I due artisti espongono una installazione sui “6 gradi di separazione” ovvero ël mond a l’è cit (il mondo è piccolo)
Presso la Villa Cernigliaro, La Serra dei Leoni, a Sordevolo (BI), si inaugurerà il 18 aprile 2026, la mostra di Doriana Bertino e Luca Givan intitolata “6 gradi di separazione”.
Affermano gli artisti: “L’idea che il mondo sia un “piccolo mondo” in cui le persone sono più vicine di quanto si pensi è un concetto chiave legato alla teoria dei sei gradi di separazione secondo la quale qualunque persona sulla Terra è collegata a qualsiasi altra attraverso una catena di conoscenze e relazioni comuni che non supera in media i sei passaggi […]”. Concettualmente ed emotivamente, questa catena di legami, crea una suggestione di una dimensione piccola del mondo che ci ospita e di una certa “facilità” di rapporto fra le persone. In realtà, analizzando la teoria dei 6 gradi di separazione, si viene lentamente immersi in una operazione matematica. Se noi dividiamo per 6 gli 8,3 (circa) miliardi di esseri umani, otteniamo un numero che ci “disorienta”: 1.383.333.333,333 periodico, un numero che sottolinea la nostra reale, fisica, “probabilità” d’incontro vicendevolmente percepito e di scambio reciproco con una persona ora a noi sconosciuta, sia che si trovi relativamente vicino a noi o ai nostri antipodi. In termini geografici il discorso si estende alla grandezza del nostro mondo in rapporto all’universo esterno/interno infinito; in questo contesto la possibilità d’incontro consapevole con una persona per ora sconosciuta, ci può portare a ragionare in termini di percentuali che sfiorano la magia. Certo l’influsso generato da queste “separazioni” ragionate sui 6 gradi, è comunque presente e dinamico, anche se non sempre ne abbiamo coscienza; comunque, con percentuali variabili, genera una energia di cambiamento. L’installazione dei due artisti è formata da un consistente numero di fotografie di persone, viventi o già morte, ritratte con il loro consenso o nel corso di eventi pubblici. Alcune di queste fotografie, messe a disposizione da Antonio Ancora, sono alcuni interessanti ritratti da lui scattati in Etiopia, Nuova Zelanda, Laos, Grecia, Vietnam, Australia, Bolivia, Cina, India, Tibet, Indonesia, Iran, Namibia, Myanmar, Cile, Pakistan, Sudafrica, Venezuela; sono ritratti che offrono una sintesi della globalità umana. L’idea della mostra/installazione, pone le sue basi nella teorizzata corrente artistica del Virtualismo Materico immaginata e descritta da Luca Givan di cui riporto un brano estremamente significativo: “[…] Le opere di Virtualismo Materico devono pertanto essere realizzate concependo già in fase progettuale delle fasi (che vengono definite step) […] L’interazione con il fruitore genera quindi un suo diretto coinvolgimento nell’evoluzione dell’opera originaria e dunque una serie di singole e specifiche performance che divengono esse stesse momenti artistici evolutivi dall’opera originaria […]”. Coerentemente alla teoria, durante la mostra, le persone presenti, sono invitate a interagire con l’opera: sul pannello con le fotografie in bianco e nero, si potranno segnare linee di collegamento con persone conosciute, anche se non direttamente, dai singoli fruitori, ottenendo così una rete di connessioni molto simbolica dell’epoca contemporanea; dal pannello con le fotografie colorate, alcune di queste potranno essere staccate e portate con sé, lasciando un segno o una frase sullo spazio vuoto ottenuto, oppure il fruitore potrà ritornare e attaccare una diversa fotografia per lui significativa. L’opera di Doriana Bertino e Luca Givan è un lavoro in progressione, che scompone e ricompone un medesimo spazio, rappresentando, con una diversa immagine, il nostro mondo in evoluzione che rimane altrettanto inalterato nella dimensione. Un doppio messaggio, quindi: siamo tutti, consapevoli o meno, collegati psicologicamente, e materialmente rimaniamo “costretti” su una superficie che non si espande nei suoi metri quadri. Esplosioni planetarie e viaggi interstellari sono, per ora, non considerati.
Villa Cernigliano, La Serra dei Leoni, via Clemente Vercellone 4 – Sordevolo (BI) – Dal 18 al 30 aprile 2026 – Orari: venerdì, sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 18 – Per informazioni: +39 348 2517279
Articolo pubblicato su OLIMPIA IN SCENA – Lo spettacolo è di tutti: https://olimpiainscena.it/
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