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“34-43 Luca Patella-Rosa Foschi”

di PHocus Magazine

Mercoledi 6 maggio ore 19 alla Under Factory, via Gran Paradiso 9 Segrate (Mi), si inaugura la mostra “34-43 Luca Patella-Rosa Foschi” a cura del giornalista e critico Giuseppe Ferraina.

<La messa in questione dell’iconismo coinvolge anche la pratica della fotografia. L’investigazione analitica tende a smascherare la pretesa del messaggio fotografico di porsi come immagine perfettamente analoga alla realtà, come un equivalente di una visione «na-turale», ed a svelarne la natura convenzionale, in senso storico-culturale.

Gli artisti avviano un processo di de-costruzione del linguaggio fotografico, riconducendolo al dati costitutivi piú semplici in sintonia con i momenti della linea analitica aniconica che si afferma nelle altre pratiche artistiche. Christian Schad, Man Ray e László Moholy-Nagy sperimentano in modo sistematico una pratica della fotografia senza camera fotografica, scartando d’un sol colpo il codice formalizzato della prospettiva e della somiglianza, introiettato dall’occhio fotografico, e riducendo il mezzo ai suoi dati costitutivi elementari: la superficie sensibile, la luce e la mediazione minimale di oggetti, a due e tre dimensioni, indispensabile a registrare l’impatto tra i primi due termini.

Schadografie, Rayografie e Fotogrammi trasformano, in definitiva, il mezzo fotografico da strumento di registrazione del reale in una pratica analitica, autoriflessiva, in una verifica linguistica ancora oggi operante, come in questo Omaggio a Niépce, in cui Ugo Mulas, riproducendo i trentasei fotogrammi di un rullino Kodak scattati a vuoto, impedisce all’occhio fotografico di sporgersi sull’esterno e lo costringe, per cosí dire, a ripiegarsi su se stesso>.

(Filiberto Menna, La linea analitica dell´arte moderna, Le figure e le icone. Einaudi, 1975).

Politica, linguaggio, realta´, erano alcuni dei temi affrontati nella fervente pratica artistica degli anni settanta. La questione cruciale restava il sovvertire i codici referenziali (gli schemi acquisiti dall´arte), da parte degli operatori culturali (in quegli anni gli artisti preferivano definirsi cosi): fedeli eredi della tradizione DADA. La fotografia rappresentava il nuovo perno su cui si avvitavano gran parte delle loro azioni e convinzioni. L´opera fotografica-analitica tendeva alla privazione del godimento dell´immagine. Talvolta come pura documentazione, inglobata in progetti concettualistici, adottata dalle azioni corporee dei performer o come elemento detournante, corpo e anima nell´arte-vita e arte-politica, in opere ideologiche, come critica-referenziale-artistica, in collage e in tante altre modalita´ e prassi della ricerca artistica. 

(Giuseppe Ferraina)

<…a forza di ripiegare e sostituire e simboleggiare, eccomi qui chiuso ormai senza speranza in questi meschini giochi di penna, e ben sapendo che non ho sostituito niente, che non posso sostituire niente, perche´ non si sostituisce la vita colla morte, ciò che è con ciò che non e´… Si, «L´Avventura e ii Mistero, i due divini Passeggeri delle terrene vie»: ecco quanto non si ritrovera´ mai tra pagine scritte, da altri o da noi stessi. Avventura avventura, non le cosiddette avventure dello spirito, che tanto esaltano gli sciocchi o i vili o gli obliqui. Ché dello spirito, è palmare, non si potrà mai provocare l’avvento collo spirito stesso, come non si può far musica colla musica, pittura colla pittura, letteratura colla letteratura: ogni cosa per rifulgere e regnare ha bisogno di una mediazione. E del resto non si può neppure dir così: la vita (ma vissuta!) e´ la sostanza stessa e l´unica sostanza dello spirito>.

(Tommaso Landolfi, Adelphi Edizioni, 1998, pg. 108).

In esposizione le opere fotografiche dagli anni ´60 fino agli anni ´90 dei coniugi Patella, esponenti delle neoavanguardie artistiche in Italia. 

Luca Patella, sperimentatore pluridisciplinare, geniale anticipatore della Conceptual Art e Land Art. Rosa Foschi, fotografa, filmmaker, regista, poeta e innovatrice in ambito filmico con la tecnica della fotografia in movimento (fatta di sequenze fotografiche).

Entrambi gli artisti sono da considerarsi significativi innovatori del genere fotografico “Analitico”: l´utilizzo del mezzo fotografico quale strumento di decostruzione e analisi del potere del linguaggio.

Ah, dimenticavamo… i “34-43” presenti nel titolo della mostra sono semplicemente gli anni di nascita degli artisti: Luca Patella del ´34 e Rosa Foschi del ´43.

 

BIOGRAFIA DI ROSA FOSCHI

Rosa Foschi (Urbino 1943) si diploma al Corso superiore di grafica pubblicitaria dell’Istituto d’Arte della sua città. Trasferitasi a Milano si occupa di pubblicità, cinema e fotografia. A Roma, tra il 1967 e il 1971, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. In questi anni collabora con la Corona Cinematografica, realizzando una serie di cortometraggi con diverse tecniche di animazione, partecipando a numerosi festival di cinema, tra cui Oberhausen, Annecy e il festival dei Popoli a Firenze. Ha collaborato inoltre a Sram & Cram (1973) realizzato dal marito Luca Patella, nei cui film Terra animata (1967), SKMP2 (1968) e Vedo vado (1969), compare in veste di interprete-performer. Come pittrice e fotografa dal 1986 ha realizzato diverse personali ed esposto in mostre collettive. Foschi ha inoltre pubblicato diversi libri di poesie (Wit, esterno interno fuori, 1997; Wood Note, 2004). Ha inoltre realizzato una trentina di libri-opera, esemplari unici in formati e tecniche diverse. Tra i suoi film: Un bosco magico (1967), Littera Antiqua (1968), Amour du Cinéma (1969), Ma Femme (1970), L’amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino (1971), Amore e Psiche (1978). Tra le sue mostre principali ricordiamo: Rosa Foschi: esterno, interno, fuori, MLAC, Roma 1999; La magia della Polaroid. Gli autori italiani interpretano il mito, Centro Italiano della Fotografia d’Autore, Bibbiena (AR), 2009; Il paesaggio italiano 1950-2000, Palazzo della Provincia, Pordenone 2010; Photosensibilité, Hybrida, Roma, 2010; Donne & Fotografia, Chiesa di San Francesco, Udine 2017-2018; L’immediatezza del presente, Chiesa di San Lorenzo, San Vito sul Tagliamento 2018; Polaroid Rosa & Film Foschi, Galleria Il Ponte, Firenze 2019.

ESPOSIZIONI

Tra le recenti esposizioni di fotografia ricordiamo: La magia della polaroid: gli autori italiani interpretano il mito, Centro Italiano della Fotografia d’autore, Bibbiena, Arezzo (2009); Fotografia e ritratto. A venti anni dalla mostra “Io e il suo doppio”, Galleria Civica d’Arte Celso e Giovanni, Costantini, Castions di Zoppola, Pordenone (2015); Donne & Fotografia, Chiesa di San Francesco, Udine (2017-2018); L’immediatezza del presente, Chiesa San Lorenzo, San Vito al Tagliamento (2018). L’ultima personale alla galleria Il Ponte, Rosa Foschi. polaroid ROSA & film FOSCHI, 2019.

BIOGRAFIA DI LUCA PATELLA

Luca Maria Patella (Roma 1934 – 2023) ha vissuto anche in Francia e in Sud America. Il suo background è artistico (a Roma e a Parigi), a partire dal padre Luigi cosmografo umanista / scientifico (Chimica Strutturale: è stato giovane assistente – per i rapporti fra la “Risonanza” e la biochimica – di Linus Pauling, doppio premio Nobel) / e psicoanalitico (dal 1967, con Ernst Bernhard).

Fin dagli anni ’60 ha operato in un ampio spettro di ricerche sperimentali. È stato fra i primi artisti sperimentatori della multimedialità: dalla grafica alla fotografia (professionale e inventiva), dal libro d’artista al “film-opera” e al video, all’uso del gesto e del corpo nelle performance, dall’indagine psicoanalitica all’analisi interdisciplinare tra arte e scienza (ha vissuto all’estero per alcuni anni, studiando chimica elettronica strutturale). È stato anche filmaker e autore di romanzi e raccolte di versi. Il suo uso del linguaggio verbale in tutte le sue possibilità espressive, scomponendolo a volte fino ai fonemi, ne mostra la complessità dei significati molteplici. È stato tra i primi artisti europei a realizzare una mostra come visione di diapositive, a far consistere una mostra in un'”azione” o in una “dimostrazione” in chiave “didattica” (con proiezioni verbo-visive). Ha anticipato intuizioni tra la Land Art, il “Comportamentismo” e il Concettualismo, pur restando un artista “totale” autonomo, del tutto particolare e incatalogabile.

Molteplici le sue conoscenze e frequentazioni con artisti e personalità internazionali, tra cui Marcel Duchamp, André Masson, André Breton, Jacques Lacan, Giorgio De Chirico, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Lionello Venturi, Roman Opalka, S.W. Hayter, Leo Dohmen, Max Lüscher, Joan Jonas, Paul Watzlavick, Meret Oppenheim, Andy Warhol, Sol LeWitt. 

FILMOGRAFIA 

1965 Tre e Basta 16 mm., colore e intonazioni colore, muto, 10´.

1966 Fanimesto- Manifesto oggettivo-razionale soggettivo-irrazionale, 16 mm., colore e intonazioni colore, muto 10´.

1966 Paesaggio misto, 16 mm., colore e B.N., muto, 3´.

1966 Screck! 35 mm., colore, sonoro, 25´.

1967 Chi mi pettina?, 35 mm., colore, sonoro, 25´.

1967 Piove! 16 mm., B.N., muto, 10´.

1967 Terra Animata, 16 0 35 mm.

1967 Intorno fuori, 16 mm., B.N. e intonazioni colore, muto, 10´.

1976 Materiale per camminare, 16 mm.

1968 SKMP2, 16 o 35 mm.

1969 Vedo, Vado! 35 mm (“Osella d´ Argento, Venezia).

1969 Rondine Sben! 16 mm., B.N., 20´.

1969 Sfere per amare, l´Attico, Roma.

1970-´72 Luca Patella / Lu´ capa tella, 16 mm., colore, B.N. e intonazioni colore, sonoro, 2 ore.

VIDEOTAPES

1970 Preghiere marziane, Philips 1/2”.

1971 Pianta parlante con Luca, Philips 1/2”.

1972 A proposito delle “analisi di comportamento”.

1973 Controllo della comunicazione nel laboratorio di psicovita di Luca.

1974 Luca patella e il test Lüscher dei colori, Sony 1/2”.

1974 Grammatica Dissolvente, video.

1974 Gazzetta Ufficiale di Luca Patella, video.

1975 Luca-Luce, video colore (con Lea Vergine).

1976 Viaggio in Luca (Antwerpen), video.

1977 Porci in alto non e´ il caso!, Sony 1/2”, prod. Museo Civico, Ferrara (collab. Lola Bonora).

ESPOSIZIONI

Alcune delle tante mostre in musei e gallerie: Teatro di via Belsiana, Roma 1965; Galleria l’Attico (di Fabio Sargentini), Roma 1968, 1969 e 1974 (Luca Patella e il test Lüscher); Galleria Apollinaire, Milano 1971 (Muri Parlanti); New Italian Art, Walker Art Gallery (Alberi Parlanti), Liverpool 1971; Incontri internazionali d’Arte, Roma, 1972, 1973 e 1987; Reis doorheen Luca Patella, ICC, Antwerpen 1976; La fotografia di Luca Patella, Mantova 1978; Paolini, Patella, Pistoletto, Calgografia Nazionale, Roma 1980; DEN & DUCH dis-enameled(Diderot e Duchamp sverniciati: svariate centinaia di opere, installazioni e teorie – quattro libri – riguardanti Diderot e Duchamp), MUHKA, Antwerpen 1990; Vasa Physiognòmica, Roma, Milano, Köln, Antwerpen dall’82; Patella ressemble à Patella: l’opera 1964-2007, organizzata dalla Fondazione Morra (e con libro-catalogo omonimo), Castel S. Elmo, Napoli 2007; Escher, Chiostro del Bramante, Roma 2014 (fino a Escher a Palazzo Reale, Milano 2017); Ambienti Proiettivi Animati ’64-’84, ampia mostra personale con catalogo omonimo, Quodlibet Editore, MACRO, Roma 2015. Nello stesso anno Videoroom al Boijmans Van Beuningen Museum di Rotterdam, e i Films-opera alla Tate Modern di Londra. Puca Latella, (mostra accompagnata dal “libretto-lavoro” edizioni Ezio Pagano), Galleria Adalberto Catanzaro, Bagheria 2016; La Fotografia di Luca Maria Patella 1965-1985 Miart, galleria Il Ponte, Milano, 2017 (corredata da un volumetto in folio a cura di Alerto Fiz); Nuova Collezione del MAXXI, Roma 2017; NON OSO / OSO NON essere (personale), Galleria Il Ponte, Firenze 2017 (con il presente “libro-catalogo”, Gli Ori); Arte mi sia!, Certosa di San Martino, Napoli 2017; Casa Morra, Napoli 2018.

 

Informazioni e prenotazioni: info@underfactory.it 

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