Thematic Portfolio:
Black & White: Primo posto
Portrait: Ottavo posto
Color: Terzo Posto
Classifica complessiva Thematic Portfolio: Primo Classificato
Il contest era diviso in tre categorie – Black & White, Portrait e Color – con un massimo di quattro fotografie per ciascuna. Un limite che in realtà per me, è diventato interessante perché mi vedeva costretto a fare delle scelte vere. A capire che cosa davvero mi apparteneva.
Quello che ho cercato di fare è stato tenere insieme due cose: da una parte l’impatto visivo, dall’altra una coerenza più personale. Non mi interessava costruire una sequenza perfetta, ma qualcosa che avesse un ritmo, che lasciasse spazio e che rappresentasse il più possibile la mia visione personale.
Questo portfolio nasce dal tentativo di tenere insieme immagini diverse senza forzarle dentro una struttura troppo rigida. Più che costruire una sequenza perfetta, mi interessava creare un equilibrio, un ritmo che funzionasse anche nelle pause, negli scarti. Per questo motivo non ho scelto solo fotografie “esteticamente piacevoli” o le “migliori foto dell’anno”, ma immagini che potessero convivere tra loro, anche quando sembrano appartenere a piani differenti.
Volevo sottolineare la tensione che sento fra due tipologie diverse di approccio che mi appartengono: uno più presente e vicino e un altro più lontano, legato all’immaginazione, al richiamo a simboli. Tra ciò che si vede oggettivamente e ciò che resta appena suggerito e che si può sentire soggettivamente. Un volto può essere nascosto, filtrato, protetto. Un gesto può esistere anche senza essere completamente leggibile. Per questo motivo ho scelto di inserire anche elementi che interrompessero la linearità, creassero una pausa, immagini più semplici, meno “da contest”, come alcuni fiori o la luna: immagini semplici, minimali, ma capaci – per lo meno per me – di creare un richiamo esterno, magari un collegamento al mondo dei libri che mi appartiene molto. Simboli, senza un significato unico. Un qualcosa che per me crea spazio, lascia entrare qualcosa di personale.
Il ritratto resta il centro del mio lavoro: avvicinarsi a qualcuno, entrare in una dimensione più intima: richiede fiducia. E’ un equilibrio sottile, fatto di presenza ma anche di rispetto. Mi interessa quel punto in cui qualcosa viene condiviso, ma non completamente rivelato. Mi sto cercando di concentrare su questo ultimamente e ritrarre così da vicino persone comuni in un giorno dedicato e importante come il matrimonio richiede sempre una profonda connessione, che ricerco con il massimo delle mie forze.
Ho dunque presentato queste immagini più come un insieme di sensazioni, di distanze, di piccoli avvicinamenti; il risultato di un sentiero personale lontano dalle immagini wow e “da contest” che spero mi premi sul lungo periodo nella costruzione di un sentiero più personale e libero.
Mi sto concentrando su un modo di fotografare che, per me, abbia molto a che fare con le relazioni, come le persone.
BIO
Simone Primo è un fotografo specializzato in matrimoni con base in Liguria, a Genova, e con all’attivo un portfolio esteso a tutto il territorio nazionale. La sua attività si divide fra l’Europa e gli Stati Uniti: collabora a New York con le due principali agenzie di wedding proposal della città proponendo servizi di engagement e elopement.
Il suo lavoro si concentra su una fotografia autentica, dove la relazione con le persone ritratte viene prima di tutto. È stato inserito tra i migliori fotografi di matrimonio in Italia da riviste e associazioni di settore, e porta avanti parallelamente progetti personali legati a una ricerca più intima e simbolica dell’immagine.
CONTATTI
Sito web: www.simoneprimowedding.it
Instagram: @simone_primo
Email: info@simoneprimowedding.it
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