Da ormai più di un anno è la domanda che mi viene posta più spesso.
Ovunque c’è fermento crescente. L’innovazione tecnologica avanza a grandi passi e questo riguarda ovviamente anche la fotografia e la post-produzione. Quindi riguarda anche me e te.
L’AI è sul mio tavolo di lavoro da un po’.
È una presenza scomoda, ma anche benedetta allo stesso tempo. Ha una doppia natura: preoccupa e apre strade.
Disorienta, accelera; mi costringe a pensare in modo nuovo e mi spinge avanti.
Il suo impatto è profondo: sta trasformando i miei processi, dallo scatto alla post-produzione e, di conseguenza, rinnova anche ciò che porto in aula.
Vorrei condividere con te alcune piccole riflessioni.
Nel passaggio dalla fotografia analogica al digitale c’è chi è rimasto fermo.
Non è stato un bene.
Oggi siamo ad un nuovo passaggio molto più radicale. Proprio nelle svolte, quando tutto si muove, occorre leggere il presente: che cosa sta accadendo, per chi e con quali effetti.
Se questi cambiamenti ti fanno paura, sappi che rappresentano una sfida anche per me ogni giorno, però tengo sempre a mente una cosa:
“La paura è quella cosa che se l’affronti scappa e se scappi ti insegue.”
Rifiutare il cambiamento, mettere i paraocchi o scoraggiarsi è la cosa più dannosa che possiamo fare.
La conoscenza resta il nostro alleato più forte.
Il solo modo che abbiamo per attraversare i cambiamenti è comprenderli e provare a intuire — con un piccolo vantaggio rispetto agli altri — la direzione verso cui stiamo andando.
Questo è ciò che, da sempre, ci prende per mano e ci guida nel cambiamento.
Ma come orientarsi?
A cosa dedicare energie nel frastuono continuo di tutte queste novità? Che cosa studiare e dove farlo in un mondo sempre più complesso, sommerso da innovazioni quotidiane non sempre facili da capire e integrare nella propria quotidianità?
Va detto che, al momento, molte tecnologie basate su Intelligenza Artificiale generativa per le immagini hanno ancora limiti concreti. Solo per citarne alcuni: bassa risoluzione, sistemi a crediti, diritti/licenze). Proprio per questo è importante capire cosa sta accadendo, continuare a studiare e osservare come cambiano i flussi anche nella fotografia.
È chiaro che — così come per il fotoritocco — l’AI non è esattamente per tutti né per ogni ambito. Se parliamo di creazione o manipolazione delle immagini, ci sono contesti in cui per questioni etiche l’AI è bandita (es. fotogiornalismo) e altri in cui ha meno senso farlo. La fotografia di eventi, matrimoni, teatro, viaggi e reportage resterà forse più solida e longeva: un po’ per vocazione un po’ per la crescente voglia di verità che, per contrasto, l’AI sta risvegliando.
Per quanto ancora però durerà tutto questo?
Non sederti su troppe certezze.
Con l’AI – oggettivamente – nessun lavoro è ormai del tutto “al sicuro”.
Detto questo, non possiamo tenere gli occhi chiusi. L’AI non è solo fantascienza.
L’intelligenza artificiale è anche processi più snelli, consegne più rapide, maggiore sostenibilità per lavori a basso budget,
maggiore libertà creativa e nuove opportunità di mercato. Per tutte queste ragioni sono in arrivo molte novità e non vedo l’ora di alzare il sipario.
INTANTO, TI ANTICIPO I PRIMI AGGIORNAMENTI:
Tutti i corsi del mio percorso formativo — dallo scatto all’output — integreranno tanti moduli dedicati all’AI utile, quella che fa risparmiare tempo e rende più flessibili senza snaturare il tuo stile e la tua etica: le migliori e più recenti soluzioni AI (di Adobe e di terze parti), già dalle prossime date in calendario.
Al fianco di tecniche avanzate sulla fotografia e la post-produzione destinate a lavori di fascia alta, ci saranno tanti consigli pratici per avvicinarsi o potenziare l’utilizzo dell’AI nella quotidianità, in modo da usarla bene e trarne il meglio.
LE CERTEZZE DI SEMPRE
Il percorso formativo resta articolato in 5 corsi, dallo scatto alla post-produzione, fino al colore avanzato. Le classi restano a numero chiuso e in aula continuerò ad essere affiancata da altri tutor affinché tu possa sentirti seguito con la massima attenzione.
Metodologia didattica: la stessa di sempre — niente è così difficile da non poter essere spiegato in modo semplice — con molti esercizi pratici in aula, webinar a distanza prima e dopo il corso, e dispense/breviari/check-list post-corso.
A CHI SONO RIVOLTI I MIEI CORSI
Fotografi e post-produttori che sono già ad un buon livello con la fotografia e la post-produzione.
Se hai il timore che questi corsi possano essere troppo base o troppo avanzati per te, scrivi a segreteria@mariannasantoni.com: potrai confrontarti con un tutor per verificare il tuo livello.
Qualcuno deve aver inventato la parola talento
con intenti diabolici.
Con una sola parola ha fatto due danni.
Ha dato vita all’illusione che per qualcuno
sia più facile che per altri
e allo stesso tempo ha creato l’alibi
per non provarci abbastanza.
MARIANNA SANTONI
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