Skip to content

162

di Giuliano Reggiani

In Russia, la libertà di stampa è sotto attacco da anni, ben prima dell’invasione dell’Ucraina. Giornalisti e reporter, sia russi che stranieri, operano in un clima di costante minaccia, dove raccontare la realtà può avere conseguenze legali, intimidazioni o persino esiti mortali.

Dal 1991, la Russia è il terzo paese al mondo per numero di giornalisti uccisi, secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ).

Questo dato evidenzia il pericolo di lavorare nel settore dell’informazione all’interno del paese.

Il World Press Freedom Index, pubblicato ogni anno da Reporter Senza Frontiere, valuta il grado di libertà della stampa nei vari paesi. Nel 2024, la Russia si è classificata al 162° posto su 180 nazioni, un chiaro segnale della repressione in atto contro il giornalismo indipendente.

Testo di Susanna Bertoni

 

Nel progetto 162, Giuliano Reggiani sviluppa una riflessione visiva intensa e dolorosa sul ruolo della libertà d’informazione e sul prezzo che può comportare il coraggio della verità. Il numero che dà il titolo all’opera non è casuale: 162 è la posizione occupata dalla Russia nel World Press Freedom Index del 2024, un dato all’apparenza statistico, che l’Autore trasforma in materia viva.

Questo lavoro non si configura come una serie fotografica in senso tradizionale. La fotografia è certamente presente, ma è solo uno degli strumenti utilizzati, non necessariamente il principale. Reggiani recupera dal web i ritratti dei giornalisti uccisi per il loro impegno etico e civile, incollandoli poi su un fondo composto da frammenti di quotidiani e riviste in cirillico. È qui che l’opera prende forma: nel dialogo, spesso aspro e talvolta contraddittorio, tra immagine, parola e materia.

I ritratti, spezzati e al centro della composizione, emergono da una palude visiva di notizie manipolate dalla propaganda. Resistono, mutilati e graffiati, sovrastati da pennellate bianche e strappi che evocano una volontà di cancellazione, ma al contempo rivelano una dimensione nascosta, più profonda. Non viene cercata la compostezza iconica del ritratto, bensì una verità rovinata, che proprio nella sua alterazione e nella sua vulnerabilità rivela il senso.

L’approccio tecnico si avvicina al collage materico e al fotomontaggio analogico. Le contaminazioni con l’estetica del décollage sono evidenti: come in Mimmo Rotella, lo strappo non distrugge ma rivela. Allo stesso tempo, il lavoro si inserisce nel solco della tradizione del fotogiornalismo militante e dell’arte politica del Novecento, richiamando artisti come John Heartfield e Barbara Kruger nel modo in cui viene affrontata la relazione tra potere, immagine e comunicazione. L’Autore, tuttavia, mantiene una cifra personale, in cui la denuncia politica, l’attenzione al dettaglio e la sovrapposizione di elementi si fondono intenzionalmente, con volontà precisa di rivelare la fragilità della verità occultata dalla propaganda.

Inevitabilmente, il progetto 162 è anche un’opera sulla memoria. I ritratti scelti appartengono al passato, recuperati da archivi digitali: riproporre i volti di giornalisti come Anna Politkovskaya, Pavel Klebnikov, Hadžimurad Kamalov e Alexei Navalny significa restituirli al presente, sottrarli all’oblio e riattivare la loro testimonianza in un nuovo spazio simbolico.

162 dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che l’immagine fotografica è un valido strumento di impegno etico e politico anche quando non si tratta di testimonianza diretta. Attraverso l’atto concettuale di appropriazione, ricontestualizzazione e manipolazione delle immagini, Reggiani elabora un linguaggio visivo che funziona come denuncia e chiamata alla responsabilità. Non si limita a mostrare, ma interroga chi osserva, mettendo in campo quella capacità unica della fotografia di suggerire connessioni e aprire possibilità di comprensione attraverso altri codici.

In un’epoca in cui l’informazione è spesso mercificata o distorta se non falsa, questo lavoro ci ricorda che guardare con attenzione e consapevolezza può rappresentare un atto profondamente sovversivo.

Altri articoli di questa rubrica

Condividi

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Vuoi accedere agli eventi riservati?

Abbonati a soli 15€ per 365 giorni e ottieni più di ciò che immagini!

Se invece sei già iscritto ed hai la password, accedi da qui

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Non è facile trovare un buon educatore!
Appartengo ad una generazione che ha dovuto adattarsi alla scarsa offerta dei tempi. Ho avuto un solo tutor, a cui ancora oggi devo molto. Brevi, fugaci ma intensi incontri in cui il sottoscritto, da solo con lui, cercava di prendere nota anche dei respiri e trarre insegnamento da ogni singola parola.
A causa di questa carenza io e i miei coetanei ci siamo dovuti spesso costruire una visione complementare come autori, designers, critici ed insegnanti e questo ci ha aiutato a costruire qualcosa di fondamentale e duraturo.
Per questo motivo con Cine Sud che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore della formazione, abbiamo pensato alla possibilità di offrire dei corsi “one to one”, costruiti sulla base delle esigenze individuali e in campi disparati, che vanno dalla tecnica alla ricerca di nuovi linguaggi in fotografia.
Dei corsi molto vicini a quelli che avremmo voluto avere nel passato, se ce ne fosse stata offerta l’opportunità e la parola opportunità non va sottovalutata, perché ha un peso e una sua valenza e non è spesso scontata.
Ognuno sarà libero di scegliere, sulla base dei nostri consigli, un autore o un tecnico, tra quelli offerti come docenti, e intraprendere un corso che gli offra quello di cui realmente ha bisogno e, eventualmente, ripetere questa esperienza in futuro.
Come quando si va da un eccellente sarto a scegliere con cura un vestito, adattandolo perfettamente al corpo, vogliamo fornirvi il corso che meglio si adatta alle vostre, singole e personali esigenze.
Niente nasce dal caso e per poter essere all’altezza di questo compito e potervi fornire un’offerta diversificata e soddisfacente, abbiamo pensato di sottoporvi un questionario tra il serio e lo scherzoso a cui vi preghiamo di rispondere.
Aiutateci a capire le vostre reali esigenze e chi abbiamo difronte, non ve ne pentirete.
Massimo Mastrorillo

Dimmi chi sei e ti dirò che workshop fa per te

Approfondiamo ! per i più intrepidi
X