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Da giovedì 10 febbraio Mostra fotografica THE MAST COLLECTION – Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia fino al 22 maggio 2022

di PHocus Magazine

 BRIAN GRIFFIN Addetta al magazzino (con olio che le cola dalle mani), 2013 © Brian Griffin, courtesy of the artist

Giovedì’ 10 febbraio apre al pubblico la nuova mostra organizzata da Fondazione MAST

THE MAST COLLECTION

Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia

fino al 22 maggio 2022

MAST, Bologna

 

Ingresso gratuito

 

www.mast.org

 

La Collezione della Fondazione MAST, unico centro di riferimento al mondo di fotografia dell’industria e del lavoro, conta più di 6000 immagini e video di celebri artisti e maestri dell’obiettivo, oltre a una vasta selezione di album fotografici di autori sconosciuti.  

Nei primi anni 2000 la Fondazione MAST ha creato questo spazio appositamente dedicato alla fotografia dell’industria e del lavoro con l’acquisizione di immagini da case d’asta, privati, gallerie d’arte, fotografi e artisti. Il patrimonio della Fondazione, che già conteneva un fondo che raccoglieva filmati, negativi su vetro e su pellicola, fotografie, album, cataloghi che negli stabilimenti di Coesia venivano prodotti fin dai primi del ‘900, si è così arricchito ed è andato oltre ai parametri di materiale promozionale e documentaristico delle imprese del Gruppo industriale. 

“The MAST Collection – Un alfabeto visivo dell’industria, del lavoro e della tecnologia, curata da Urs Stahel, è la prima esposizione di opere selezionate dalla collezione della Fondazione: oltre 500 immagini tra fotografie, album, video di 200 grandi fotografi italiani e internazionali e artisti anonimi.

FLORIAN MAIER-AICHEN Senza titolo, 2007 © Florian Maier-Aichen, courtesy of the artist and Blum & Poe, Los Angeles/New York/Tokyo

MAN RAY Elettricità. La casa, 1931 © Man Ray Trust by SIAE 2022

Tra gli artisti in mostra: Paola Agosti, Richard Avedon, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Margaret Bourke White, Henri Cartier Bresson, Thomas Demand, Robert Doisneau, Walker Evans, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, André Kertesz, Josef Koudelka, Dorotohea Lange, Erich Lessing, Herbert List, David Lynch, Don McCullin, Nino Migliori, Tina Modotti, Ugo Mulas, Vik Muniz, Walter Niedermayr, Helga Paris, Thomas Ruff, Sebastião Salgado, August Sanders, W. Eugene Smith, Edward Steichen, Thomas Struth, Carlo Valsecchi, Edward Weston.

La mostra, proprio per la sua complessità, è strutturata in 53 capitoli dedicata ad altrettanti concetti illustrati nelle opere rappresentate. La forma espositiva è quella di un alfabeto che si snoda sulle pareti dei tre spazi espositivi (PhotoGallery, Foyer e Livello 0) e che permette di mettere in rilievo un sistema concettuale che dalla di Abandoned e Architecture arriva fino alla W di WasteWaterWealth.

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