprese dinamiche impossibili da ottenere con camere più grandi.
Per questo ho deciso di mettere alla prova due soluzioni molto diverse tra loro: DJI Osmo Nano e DJI Action 6.
Niente test da studio o situazioni controllate.
Le ho portate direttamente su strada, montandole su moto e auto, per capire davvero come si comportano tra vibrazioni, accelerazioni, cambi marcia e asfalto irregolare.
Due camere, due approcci differenti
La prima differenza si percepisce già prendendole in mano.
La Osmo Nano punta tutto su dimensioni compatte e leggerezza. È una camera pensata per essere discreta, rapida da montare e praticamente invisibile durante le riprese. Una soluzione molto interessante soprattutto per POV, riprese casco o supporti molto piccoli dove peso e ingombro fanno la differenza.
La DJI Action 6 invece trasmette subito una sensazione diversa: più solida, più completa e pensata per situazioni più impegnative. Il sensore più grande, la stabilizzazione più aggressiva e una gestione migliore delle alte luci la rendono particolarmente interessante per chi realizza contenuti automotive o riprese in movimento ad alta velocità.
Il vero banco di prova: la strada
La differenza reale tra queste camere emerge soprattutto durante l’utilizzo pratico.
Montandole sulla moto si percepiscono immediatamente vibrazioni del motore, cambi di asfalto e movimenti improvvisi. In queste situazioni la stabilizzazione diventa fondamentale.
La Osmo Nano si comporta molto bene considerando dimensioni e peso ridottissimi, ma la Action 6 riesce a mantenere un’immagine più stabile soprattutto nelle accelerazioni più forti e nelle vibrazioni ad alta frequenza.
Anche sulle riprese montate sull’auto la differenza è visibile, soprattutto nei dettagli e nella gestione delle luci difficili.
Qualità video e resa dell’immagine
Dal punto di vista dell’immagine entrambe offrono risultati molto interessanti, ma con caratteri differenti.
La Osmo Nano restituisce colori piacevoli e un’immagine molto immediata, perfetta per contenuti social rapidi e dinamici.
La Action 6 invece mostra una maggiore pulizia generale, soprattutto nelle ombre e nelle situazioni di forte contrasto. Il cielo mantiene più dettaglio, le alte luci sono gestite meglio e anche la nitidezza generale appare superiore nelle riprese più complesse.
Sono differenze che magari in alcune situazioni possono sembrare piccole, ma durante una vera produzione automotive iniziano a pesare.
Quale sceglierei?
La risposta dipende molto dal tipo di utilizzo.
La Osmo Nano è perfetta come camera secondaria, per POV leggeri o per tutte quelle situazioni dove serve rapidità e discrezione.
La Action 6 invece è la soluzione che sceglierei quando la ripresa diventa più estrema o quando voglio ottenere il massimo della stabilizzazione e della qualità video in movimento.
Entrambe però dimostrano quanto oggi queste camere siano diventate strumenti seri anche nel workflow di un videomaker.
Guarda il test completo
Nel video completo sul mio canale YouTube trovate tutte le riprese reali su strada, i confronti diretti e le differenze viste sul campo tra DJI Osmo Nano e Action 6.
Ecco il video del test:
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DANIELE MELARA
Videomaker specializzato in contenuti corporate, social e produzione video per aziende.
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Maurizio Natali

Sono Daniele Demetrio Melara, alias DM FILMS. Appassionato di foto e videografia dal 2003, sono un videomaker professionista dal 2014.
Dopo oltre 1000 matrimoni ed eventi privati, oltre a numerosi videoclip, mi sono specializzato con sempre maggiore professionalità, nella realizzazione di spot pubblicitari, con l’obiettivo di raccontare storie con le immagini, in un modo originale e innovativo.
Conoscere i propri mezzi valorizza la capacità di fare e migliorarsi. Uso ormai Sony dal 2014 dalla sua leggendario a7s e negli anni ho avuto modo di provarle in combinazione con tantissime lenti G master, oltre a numerose ottiche vintage.
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